Lunedì 3 Ottobre 2022 - Anno XX
Madeira, panorama di Sao Vicente

Madeira, panorama di Sao Vicente

Madeira 2: isola di cultura, avventura, sport, artigianato

Madeira potrebbe essere l’ultimo lembo della leggendaria Atlantide. L’ isola soddisfa ogni forma di turismo. Paradiso degli escursionisti e degli sportivi. Arte e cultura trovano spazio in 26 musei. Ambiente naturalistico unico e dove si coltiva la vite sui terrazzamenti vulcanici.

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Altopiano vulcanico di Madeira

Madeira è davvero un luogo unico. Questa isola è un contenitore di svariate modalità di viaggio, da quello avventuroso alla vacanza all’insegna del riposo assoluto, dalla fuga in coppia o da soli per ritemprarsi tra passeggiate e sport, come vela, mountain bike e escursionismo, alla vacanza in gruppo, anche sregolata, con serate tra i molti disco bar, presenti non solo nel capoluogo, ma anche negli altri piccoli centri abitati. Luoghi, questi, che si caratterizzano con la propria specifica allure, ma che sono accomunati dal retaggio degli antichi traffici navali, come Machico, Seixal e Porto da Cruz, nonché dall’epopea della caccia alla balena, il cui centro principale è stato il borgo di Caniçal fino al 1982, anno in cui Madeira ha deciso di dare l’addio a questa attività e allinearsi ai programmi internazionali di protezione dei grandi cetacei.

Isola per tutti i gusti

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Vista sul Reid’s, l’hotel più famoso dell’isola

La spiccata attitudine culturale dell’ isola passa anche attraverso 26 musei. Quello di Arte Contemporanea, nel capoluogo, è reputato come uno dei 5 spazi espositivi più importanti del Portogallo. Un microcosmo, quello madeirense, che include anche pregiate tradizioni artigianali. Dalla lavorazione degli azulejos, le tipiche piastrelle di maiolica smaltata che rivestono le facciate di molti edifici portoghesi, a quella dei celebri merletti e ricami. Ma il fattore unificante dell’ isola rimane la sua formidabile ricchezza naturalistica, che regala anche molti frutti tropicali, come il mango, l’avocado, la maracuja, sempre presenti negli animati mercati dell’ isola. È il risultato della fortunata posizione geografica di Madeira in mezzo all’Atlantico, esposta in pieno alla Corrente del Golfo, che garantisce un clima sub-tropicale tiepido e stabile, con temperature, lungo la striscia costiera fino ai primi 300 metri di altitudine, mai superiori ai 22 gradi in estate e di rado al di sotto dei 15 in inverno.

Splendidi paesaggi agricoli

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Scorcio sui terrazzamenti di Faial dove si coltiva la vite

Una bellezza idilliaca, legata in particolare ai vigneti, coltivati lungo i terrazzamenti vulcanici, materia prima del Madeira, il vino liquoroso rinomato già ai tempi di Shakespeare, che lo cita nell’Enrico IV e dominatore dello scenario enologico europeo, fino allo scoppio delle guerre napoleoniche, quando cominciò a essere sostituito dal siciliano Marsala.
Ma un’eccellenza in effetti mai messa in discussione, quella delle sue tre varietà: il Sereial, secco e ambrato, da bere freddo come aperitivo; il Boal, vino fruttato e scuro di provenienza borgognone, ideale per il dessert; e la Malvasia, di colore violetto la tipologia più rara e pregiata. Fu il portoghese Enrico il Navigatore a introdurre nell’ isola la vite a metà del Quattrocento, facendo impiantare vitigni provenienti da Creta. Il vino prodotto sull’ isola conquistò a tempo di record le tavole imbandite della nobiltà europea, cominciando dalla Corona britannica e cominciò così il suo boom commerciale, oggi confermato dalle cantine dell’ isola, di cui almeno 10 vantano un solido business internazionale. Tutte, naturalmente, aperte al pubblico per accurate visite guidate, con degustazioni.

