Lunedì 23 Ottobre 2017 - Anno XV
I Cadini dai pressi di forcella Maraia (ph: Max Raschilla © Mondointasca)

I Cadini dai pressi di forcella Maraia (ph: Max Raschilla © Mondointasca)

Auronzo di Cadore: natura e paesaggio incontaminati

Laghi, fiumi, montagne. Bellezza e fascino di un ambiente inserito nel Patrimonio Mondiale Unesco. Le Dolomiti bellunesi luogo di meraviglia dove la natura è sovrana. Percorsi ciclabili attorno ai laghi Misurina e Santa Caterina

Auronzo Tre Cime di Lavaredo tra la forcella Longeres e la forcella Lavaredo

Tre Cime di Lavaredo tra la forcella Longeres e la forcella Lavaredo (ph: Max Raschilla © Mondointasca)

Auronzo batte nel cuore delle Dolomiti. Piccolo paese, punto nevralgico del Cadore, unico centro urbano da cui sono visibili le Tre Cime di Lavaredo, nel loro versante che guarda a sud. Percorro in macchina gli ultimi tornanti immergendomi nella natura autentica di questi luoghi, in cui il paesaggio, pur vissuto, è ancora puro e incontaminato. Mi rendo conto che non sarà facile descrivere la bellezza e la complessità di questo ambiente, dal 2009 iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale grazie al suo fascino, oltre che alla sua importanza scientifica, storica, culturale e geomorfologica. E’ un territorio che ha tante nuove proposte da offrire ed io sono qui per scoprirle.
Auronzo è un piccolo agglomerato di case sulla destra orografica del fiume Ansiei, 3300 abitanti che raddoppiano in alta stagione, un vissuto ed un vivere pieno, basato su artigianato locale, servizi funzionali e funzionanti e tanta intraprendenza. Ben nota come stazione turistica e spiaggia delle Dolomiti, quando negli anni ’50 l’ansa detritica del fiume era punteggiata di ombrelloni e sdraio, questo territorio merita almeno una citazione per ognuna delle possibilità che offre, non ultima quella di stupirsi e ritrovarsi umani in un contesto naturale tra i più belli ed ammirati al mondo.

Auronzo: storia, leggenda, fiaba

Auronzo

Auronzo di Cadore (ph: Max Raschilla © Mondointasca)

La leggenda narra che a stabilire la spartizione del territorio tra i paesi di Dobbiaco a nord e di Auronzo a sud sia stato l’esito di una gara. Una sfida disputata al primo canto del gallo, quando due vecchine, controllate da delegazioni del paese opposto, si sarebbero dovute incamminare per venirsi incontro: laddove si fossero incontrate, si sarebbe stabilito il confine, suddividendo tra le due fazioni anche il territorio ricco di pascoli. Di notte, la vecchina di Auronzo acciuffò un gallo e lo punse tre volte, facendolo cantare e anticipando così la sua partenza, che le fece guadagnare, passo dopo passo, metri di territorio. Il confine fu posto al Ponte della Marogna, dopo Carbonin, e la trovata della vecchia cadorina, fece ottenere al comune di Auronzo anche Misurina. Si sa che ogni leggenda nasconde un rimasuglio di verità, e tanto è rimasto nello stemma del paese che svetta anche sul campanile della chiesa: un galletto in ferro battuto con tre fori!
Questi luoghi sono pieni di storie e leggende, fiaba e realtà si mescolano, creando suggestive memorie e ammantando tutto con un velo incantato. Come una coltre nevosa che conserva echi e gesta di uomini e di natura, che da sempre qui hanno scandito un tempo diverso dal comune.

Offerta turistica attorno ai laghi Misurina e Santa Caterina

Auronzo Lago di Misurina sullo sfondo il Sorapìss

Lago di Misurina sullo sfondo il Sorapìss (ph: Max Raschilla © Mondointasca)

Pur non volendo spezzare l’incantesimo, ora stanno subentrando altre forze in gioco, giovani come un vento fresco foriero di novità e nuovi orizzonti. L’idea sarebbe quella di espandere l’offerta turistica che gravita attorno ai due laghi (Misurina e Santa Caterina) lanciando altre tendenze, che ringiovaniscano il paese, alleggerendolo dal suo carico storico e culturale a volte ingombrante per una fascia di età tutta in divenire.
Seguo il tempo e sto con gli occhi ben fissi sull’ambiente che mi circonda: dal lago del fondovalle transita il tracciato di una nuova pista ciclabile che da subito apre all’immaginario delle meraviglie e delle possibilità sensazionali che si potrebbero vivere nel percorrerla.

