Lunedì 11 Dicembre 2017 - Anno XV
La Vetta dello Shivalin da dove nasce il Gange (foto: Aldo Pavan © Mondointasca)

La Vetta dello Shivalin da dove nasce il Gange (foto: Aldo Pavan © Mondointasca)

Gange: lungo la acque sacre del grande fiume

Il Gange, per gli indiani e segnatamente per la loro anima, è il fiume dei fiumi. Un fiume-divinità. Nasce dalle montagne più alte della terra. Dalla catena himalayana scende a precipizio verso Rishikesh, terra di santoni

Gange Sadhu in portantina verso le sorgenti

Sadhu in portantina verso le sorgenti

I fiumi non sono solo una pura espressione geografica. Sono anche l’anima profonda di un territorio. I fiumi ne disegnano il paesaggio e sono fonte di storie e fatti. Lungo il corso dei fiumi si sono combattute battaglie, sono sorte città. E i popoli si sono a volte uniti e a volte divisi. I fiumi segnano i confini fra stati, etnie e religioni. Fungono, non di rado, da spartiacque per le idee. Se è vero dunque che le acque rappresentano lo specchio nel quale si riflettono le vicende umane, si può a ragione affermare che nessun “specchio” è importante come il grande fiume asiatico.
Il Gange, per gli indiani e segnatamente per la loro anima, è il fiume dei fiumi,  un fiume-divinità. Nasce dalle montagne più alte della terra. Dalla catena himalayana scende a precipizio verso Rishikesh, terra di guru (santoni) e di scuole yoga e bagna le sconfinate pianure dell’Uttar Pradesh che rende fertili con le sue acque e che talvolta allaga con i frequenti straripamenti. Quasi la metà delle popolazioni indiane (oltre settecento milioni di persone) vivono nell’immenso bacino del Gange. Ad Allahbad accoglie le calme acque dello Yamuna, fiume che bagna la capitale Delhi, lambisce le mura del famoso Taj Mahal e del Forte Rosso di Agra. Quindi arriva a Varanasi (un tempo chiamata Benares) città sacra e imponente con i suoi “ghat” monumentali: un grandioso affresco dolente e mistico del mondo indiano.
Nella regione del Bengala, il fiume Gange si china verso sud est, dividendosi in numerosi rami. Quello maggiore incontra, settanta chilometri prima di Dacca, capitale del Bangladesh, l’altra grande via d’acqua: il Brahmaputra. Da qui insieme, formano un unico corso denominato Padma. Questa fusione è immensa come un mare. Cento chilometri più a valle sfocia nel Golfo del Bengala, dando luogo al delta del Gange-Brahmaputra.

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