Lunedì 11 Dicembre 2017 - Anno XV
Foto antiche e bronzo con Shiva (Ph Giovanna Dal Magro © Mondointasca)

Foto antiche e bronzo con Shiva (Ph Giovanna Dal Magro © Mondointasca)

La magia dell’India incontra l’Occidente sulle vie dell’illuminazione

L’altrove mitico dell’India ha affascinato e influenzato in maniera crescente il mondo artistico e culturale occidentale. Il Museo d’arte della Svizzera italiana ha promosso la mostra “Sulle vie dell’illuminazione. Il mito dell’India nella cultura occidentale 1808-2017”

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LAC Lugano, Museo d’arte della Svizzera italiana (Ph Giovanna Dal Magro © Mondointasca)

Il Museo d’arte della Svizzera italiana, nell’ambito del progetto Focus India, dedica una grande mostra all’India e all’influenza da essa esercitata sulla cultura e l’arte occidentale nelle sue diverse espressioni. Il titolo “Sulle vie dell’ illuminazione. Il mito dell’India nella cultura occidentale 1808-2017”. Il LAC Lugano è un centro culturale progettato per far interagire tutte le arti sia visive che sceniche, dalla musica al teatro. Questa ampia filosofia ha permesso di realizzare il progetto, appena presentato, dedicato alle innumerevoli sfaccettature della cultura indiana.
Il programma terminerà nel gennaio 2018 e comprenderà mostra, musica, danza, cinema, yoga e ayurvedica, poesia e conferenze. Queste molteplici arti saranno presenti ai massimi livelli, il cinema a cura di Marco Muller, per anni direttore artistico del Festival di Venezia, la danza interpretata da Shantala Shivalingappa, ballerina indiana con vasta esperienza di collaborazione con Pina Baush; per la musica ci sarà il grande interprete del sitar Nishat Khan, che fa nascere dal suono di questo strumento l’armonia dell’anima.

L’India e le vie dell’ illuminazione nella cultura occidentale

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Luigi Ontani (Ph Giovanna Dal Magro © Mondointasca)

Il tema della mostra “Sulle vie dell’illuminazione. Il mito dell’India nella cultura occidentale 1808-2017” è la fascinazione dell’India sulle espressioni artistiche occidentali, appunto, dal 1808 al 2017, narrata attraverso 400 opere, tra cui sculture e installazioni, dipinti e disegni, fotografie e libri, poster e video. Tra i primi intellettuali e artisti occidentali a appassionarsi all’India, forse in concomitanza con l’espansionismo britannico, furono i vedutisti inglesi tra Sette e Ottocento. Seguirono, a metà Ottocento, i grandi pittori orientalisti e, con la nascita della fotografia, fotografi e scrittori come Salgari vi trassero ispirazione per i loro avventurosi romanzi. La mostra, curata da Elio Schenini, offre tutti questi passaggi, ispirazioni ed emozioni e, a seconda del proprio vissuto, anche di più.
In occasione della mostra Skira pubblica il catalogo. Un volume di 672 pagine che ripercorre la storia di questa “fascinazione indiana” espressa attraverso gli ultimi due secoli di storia della cultura occidentale, dall’arte alla letteratura, dalla musica alla religione, dalla storia del costume alla psicologia.

Info: www.laclugano.ch

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