Lunedì 3 Ottobre 2022 - Anno XX
Colli Euganei, un arcipelago di colline nella Pianura Padana

Colli Euganei, un arcipelago di colline nella Pianura Padana

Viaggio nel Parco Naturale dei Colli Euganei: natura, paesaggi, città d’arte, storia, cucina. Racconti e curiosità. Storie di vino di olio e di cibo. L’osteria Ballotta, nata nel 1605, ha ospitato Galileo, Goethe, Casanova, D’Annunzio e a metà del secolo scorso Orio Vergani, fondatore dell’Accademia della Cucina Italiana.

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Villa Barbarigo di Valsanzibio

Il Parco Naturale dei Colli Euganei è stato il primo istituito dalla Regione Veneto nel 1989. Protegge, con i suoi 18.694 ettari, un’area fra le più interessanti dal punto di vista naturalistico, storico e gastronomico.
Un arcipelago di colline arrotondate che si erge solitario nel mezzo della Pianura Padana e si sfiora transitando in autostrada o in treno da Milano a Venezia o da Venezia a Bologna.
Non bisogna lasciarsi ingannare dall’impatto moderno di Abano Terme, che con i suoi oltre 120 hotel rappresenta la più grande stazione termale d’Europa. Abano è una buona base d’appoggio per visitare la zona. Provate a inoltrarvi nel parco in bicicletta, a piedi o anche in auto scegliendo strade secondarie e scoprirete un microcosmo verdissimo fatto di valli e declivi, dove si alternano vigneti, uliveti e zone boscose.

I boschi di castagni e querce si alternano alla macchia mediterranea secondo l’esposizione dei versanti. E il viaggiatore attento anche agli aspetti culturali incontrerà belle città d’arte come Este e Monselice, ville e giardini storici. Si è fuori dai circuiti turistici più frequentati, ma Arquà Petrarca, Praglia, Valsanzibio, Montagnana e Padova sono raggiungibili in pochi minuti. Nelle giornate serene dai punti più alti degli Euganei si può scorgere il campanile di San Marco, tanto che la giornalista americana Patricia Guy ha scritto una guida intitolandola proprio “I colli di Venezia”.

Vino e olio: Fior d’Arancio e Matosso

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Elisa Dilavanzo, titolare dell’Azienda Vitivinicola Maeli

Fiore all’occhiello della viticoltura locale è la docg Fior d’Arancio, il Moscato giallo dei Colli Euganei. Elisa Dilavanzo è una delle interpreti più giovani di un vitigno che si esprime bene, sia in versione dolce sia in versione brut. “Il mio Fior d’Arancio nasce nelle Terre Bianche del Pirio sul versante nord dei colli e lo ritengo il miglior ambasciatore di un territorio ricco di storia e tradizioni” spiega la giovane imprenditrice. L’azienda di Elisa si chiama Maeli che è un modo per indicare la tipicità del suolo: “nei miei terreni il terreno vulcanico si mescola a marna e limo, di qui il nome Maeli”.

Nella sede dell’azienda vinicola incontriamo anche Devis Zanaica che nel 2008 ha creato il Frantoio di Cornoleda a Cinto Euganeo, nel sud-ovest dei colli. Dopo anni di lavoro e con molta passione, il frantoio di Denis ha ottenuto la prima certificazione biologica della zona. Fra i monovarietali da citare in particolare il Matosso, un olio prodotto a partire da un’antica cultivar autoctona.

Alla Trattoria Ballotta si cucina dal 1605

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Trattoria Ballotta a Torreglia (PD)

A tavola i colli hanno molto da offrire. Ci sono posti, come la Trattoria Ballotta, la più antica dei Colli Euganei, dove quando ci si siede a tavola, ci si accomoda in un pezzo di storia veneta e italiana tout court. Nacque come semplice osteria nel 1605 per rifocillare con piatti svelti e un po’ di vino locale i viandanti e divenne poi stazione di posta. Le cronache raccontano di personaggi come Galileo, Goethe, Casanova, D’Annunzio che si sono fermati qui. Per citarne solo alcuni, perché in oltre quattro secoli di vita sono passati in tanti. In tempi più recenti, un frequentatore assiduo era Orio Vergani, il giornalista fondatore nel 1953 dell’Accademia della Cucina Italiana. Oggi la trattoria è un simbolo della cucina locale, dove trovare piatti e prodotti storici come la gallina padovana e i risi e bisi, i bigoli all’anitra fino al piatto-emblema, il piccione torresano al forno.

Lo storico Maraschino Luxardo

Paesaggio dei Colli Euganei

Parco e colline dei Colli Euganei boschi

All’Antica Trattoria Ballotta abbiamo incrociato un’altra storia che per la sua importanza e, in certi momenti, anche drammaticità va ben al di là delle cronache del bere e della tavola. Assaggiando la crostata di amarascata con gocce di cioccolato e zabaione caldo al maraschino, è stato impossibile non soffermarsi su un marchio storico come Luxardo. Perché, almeno per chi non è più giovanissimo, il liquore di marasca, il maraschino appunto, non può che abbinarsi al marchio Luxardo. Una bottiglia che non mancava quasi mai nelle mensole dei bar dietro il bancone.

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Il noto Maraschino prodotto dell’Azienda Luxardo

La storia del maraschino inizia nel 1821 a Zara, in Dalmazia, un territorio che era appartenuto per sette secoli alla Repubblica di Venezia e in quel momento faceva parte dell’Impero Austro-Ungarico. Si racconta che Girolamo Luxardo mise su scala industriale, la produzione di un liquore che la moglie Maria Canevari preparava in casa.

