Martedì 19 Settembre 2017 - Anno XV
La botanica del desiderio: il mondo visto dalle piante

La botanica del desiderio: il mondo visto dalle piante

Il libro di Michael Pollan è un’opera di divulgazione scientifica. L’autore individua risposte ai complessi problemi attraverso il punto di vista delle piante. Quattro di esse hanno molto da insegnarci. Ogni capitolo prende la forma di un viaggio

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La botanica del desiderio. Il mondo visto dalle piante – Titolo originale: The Botany of Desire di Michael Pollan, 200, Il Saggiatore, pagine 255. Euro 14,00

La botanica del desiderio, il mondo visto dalle piante è un titolo che forse non sembrerà al lettore un argomento inerente ad una rivista di viaggi, ma vi assicuriamo che questo originale, provocatorio ed affascinante libro di Michael Pollan racchiude tra le sue pagine semi di un’avvincente analisi sociale, politica, storica e geografica, tale che ogni possibile partenza, richiederà un punto di vista diverso. Molto spesso, alla base di fatti noti e risaputi, si celano ben altre cause, sgusciate e cadute dalla considerazione di massa, che si accontenta e sofferma sulle spiegazioni razionali e facilmente propagandabili dal monopolio mediatico e della politica di volta in volta in auge. Se si provasse a guardare alla storia dell’Umanità da un’altra angolazione, magari dal punto di vista delle piante, si troverebbero risposte addirittura più logiche e accettabili.
La botanica del desiderio, di Michael Pollan è un’opera di divulgazione scientifica, è il primo dei tre libri di Pollan ad essere pubblicato in Italia. La scelta del titolo è dovuta al fatto che si occupa tanto dei desideri che legano gli esseri umani alle piante (quattro quelle prese in considerazione), quanto delle piante in sé. “I primi semi di questo libro” racconta l’autore, “sono stati piantati nel giardino, mentre stavo seminando davvero. Quel pomeriggio di maggio, all’improvviso il giardino mi è apparso sotto una nuova luce: le molteplici delizie che offriva allo sguardo, all’olfatto ed al palato non erano più così innocenti o passive. Tutte le piante che avevo sempre considerato oggetti del mio desiderio erano anche soggetti che agivano su di me, spingendomi a compiere per loro ciò che avrebbero avuto modo di realizzare da sole.”
Il vero motivo per cui ho scelto la mela, il tulipano, la cannabis e la patata – ha detto Pollan – è che hanno belle storie da raccontare. I quattro desideri esaminati sono appunto la dolcezza, ampiamente delineata dalla storia della mela; la Bellezza, in quella del tulipano; l’Ebrezza, protagonista di quella della cannabis; il Controllo, che si intreccia con quella della patata, in particolare di una patata geneticamente modificata, coltivata dall’autore nel suo giardino. Queste quattro piante hanno qualcosa di importante da insegnarci in merito a suddetti desideri, vale a dire in merito a ciò che ci fa funzionare. Ognuno dei quattro capitoli principali prende la forma di un viaggio, che lungo il percorso si inoltra lontano, nello spazio e nel tempo: nella Amsterdam del XVI secolo, dove, per un breve, perverso periodo, il tulipano divenne più prezioso dell’oro; sulle sponde del fiume Ohio in un bel pomeriggio di primavera del 1806, mentre John Chapman, già noto agli abitanti del West Virginia con il soprannome di Johnny Semedimela, sonnecchiava nella sua canoa alla ricerca di un vivaio. Nella Amsterdam degli anni Novanta, che per un coltivatore di marijuana era un po’ come la Parigi degli anni Venti per uno scrittore: un luogo fumoso dove esuli espatriati potevano dedicarsi in pace alla propria arte e stringere legami con una comunità di “spiriti affini”; e ancora, proiettati nell’Irlanda di fine 1500, quando la patata si adattò benissimo, permettendo di ricavare quantità di cibo straordinarie dalle terre rifiutate dai coloni inglesi. E così, entro la fine del XVII secolo, la pianta sbarcò nel Vecchio Mondo per poi diffondersi nel giro di due secoli nel nord Europa, con un processo che in sostanza rimodellò il suo nuovo habitat e la geografia, culinaria e geomorfologica stessa dei luoghi. Insomma: una lettura piacevole, che arricchisce e valorizza il nostro guardar e andar per il mondo, con la speranza di risvegliare un’ottica ambientalista in favore del mantenimento della biodiversità, ed allo stesso tempo rivela luoghi troppo spesso celati dietro una patina di cliché preconfezionati per il turista. Siamo noi che dobbiamo imparare, leggendo, viaggiando, con umiltà e ritrovato stupore, che la storia dell’Uomo e della Natura è molto più vicina ed intrecciata di quanto si riesca ancora a percepire.. “Che cosa vediamo quando guardiamo un fiore? si chiede e ci chiede Pollan, “Il fulcro autentico del doppio aspetto della natura, le energie conflittuali della creazione e della distruzione, l’innalzamento verso forme complesse e l’ipulso travolgente che le allontana. I greci chiamavano Apollo e Dioniso questi due aspetti della natura, e in essa non esiste nulla in cui la loro lotta sia evidente e struggente come nella bellezza di un fiore e nel suo rapido trapasso. Ecco la conquista dell’ordine sul caos e il suo gioioso abbandono. Ecco la perfezione dell’arte e il fluire cieco della natura. Ed ecco, in certa misura, la trascendenza e le necessità. Che sia proprio lì, in un fiore, il significato della vita?”.

Info: www.ilsaggiatore.com

Autore

Michael Pollan, è docente di giornalismo presso l’università di Berkeley, in California. Scrive per il New York Times Magazine. I suoi articoli gli sono valsi il premio Reuters-IUNC (International Union for Conservation of Natur) per il giornalismo ambientale nel 2000.  Oltre a La botanica del desiderio in Italia sono stati pubblicati Il dilemma dell’onnivoroIn difesa del cibo e Breviario di resistenza alimentare.

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