Auronzo Il Sorapìss

Il Sorapìss (ph: Max Raschilla © Mondointasca)

Provo ad immaginare l’itinerario favoloso su cui viaggiare con lo spirito e le due ruote. 30 km che da Auronzo/Località Tre Ponti solcano la stretta valle, transitando per boschi di conifere, parchi avventura, alle pendici del Sorapìss, delle Marmarole, attraverso la foresta incantata di Somadida, per arrivare, con uno strappo finale cui l’orografia del luogo non permette alternative (15% di pendenza!), al delta del Lago di Misurina. Si tratta di un primo stralcio di un progetto che si amplierà, conducendo verso la Val Pusteria, sulla Dobbiaco-Cortina a nord, e verso Calalzo di Cadore a sud, dove un tempo partiva il pittoresco e poetico trenino delle Dolomiti, che nei ricordi in nero di seppia, trasportava vacanzieri e lavoratori stagionali.

Itinerario ciclabile Monaco-Venezia

Auronzo Lago di-Misurina-tre-cime-bike

Lago di Misurina tre cime bike

Una possibile variante, questo nuovo tracciato, della Monaco-Venezia… pensate un po’! Il “problema”, soprattutto per i meno allenati, è lo strappo (non solo muscolare e cardiaco) di Misurina e per questo, un intraprendente e astuto ente del turismo locale, ha escogitato l’introduzione di un nuovo mezzo futuristico: le E-Bike! Tolti i cari vecchi scarponi, si aggiunge il motore alla bicicletta che, senza inquinare, permette a tutti una pedalata assistita e la possibilità di godersi ancora di più il panorama. La fatica cala e la meraviglia aumenta. Si è pensato di organizzare addirittura un servizio integrato di treni e bus lungo l’anello del percorso ciclabile, in modo che ognuno possa scegliere che tratto affrontare in sella o dove scendere per ristorarsi e scoprire altre località e attività.

Monte Piana: museo a cielo aperto

Auronzo Le-Tre-Cime-di-Lavaredo

Tre Cime di Lavaredo

Si è circondati dalla storia e dall’esempio meglio riuscito di evoluzione naturale geografica: a sud ovest il Sorapìs, paterno protettore del lago di Misurina, il Monte Piana, museo a cielo aperto che ancora sanguina nelle sue trincee, conservando memoria di 14 mila soldati morti nella Prima Guerra Mondiale. Il monte Cristallo (servono aggettivi per descriverlo?) svetta a ovest, mentre a nord si stagliano contro il cielo le sagome più celebri del panorama montano universale: le Tre Cime di Lavaredo. In inverno le piste da sci di fondo si intersecano in una piccola area sciistica di 15 km, poco impegnativa e subordinata ad una più rilassante sosta in rifugio, al tepore di un grappino, lontano dalla ressa fosforescente e tecnologica degli sciatori, che affollano le piste ben più affannose dei caroselli del Dolomiti Super Sky. Sono in tutto dodici le aree sciistiche dolomitiche, cui accedere con un comune sky pass, a seconda delle necessità e possibilità.  Misurina, Palus, Lorenzago: caratteristici paesini da raggiungere ciaspolando o solcando piste innevate silenziose, nell’incanto del paesaggio. Luoghi sono davvero unici in ogni stagione. Difficile credere ci sia bisogno di doverci investire per renderli ancora più attraenti, ma è proprio quanto sta accadendo grazie a lungimiranti progetti degli enti locali e dei comuni, soprattutto Auronzo, che ospita e ospiterà une serie di eventi che la vedranno di certo al centro di una spirale sensazionale, come le volute delle ammoniti fossili custodite tra queste rocce.

Info: auronzomisurina.it/

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