La distilleria divenne negli anni una delle più grandi dell’Impero e poi, dopo la Grande Guerra, del Regno d’Italia. Tutto sembrava perduto dopo la seconda Guerra Mondiale: stabilimento semidistrutto, alcuni membri della famiglia uccisi. L’unico dei fratelli superstiti della quarta generazione, Giorgio Luxardo, ebbe il coraggio di ricominciare, nel 1947, a Torreglia, a due passi dalla Trattoria Ballotta. E così la storia del maraschino è proseguita fino a noi. Siamo alla sesta generazione, guidata dal direttore generale dell’azienda Guido Luxardo. E oggi il maraschino Luxardo si trova nei bar di tutto il mondo, anche come ingrediente di cocktail di successo.

La Strada del Vino dei Colli Euganei

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Franco Zanovello con i suoi vini dell’Anfiteatro del Venda

Una delle chiavi per scoprire le colline è quella di percorrere la Strada del Vino dei Colli Euganei che riunisce non solo le cantine del territorio, ma anche aziende agricole e botteghe di prodotti tipici, ristoranti, hotel e b&b. Si possono seguire gli itinerari proposti in modo individuale o affidarsi a pacchetti tematici dedicati al benessere, al vino, all’olio, alla cucina. In ogni caso, un posto da non perdere è l’Anfiteatro del Venda, alle pendici del monte più elevato dei Colli Euganei. La pendenza naturale del declivio è stata sfruttata per creare un ambiente adatto a rappresentazioni teatrali e concerti.

Il luogo ha una magia particolare, perché oltre ai colli si ha un’ottima visione panoramica della pianura che nelle giornate serene arriva fino alla laguna veneta. L’anfiteatro è gestito da Franco Zanovello dell’Azienda Agricola Ca’ Lustra. Con i suoi 25 ettari a vigneto l’azienda produce alcuni fra i migliori vini dei colli, dal Fior d’Arancio ai rossi Merlot e Cabernet. Prodotti che sono l’emblema della crescita enologica di questo straordinario territorio. (www.stradadelvinocollieuganei.it)

Dove dormire

Colli Euganei Abano-Terme-Hotel-Abano-RitzAbano Ritz, Abano Terme (Pd), www.abanoritz.it. Un termae & wellness hotel 5 stelle. L’albergo ha quasi cinquant’anni di vita, ma sembra averne molti di più, in senso positivo, per l’eleganza dell’accoglienza. Si ha la sensazione di essere ricevuti in una casa privata da parte della famiglia Poletto, anche se l’hotel è piuttosto grande. Ci sono camere tradizionali e di design, piscine interne ed esterne circondate dallo splendido parco giardino privato e trattamenti salute, benessere, bellezza per ogni esigenza.

Dove mangiare

Antica Trattoria Ballotta, Via Carromatto 2, Torreglia (PD); www.ballotta.it

La Montecchia, via Montecchia 12, Selvazzano Dentro (PD); www.alajmo.it. Uno dei ristoranti della famiglia “stellata” Alajmo. Qui, ad accogliere gli ospiti c’è Erminio, il papà di Max e Raf. Il ristorante si presenta con lo slogan “un orto ai piedi dei Colli Euganei” e in effetti i tanti piatti vegetariani (e vegani) hanno come ingredienti all’85% prodotti di origine vegetale. Non mancano però alcuni grandi classici di carne e di pesce della famiglia Alajmo.

Da vedere

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Villa Barbarigo di Valsanzibio

I Colli Euganei ospitano nel loro territorio alcuni dei più bei giardini e ville storiche del Veneto e d’Italia. Ecco alcuni suggerimenti:

Villa Barbarigo di Vansanzibio, via Diana 2, Valsanzibio di Galzigliano Terme (PD); www.valsanzibiogiardino.it Un giardino simbolico secentesco ancora perfettamente leggibile nella sua integrità architettonica, scultorea e soprattutto idraulica. I trentatre punti d’acqua, compromessi dalla guerra, dall’abbandono e dall’impoverimento sorgivo, sono stati ripristinati in anni recenti dagli attuali proprietari, la famiglia Pizzoni Ardemani.

Villa Emo, Località Rivella Monselice (PD); www.villaemo.it La cinquecentesca villa è attribuita a Vincenzo Scamozzi. Il giardino all’italiana propone, in stagione, una straordinaria varietà di fioriture. Ci si può arrivare anche in barca, a bordo della Caorlina, una storica imbarcazione a remi che naviga sul Canale Battaglia.

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Castello del Catajo

Castello del Catajo, via Catajo 1, Battaglia Terme (PD); www.castellodelcatajo.it Il castello è stato costruito, a partire dal XVI secolo dagli Obizzi, una famiglia di capitani di ventura originari della Borgogna. Dopo lunghe vicende storiche è stato venduto all’asta nel 2015 e gli attuali proprietari ne stanno curando il restauro, la valorizzazione e l’apertura al pubblico. Il castello è meno conosciuto di quel che merita, ma è una delle più importanti regge italiane con uno spettacolare ciclo di affreschi dovuto a Gian Battista Zelotti, discepolo di Paolo Veronese. All’esterno c’è il Giardino delle Delizie.

Villa dei Vescovi, via dei Vescovi 4, Luvigliano, frazione di Torreglia (PD); www.visitfai.it; villa d’ozio di inizio Cinquecento che fu residenza estiva dei vescovi padovani. E’ opera di Giulio Romano con affreschi del fiammingo Lambert Sustris. Un capolavoro del Rinascimento oggi gestito dal FAI. La villa è una delle foresterie del FAI e sono disponibili per gli ospiti 2 appartamenti.

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