Lunedì 11 Dicembre 2017 - Anno XV
L'Isola di Ischia vista dal Mare

L'Isola di Ischia vista dal Mare

Ischia l’isola che trema

Nell’isola plasmata dai vulcani, l’inviata di Mondointasca, su una panchina del porto a Ischia, incontra uno sfollato di Casamicciola. Il suo racconto dopo il terremoto del 21 agosto 2017.

Isola di Ischia veduta col porto

Isola di Ischia veduta col porto (foto F. Gögele © Mondointasca)

Eppure Ischia un segnale l’aveva dato. Le fumarole hanno improvvisamente smesso di fumare e due giorni dopo s’è sentito il gran botto. Un’onda risalita per più di un chilometro e mezzo dalle profondità della terra, che ha spaccato e scosso la superficie fino a dislocare strade e palazzi, metter muri di traverso, scardinare porte e far crollare pareti. Seduti su una panchina del porto incontriamo il padre di una famiglia di sfollati (non vuole che scriviamo il suo nome, gliene diamo uno fittizio: ‘Antonio’) che ci racconta cosa è accaduto dal suo osservatorio particolare, in quella ancor non troppo lontana tarda serata del 21 agosto. La sua voce mi si infrange nelle orecchie come le onde sul bagnasciuga, uno sciabordio napoletano sfumato nella mimica sostenuta, capace di lasciare una scia di non detto in questo nostro dialogo a senso unico: lo lascio parlare.

Uno sfollato di Casamicciola

Isola di Ischia vista dal mare in-barca

Giro dell’isola in barca (foto F. Gögele © Mondointasca)

E’ padre di tre figli e fa il muratore a Casamicciola. Gira ancora in ciabatte dalla sera del terremoto; tutto ciò che aveva è rimasto sotto alle macerie. Non è il primo terremoto a cui sopravvive. Aveva una decina d’anni nel 1983, quando in Irpinia la terra tremò con echi tali da sentirli ancor oggi propagarsi nei ricordi di chi ha visto e vissuto quei momenti, anche solo riportati dai telegiornali dell’epoca. In quell’occasione, però, ‘Antonio’ visse la situazione quasi come una “festa di paese”: gente in strada ad allestire tende e tavolate, intere famiglie a condividere e dividere cibo ed emozioni, masnade di bambini che giocavano insieme e a tutto ci pensavano mamma e papà. Adesso però, da padre, le responsabilità son ben altre e ‘Antonio’ gira sempre con gli occhiali da sole scuri, per nascondere gli occhi gonfi di lacrime di fronte alla snervante attesa di un nuovo inizio.

Isole delle acque: abusivismo figlio dell’ignoranza

Ischia il terremoto e Casamicciola

(foto F. Gögele © Mondointasca)

Che l’ isola delle acque dia di matto e tremi è risaputo; l’abusivismo, dice, è dell’ignoranza; non centra nulla con la mancata osservanza di norme e leggi! Certo, il cemento usato per risollevare le case dopo l’ultimo terremoto di fine ‘800 non può di certo rispettare le normative europee, e un tempo non si poteva mica immaginare di costruire proprio sopra una faglia vulcanica. Il fatto poi che l’epicentro non si trovasse a dieci chilometri dalla costa, in mare aperto, ma proprio sotto la località di Casamicciola, dimostra che i danni potevano essere ancor più gravi se i materiali edili fossero stati scadenti. Sta di fatto che una frazione alta del paese è venuta giù tutta. Ci sono stati due morti e 2000 sfollati.
Erano le 20.57 quando s’è sentito un botto terrificante e la corrente è saltata. Intere famiglie, invece di ritrovarsi tranquille a cenare dietro ad una tavola, si sono riversate in strada. Nei primi attimi di panico era tutto un chiamar nomi e gridar aiuto. Vicini di casa che salvavano anziani imprigionati dietro cancelli improvvisamente messi per obliquo e bloccati. Lati di strade che si avvicinavano. Muri che si spostavano.

L’isola di Ischia e lo strano terremoto

Ischia la costa

La costa vista dal mare (foto F. Gögele © Mondointasca)

Un terremoto strano questo: né ondulatorio né sussultorio, solo una deflagrazione catastrofica per timpani d’orecchie, di case e di chiese! In una decina di minuti già ci si guardava attorno increduli e la polvere iniziava a depositarsi lenta. Iniziava un’attesa lunghissima dei soccorsi, bloccati dal crollo della chiesa in alto e da quella di una palazzina in basso. Nel tempo in cui i terremotati si contavano e guardavano, organizzandosi con sedie, acqua e televisori spostati fuori dalle finestre in via Daloisio, gli aiuti sono arrivati a piedi. I bambini dopo le prime ore hanno preso sonno e gli adulti si sono messi a scavare a mano e ad allestire un campo di fortuna.

Ischia: la paura e il fuggi fuggi dei turisti

Ischia figure scolpite nella roccia dall'acqua e-dai-venti

Figure scolpite dall’acqua e dai venti nella roccia (foto F. Gögele © Mondointasca)

L’eco del disastro s’è ripercosso in una tam tam che ha svuotato l’isola dai turisti. Il vero terremoto, secondo ‘Antonio’, inizia adesso, in quella che sarà una scossa d’assestamento esistenziale per ricominciare da capo. La sua famiglia è l’ultima rimasta delle quattro ospitate nello stesso albergo in cui mi trovo anch’io. Chi ha più disponibilità economiche trova, prima, una nuova sistemazione e la solidarietà, a quanto mi è dato da intendere, non è una virtù tra le più diffuse sull’isola (attenzione però, per quanto simpatico e disponibile, il mio interlocutore è di origini napoletane, e si sa, tra partenopei della capitale ed ischitani non “fuma” tanta simpatia). Mi spiega che la sua famiglia sarà ospite di una struttura dei salesiani in località Fontana, uno dei comuni più alti di Ischia dove portare i figli a scuola e trovare un nuovo alloggio risulterà sicuramente più complicato. Per convincermi della sua opinione, da muratore esperto mi riporta esempi pieni di tecnicismi tipici di chi è convinto del fatto suo, coinvolgendo su una stessa barca architetti, ingegneri, capi cantiere. Dice che tutti avrebbero da perderci a non svolgere bene il proprio lavoro e a non prendersi la responsabilità; che i saggi di cemento usato per costruire si eseguono e che se i controlli per concedere l’abitabilità non fossero stati fatti “a quest’ora da Napoli non ci vedrebbero più!”.

continua a pagina 2

© RIPRODUZIONE RISERVATA