‘Mecca’ degli escursionisti

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Percorso dalle cascate di Risco fino a Rabaçal

Sono tanti gli aspetti che pongono su posizioni di vertice questo ritaglio di paradiso terrestre, forse – si vagheggia – l’ultimo lembo della leggendaria Atlantide. Uno, però, costituisce davvero un particolare primato ed è legato alla vocazione sportiva di Madeira. Terra natìa di Cristiano Ronaldo, asso del Real Madrid e luogo molto apprezzato anche per la pratica di discipline di nicchia, come il surf e il golf, Madeira è l’ isola con la più fitta ragnatela di sentieri per il trekking al mondo. Difficile non notare a qualsiasi ora diurna camminatori di ogni età, soprattutto tedeschi e inglesi, muniti di zaini e bastoncini in direzione o di ritorno da decine di percorsi. La maggioranza dei camminamenti sono adatti ai trekkers di ogni livello, ma sono numerosi anche quelli molto stretti, a ridosso di ripidi crinali, indicati per escursionisti esperti. Ognuna di queste piste rappresenta comunque un’avventura indimenticabile.

Le ‘vie verdi’ di Madeira

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Particolare di una levadas, condutture per l’irrigazione

Le più interessanti si snodano lungo le cosiddette “levadas”, le antiche condutture d’irrigazione costruite per distribuire l’acqua, sia piovana che proveniente delle tante sorgenti delle zone interne, verso i vigneti e i campi coltivati della costiera.
Il nome “levada” deriva infatti dal portoghese levar, cioè portare. Si tratta di un sistema molto capillare, che copre ampia parte del territorio dell’isola per una lunghezza complessiva di circa 2.500 chilometri ed è quasi per intero fiancheggiato da camminamenti, affacciati su strapiombi mozzafiato, a loro volta collegati a molti altri sentieri più larghi all’interno di boschi.

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Camminando sull’orlo degli strapiombi

I tempi minimi di percorrenza per i tragitti più facili si aggirano intorno alle tre ore. Ma posso triplicare per quelli più irti. A dispetto della segnaletica frequente e chiara, il loro complicato intersecarsi può talvolta indurre a sbagliare direzione, per trovare magari l’uscita nei pressi di un centro abitato diverso da quello pianificato nella camminata. Poco male, comunque: rimediare un passaggio in autostop è facile e divertente. E poi ci sono sempre i bus, che collegano tutte le località di Madeira rispettando gli orari e, all’occorrenza, consentono di scendere su richiesta. Le eventuali attese danno occasione di rifiatare, conoscere la cordiale gente dei villaggi o esporsi a brezza e sole sulle scogliere.

Un ‘melting pot’ coloniale in un paradiso floreale

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Il Jardim Municipal di Funchal

A Madeira, le testimoniane coloniali si notano dalla convivenza di etnie diverse. Ma è il “tocco” britannico a prevalere. Testimonianza più evidente, la diffusa passione per il giardinaggio. Introdotta dagli inglesi, oggi si esprime in almeno 25 tra lussureggianti parchi e giardini, nei quali le varietà botaniche locali si mescolano a specie esotiche. La maggioranza sono distribuiti tra l’elegante centro urbano di Funchal e il quadrante nord dell’isola. Un legame, quello per le meraviglie floreali che si esprime anche nei cognomi degli abitanti locali. Incluso quello del più noto politico madeirense contemporaneo, che risponde per l’appunto al nome di Alberto João Jardim e che detiene, anche lui, un primato. In questo caso di longevità politica dura a sfiorire, visto che ha ricoperto la carica di presidente del governo regionale di Madeira per 37 anni consecutivi, dal 1978 al 2015.
Anche per chi non ha particolari interessi naturalistici imperdibile è una vista al Jardim Botanico di Funchal, lussureggiante spazio che faceva parte della residenza dei Reid (i proprietari inglesi dello storico e omonimo hotel, ancora il più simbolico di Madeira. Questo parco, situato sull’antica Quinta do Bom Sucesso, comprende anche un piccolo museo di storia naturale. Un caso a sé, nella medesima area, è poi il Jardim dos Loiros, che mette in mostra anche centinaia di pappagalli. (2-continua)

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