Lunedì 11 Dicembre 2017 - Anno XV
Auronzo, veduta dall'alto (ph: Max Raschilla © Mondointasca)

Auronzo, veduta dall'alto (ph: Max Raschilla © Mondointasca)

Auronzo – Misurina: laghi e montagne di incomparabile bellezza

Dolomiti bellunesi un luogo e il suo paesaggio che possono farsi stati d’animo. Pagaiare in canoa sul lago. Fare trekking lungo i sentieri. Visitare il museo Interattivo e il sito archeologico del Monte Calverio. Tre Cime di Lavaredo e Monte Piana per i pellegrinaggi della memoria. L’equilibrio dinamico della biodiversità

Misurina Auronzo ed il lago di S. Caterina

Auronzo ed il lago di S. Caterina (ph: Max Raschilla © Mondointasca)

Auronzo e Misurina è una terra di laghi. Le acque riflettono splendidamente le Tre Cime di Lavaredo. Nel  bacino di Santa Caterina ad Auronzo, dal caratteristico colore verde, si voga in canoa, ed ogni anno si svolgono importanti competizioni nazionali ed internazionali. Pagaiare sul lago è un’esperienza da non perdere, come passeggiare lungo gli oltre 200 km di sentieri, fare trekking su trail più impegnativi, assaggiare il prelibato gelato artigianale fatto a regola d’arte in paese, o visitare i quattro piani di reperti del museo interattivo, intuendo la vastità delle circostanze non solo ambientali e paesaggistiche, ma anche storiche, geografiche e sociali. A poca distanza dal centro del paese si può visitare il sito archeologico del Monte Calvario, un santuario di età romana dove sono state rinvenute testimonianze di antichi riti in onore di Dioniso, cui veniva offerto vino, trasportato fin quassù in anfore di terracotta.

Auronzo e Misurina: Rosso Tiziano per eguagliare albe e tramonti

Misurina Il ponte di Transacqua e la spiaggia Bucintoro sul lago di S. Caterina

Il ponte di Transacqua e la spiaggia Bucintoro sul lago di S. Caterina (ph: Max Raschilla © Mondointasca)

Tracce antiche ad Auronzo e Misurina si trovano anche nella lingua dialettale, un veneto ladinizzato con cadenze cadorine e parole romanicheggianti tipico come è tipica l’architettura degli edifici: cubici e dai tetti spioventi e poco sporgenti, molte finestre, come a voler catturare più luce e sole possibili e un girotondo continuo di ballatoi e balconi in legno. Non è un caso che anche l’arte da questi luoghi abbia tratto spunto: è il rosso, il celeberrimo rosso Tiziano, forse l’unico tentativo umano riuscito ad eguagliare almeno in parte le tinte fiammeggianti delle albe e dei tramonti su queste vette! La casa del pittore è visitabile ed induce a riflettere quanto il paesaggio si possa fare stato d’animo.. “Centimetri e centimetri di pittura che riversano un Niagara di neve preziosa, azzurrata come nelle giornate di sole, a marzo, sopra Pieve di Cadore, o ad aprile, più su, alle tre Cime di Lavaredo, quando il rosa dei fiori sui frutti macchia il ghiaccio di una tinta locale simile a quella, melograno, che Tiziano ha saputo inventare per il suo cosiddetto Amor sacro; o Profano…” (tratto da “La Storia dell’Arte raccontata da Flavio Caroli”)

Territorio reso unico dalla gente comune come l’arrotino Lozza

Misurina Cima Cadin della Neve e Cima Pogoffa dal sentiero Carpi Col de Varda

Cima Cadin della Neve e Cima Pogoffa dal sentiero Carpi Col de Varda (ph: Max Raschilla © Mondointasca)

Non sono state solo le gesta dei personaggi famosi a render unico il territorio di Auronzo – Misurina. Lo diceva già il Manzoni, che la vera Storia è quella scritta dalle persone comuni che, proprio perché tali, rendono ancora più speciali le loro gesta. E’ il caso del signor Lozza, arrotino, che nel lontano 1878 se ne partì in cerca di fortuna in sella alla sua bicicletta, arrivando fino in Svizzera e Francia, dove scoprì la lavorazione delle lenti ottiche, che potevano essere molate anche usando la ruota del suo mezzo di fortuna. Tornò con l’entusiasmo ed il coraggio di un progetto: aiutato da un amico comprò un mulino e visto che, come racconta oggi da dietro il bancone del suo negozio di ottica un  discendente, “i montanari si arrangiano sempre”, da allora Auronzo divenne la prima zona di produzione su scala industriale di lenti e occhiali made in Cadore!
Certo l’attuale situazione economica non è più fiorente e romantica come un tempo, quando la tipicità della valle era incontrastata e indiscussa. Oggi le multinazionali straniere e il costo della manodopera altrove più vantaggioso hanno costretto molti artigiani ad adattare le loro manifatture ed i loro prodotti per sopravvivere alla crisi. Ciò non toglie che alcune realtà abbiano resistito bene e che la pedalata del signor Lozza non è stata vana, come testimonia il negozio che ancora ricorda e riporta il suo nome.
Se da una parte la località si distacca da una comoda rete di collegamenti, restando più isolata dai commerci e fuori mano, dall’altra è stata comunque raggiunta da personaggi celebri, illustri vacanzieri e papi! Golosissimi di gelato e vanto di laboratori artigianali di questo magnifico alimento, denso e cremoso come la neve.

Flora e fauna: ecosistemi ricchi e complessi

Misurina La Torre dei scarperi

La Torre dei Scarperi (ph: Max Raschilla © Mondointasca)

Altro fiore all’occhiello nell’elenco già di per se variopinto della flora locale. Flora e fauna hanno origini antichissime, preistoriche, ribadite nelle impronte dei dinosauri che millenni fa già si aggiravano per questi luoghi. Incredibili i ritrovamenti di orme tridattili, che si susseguono impresse come in un racconto su queste antiche rocce di basamento cristallino, un mare triassico di calcare marnoso e ammoniti; poi in un susseguirsi di epoche e spirali di storia, ecco spuntare salvia dei prati, gigli rossi e carlina, trifogli e orchidee alpine.
Praterie sconfinate solcate dall’ombra volante di gheppi e poiane, aquile reali o dal canto di galli cedroni e forcelli. Ecosistemi sempre più ricchi e complessi, habitat ideale per marmotte, camosci, scoiattoli, volpi, tassi. Acque cristalline e fredde, ricche di ossigeno, per specie ittiche endemiche, come il temolo o la trota fario.

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