Giovedì 1 Dicembre 2022 - Anno XX
Amazzone di Ercolano (dalla Basilica Noniana) I sec. a.C. (Foto ©-Luigi Spina)

Amazzone di Ercolano (dalla Basilica Noniana) I sec. a.C. (Foto ©-Luigi Spina)

Pompei e i Greci, mostra realizzata con il Museo Archeologico di Napoli

Alla Palestra Grande degli Scavi di Pompei aprirà dal 14 aprile al 27 novembre la mostra “Pompei e i Greci”. Oltre 600 reperti con materiali inediti che mettono in luce tratti sconosciuti della città.

Pompei e i Greci Lastra-fittile-©-Luigi-Spina

Lastra fittile (Foto © Luigi Spina)

La mostra Pompei e i Greci sarà allestita presso gli Scavi di Pompei, dal 14 aprile al 27 novembre 2017: oltre 600 sono i reperti esposti tra ceramiche, ornamenti, armi, elementi architettonici, sculture. Pompei e i Greci mette a confronto un centro urbano italico, Pompei, con il Mediterraneo greco, mettendo a fuoco le tante anime di una città antica. Le opere arrivano da Pompei, Stabiae, Sorrento, Cuma, Capua, Poseidonia, Metaponto, Torre di Satriano. Vengono così ricostruite le presenze greche prima di Pompei, le forme della città arcaica, i cambiamenti imposti nel golfo dopo la fondazione di Neapolis, di cui si espongono materiali inediti, dai fondali del porto fino al mondo ellenistico e alle sculture greche riprodotte in età romana.
La mostra nasce da ricerche che per la prima volta mettono in luce tratti sconosciuti di Pompei.

Pompei e i Greci riporta in Italia molti pezzi 

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Capitello raffigurante protome di Sfinge tra grifo e leon-grifo. Seconda metà del II secolo a.C. (Foto © Luigi Spina)

Per l’occasione, ritornano in Italia documenti e monumenti emigrati all’estero seguendo le vie del commercio antiquario. Si espongono, ad esempio, gli elmi donati a Olimpia dal tiranno di Siracusa Ierone. Sarà possibile riscoprire, nei frammenti di un monumentale cratere proveniente da Altamura, in Puglia, il racconto della battaglia di Alessandro Magno contro Dario.
A partire da due scarichi, due immondezzai, uno ritrovato nella agorà di Atene, la grande piazza del principale centro della grecità, e uno presso i portici del foro di Pompei, si osserveranno le analogie tra oggetti e strumenti che denunciano forme del vivere simili nelle due città, nell’avanzato II secolo a.C.

Palestra Grande di Pompei

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Cratere in bronzo con scene a rilievo  (Foto © Luigi Spina)

L’allestimento espositivo, che occupa gli spazi della Palestra Grande di Pompei, è progettato dell’architetto svizzero Bernard Tschumi e include tre installazioni audiovisive immersive, curate dallo studio canadese GeM (Graphic eMotion).
La mostra è promossa dalla Soprintendenza Pompei con l’organizzazione di Electa ed è curata dal Direttore generale di Pompei Massimo Osanna e da Carlo Rescigno (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli).
Questa è la prima tappa di un programma espositivo realizzato con il Museo Archeologico di Napoli che a giugno proseguirà con una mostra dedicata a Pompei nel mondo romano, e una al tema delle metamorfosi.

Info: www.pompeiisites.org

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