Sabato 31 Ottobre 2020 - Anno XVIII
Unioni Civili e Società Civile, ma come sono quelle Incivili?

Unioni Civili e Società Civile, ma come sono quelle Incivili?

Il dibattito che tanto fa discutere ora sulle Unioni civili e in altri momenti di Società civile pone il quesito che ci sono Società e Unioni incivili. Il caos sui migranti e la chiusura delle frontiere. Tutto cambia, ‘Panta Rei’, “In passerella sfilano le non modelle”

Unioni civiliA furia di parlare di Unioni Civili (e datosi che nelle umane vicende c’è sempre un “opposto”) ci incuriosirebbe sapere …
… Come sono le Unioni Incivili.

E parimenti, e già che ci siamo: è da tempo che sentiamo parecchi blablabla pure sulla Società Civile tant’è che adesso ci piacerebbe sapere …
… c’è (anche) una Società Incivile? e se c’è, com’è fatta (solo incolti, o pisciano financo sui muri quando non ammazzano le vecchiette?) … mah!

Il casino dei migranti e la susseguente chiusura delle frontiere europee potrebbe far sorgere un problema per chi ama i viaggi all’estero (anche solo a Chiasso o Mentone).
Tra pratiche e burocrazia, per “fare” il passaporto occorreranno minimo tre mesi (qualche over 70 lo ricorderà bene, salvo avere una cugina che conosce il vicequestore…).

Ariedo Braida, manager di squadre di Calcio, passato dal Milan al Barcellona, ha detto: “Milano, fascino misterioso, ma Barcellona è meglio”.
Mondointasca Spigolature (gossipanti) è convinto che la sua balda aficiòn lettrice sa benissimo cosa avrebbe detto Braida se fosse passato al Real Madrid.

Cristina Tajani

Cristina Tajani

Tutto cambia, “Panta Rei”, tutto scorre… imperocché (informa il Corriere/Milano, 20/2) “In passerella sfilano le non modelle”.
Premesso che quanto segnalato non costituisce novità datosi che (chicca in esclusiva per mondointasca.org) circa mezzo secolo fa, a Torino, l’abate Peyron (fratello dell’allora sindaco della città) ‘inventò’ una linea di ‘mises’ della (da lui definita) “Moda Cristiana” (beninteso di cosce e tette si vedeva pochino, ma l’abate mica era fesso, qualcosa si notava), l’inventivo religioso concorrente di Cocò Chanel pensò bene di presentare gli abitini ideati facendoli indossare, convenientemente purificati, da caste signorine della Torino-bene in sfilate aventi luogo nei “Nights” cittadini (anzi, nel “Night”, perché ce n’era solo uno, ma alla moda, il “Perroquet”). Ciò premesso, questa umile rubrica (a costo di passare per oscurantista conservatrice dei vecchi miti) continua a credere che –su una passerella, ma, con tutto il rispetto e non ‘per fare del razzismo alla roovescia’ anche altrove- quella meraviglia di Venere Nera che si chiama Naomi Campbell sia 444 volte meglio dell’assessore Cristina Tajani, che (informa per la precisione il citato quotidiano milanese) “indosserà pantaloni larghi e una camicia” (ma disperino i voyeurs, giacché “sarò molto coperta”, ha castamente assicurato la assessorante neomannequin, casomai l’abate Peyron avesse lasciato proseliti). E già che siamo a Milano, vada un Viva al magnifico detto “Ofelè fa el to mestè”!

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