Giovedì 17 Giugno 2021 - Anno XIX
Notte Rosa. Il capodanno dell’estate italiana

Notte Rosa. Il capodanno dell’estate italiana

Il 7 luglio la Riviera Romagnola e il Nord delle Marche si incontrano per la 12a edizione della Notte Rosa. Una festa lungo i 130 km di costa tra Comacchio e Pesaro, con i tanti protagonisti.

Notte rosa Milano 7.06.17

La presentazione a Milano con da sinistra: Monica Norrito, Nicoletta Olivieri, Giacomo Costantini, Liviana Zanetti, Andrea Gnassi, Andrea Corsini, Gianluca Gazzoli

Il mio amico Nicola non nasconde un mucchio di pena nei confronti di chi scrive solo perché il matusa gli ha espresso l’intenzione di andare a vedere quel che succede a Rèmmin (Rimini, capitale balneare della Libera Repubblica di Romagna) durante la Notte Rosa 2017, 7 luglio. Manifestazione presentata a Milano (da Monica Norrito, assessorato Bellezza e Vivacità comune di Pesaro; Nicoletta Olivieri, assessore turismo comune Cattolica; Giacomo Costantini, assessore turismo comune Ravenna; Liviana Zanetti, presidente APT Servizi Emilia Romagna; Andrea Gnassi, sindaco di Rimini e presidente Destinazione Romagna; Andrea Corsini, assessore regionale turismo Emilia Romagna; Gianluca Gazzoli, Rai Radio 2), in un posto vabbè ok nonché à la page epperò privo di vino, laddove mi riferisco all’assenza del Sanzvès (Sangiovese) e/o altra imitazione del medesimo. Perché penso proprio – e tutti concorderanno – che il vino è (quello) “rosso” (antan dicevasi pure “nero”) mentre son ben certo che non vanno chiamati “vino” quei liquidi bianchi (ai quali non appartiene, ça va sans dire, il profumato Albana) detti “frizzantini” (ma che dico, adesso se a Milano non chiedi le “bollicine” ti considerano un paria pirla).

Notte Rosa : dalla Camargue del Belpaese a Pesaro

Notte Rosa Romagna-TogetherUna notte, quella Rosa (durante la quale si potrà per certo degustare il delizioso ancorché bianco Pagadebit, ma che bella la storia del suo nome), una Festa che con magnanimità Rèmmin estende, per ben 130 km di costa fino a terre ahiloro meno umane in quanto non romagnole. Laddove mi riferisco alla anguillara Comacchio, delta del Po (che un faceto presentatore della Notte Rosa ha ben  definito la “Camargue del Belpaese”, bravo, bellissimo) a nord. Mentre, se invece si parla di meridione (quello che antan, le breriane genti lungo il Po chiamavano la Bassa Italia), la Notte Rosa espatria dalle Romagne fino a comprendere quei terùn di Pesaro. Vabbè, solo una manciata di km, ma se è per questo, i rumagnòl doc vessopè, tipo quelli di Lugo (lì nacque il mio babbo), con un filino di – forse – eccessiva severità  definiscono sprezzantemente “i marchigiani” i rumagnòl viventi “A sud del Rubicone” (e ditemi se questa – con tutto il rispetto per Giulio Cesare… – non costituisce una strenua difesa della purezza della razza…). Laddove (meglio chiarire…) sulle spiagge (e pure sulle colline) rumagnòle esiste, sì, una razza, ma è open, aperta a tutti coloro che hanno voglia di darsi da fare (il milanese fa andà i ciàpp), alias sudare un filino prima di un tuffo dal moscone, beninteso condendo il tutto con un pizzico di allegria, e soprattutto, di creativa inventività.

Il Capodanno dell’estate italiana

Notte Rosa precedenti-edizioni

Immagine di una precedente edizione

Un esempio? Tutti gli addetti ai Lavori Turistici nel nostro pianeta hanno sempre creduto che, in un anno, di Capodanno ce ne fosse uno solo. Se non che, quelli di Remmin & dintorni ci pensano su un filino dopodiché, et voilà, tèl chì, “Il Capodanno dell’Estate Italiana”. D’altro canto, ohèi, sono anni che lo canta il Casadei … “Romagna. Romagna mia lontan da te non si può star….” (figurati a Capodanno…). Da quanto sopra elogiato anche il più malaccorto dei lettori avrà divinato che, in Romagna,  il 7 luglio ci sarò (pare ovvio) pure io. Laddove, alla faccia del mè amìs Nicola, sul ducesco bagnasciuga chissà che non ci scappi un bel brindisi al levare del sole. Poi farò un salto al cimitero di Zìrvia (Cervia) a salutare Max David (“Max” gli disse Hemingway“vorrei  saperne di toros quanto ne sai tu….”) chiedendogli di convincere l’a me caro San Fermìn a perdonarmi (comme d’habitude, il 7 de Julio, dovrei essere a Pamplona, ma stavolta bigio…). E infine approderò al Lido di Spina a papparmi i pesciolini (prima li pescava e adesso li cucina, questa si chiama expertise) del mè amìs William, gran viaggiatore doc.
P.S. Aaahhh, quanto a quel che succede durante la “FNR Felliniana Notte Rosa” mi pregio rinviare (ci sarebbe troppa roba da trascrivere …) la cortese aficiòn lettrice al sito: www.lanotterosa.it

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