Lunedì 3 Ottobre 2022 - Anno XX
Panorama della città di Gerusalemme

Panorama della città di Gerusalemme

La Terrasanta e Gerusalemme condivisa e contesa

Gerusalemme è città unica al mondo: Santo Sepolcro, Muro del Pianto, Cupola della Roccia. La capitale delle più importanti religioni non riesce a essere “liberata” per trovare la pace politica e religiosa. Seconda puntata del nostro viaggio in Israele.

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Il muro del pianto e la cupola della Roccia

Per arrivare da Milano nella Terrasanta o Promessa (dipende dalle religioni, rispettivamente cristiana ed ebraica, quanto all’Islam preferisco non sfruculiare) ho impiegato circa 3 ore e mezza di volo su un (quasi pieno, a prima vista più business che turismo)  jet della El Al (al ritorno mezzora di più, misteri di rotte più lunghe e/o brezze più o meno favorevoli, buon servizio in entrambi i voli, all’andata gran bella vista sulle grigie isole Incoronate stagli antesi sul blu dell’Adriatico), questa seconda puntata iniziante la narrazione di una bella gita in Israele non può che cominciare –ubi maior– con Gerusalemme. Antichissima città certamente unica al mondo (e turisticamente parlando basterebbe questo solo dettaglio per dimostrare che, mi scuso se ricorro al solito slogan, “vale un viaggio”). Una gita (beninteso culturale, e vedo ahimè una bella fetta di italici turisti storcere il naso, ma un po’ di cultura,  invece dell’abbronzatura, ogni tanto ci vuole proprio) fosse solo per quello status di (virgoletto) “capitale” delle tre più importanti religioni del pianeta (con tutto il rispetto per i induisti e buddisti: in confronto a loro gli ebrei sono pochini, ma l’importanza di una religione non consiste tanto nel numero degli adepti quanto nelle componenti storiche e culturali).
Una Gerusalemme che non solo recentemente (leggasi negli ultimi decenni) sta vivendo turbolenti momenti per “colpa” della condominiale presenza delle tre sullodate religioni (ancora qualche rischioso metro di scalata sulle mura e sarei riuscito a inquadrare in una sola foto il Muro del Pianto, un minareto adiacente alla dorata Rock of the Dome e il campanile della chiesa del santo Sepolcro, tutto così vicino …).

Gerusalemme, la bellezza di una terra martoriata

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Per le strade della vecchia Gerusalemme a fare acquisti in un souq arabo

Senza dover retrocedere oltremodo nella storia (e mi riferisco ai più o meno mitici re di Israele, Assiri, Babilonesi via via fino ai Romani) anche nei primi due secoli del secondo millennio Gerusalemme ne vide, e ne soffrì, delle belle. E altrettanto tragiche. Sembra, ad esempio, che in occasione della conquista della città da parte dei Crociati (1099), di arabi ed ebrei (in vita) ne rimasero pochini. Pare invece che il sultano e grande stratega, Salah al-Din alias Saladino, che riconquistò Gerusalemme nel 1174, non fu poi così “Feroce” come garantito dalla leggenda (e sulle “figurine Perugina” di un concorso che negli anni ’30 del secolo scorso fece impazzire il Belpaese). Ma la storia, si sa …

Gerusalemme preghiera-muro-del-piantoRivedo pertanto Gerusalemme, stavolta agli ordini del barbuto (ma non molto) e già lodato Uri Ber-El, brava guida (ancorché assai meno leggiadro della bella e giovane Sabra che mi accompagnò a conoscere Gerusalemme ahimè più di una cinquantina di anni fa) facilitata nell’arduo compito dalle già buone conoscenze (maturate in precedenti visite) degli altri gitanti. Oltre che in viaggi, tout court, la Gabriella era fortissima in arte. Un filino troppo incazzoso (ma li conosco, ‘sti rumagnol, essendolo per metà) tra i circa 45.000 scatti delle sue tante macchine fotografiche il Renzo riusciva a infilare indifferentemente descrizioni di viaggi e viti. E infine, oltre alla simpatia, la gran cultura del Roberto, e non solo religiosa (sfido, parlo di un prete, ma di quelli rarissimi in quanto “giusti”, nei confronti dei quali –eccezionalmente- non vale la nota barzelletta romagnola –te pareva- dei due cacciatori che nottetempo vedono un ombra nell’oscurità e uno suggerisce al’altro “Spara, spara, che potrebbe essere un prit/prete”).

Reperti archeologici e nuovi musei

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Reperti archeologici

R.a.s. rien à signaler, niente di nuovo, dicono oltralpe quando non vi sono fatti, vicende, novità da segnalare eppertanto identico commento si riferisca a quanto si ammira durante la visita di Gerusalemme (i canonici luoghi santi, il Muro del Pianto, la via Dolorosa, le moschee sulla spianata del Tempio…). Più recenti, almeno appetto ai “miei tempi”, sono invece (e pertanto procedo alla segnalazione per il taccagno che visitasse la città di Re David munito di vecchia guida) il nuovissimo Terra Sancta Museum e il magnifico (e ben più datato) Museo d’Israele.
Ubicato nella Via Dolorosa presso  il santuario della Flagellazione, il museo Terra Sancta va visto (maggiori info terrasanctamuseum.org e chi va di persona ammira pure il ridente  sorriso trentino della manager Emanuela Pegoraro) sia per i reperti archeologici, sia (e aggiungerei soprattutto) per il recentissimo percorso multimediale. Perché per capire ed entrare nella storia sono sì importanti le vestigia e quanto resta ed è stato ritrovato del passato, ma altrettanto utili per conoscere il passato (soprattutto per chi ormai vive tra app, uotsàp e altre consimili diavolerie) sono i dati, le info e l’animazione dei moderni luciferini ritrovati.

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La ricostruzione di Gerusalemme nel Museo di Israele

E un’altra sorpresa molto gradita è stato l’Israel Museum, che data, sì, dal 1965, ma è stato profondamente rinnovato, quasi una rifondazione, nel 2010 da un team di Associates del Design di New York e di architetti di Tel Aviv. Fianco a un’ottima non meno che utile ricostruzione di Gerusalemme all’aria aperta, l’esposizione informa sulle quasi eterne vicende del più importante angolo del mondo, storicamente parlando, dall’umanità ai nostri giorni, con spazi dedicati all’archeologia, le belle arti nonché vita, religione, usi e costumi delle gente di Israele.
Si parte da Gerusalemme (ok il Boutique hotel della Dan, la ‘catena madre’ di Israele) per il mar Morto lasciando panorami da civiltà dei consumi (californiani) -massime gli snodi stradali tra l’aeroporto di Tel Aviv e la Città Santa- per ammirare progressivamente paesaggi geologicamente inquietanti. Stop di prammatica al Livello del Mar. E si andrà ben più  giù, fino a raggiungere il record di bassezza del mondo (fortunatamente non di quella morale, esistente, ma in altre parti del mondo). Arrivederci sul mar Morto.

Tour : 11-12/4 Gerusalemme;  13/4 Mar Morto: Qumram – Massada – deserto; 14/4 Bet She’an – Nazareth – Safed – Tiberiade; 15/4 Capernaum – Magdala – Acri – Haifa; 16/4 Megiddo – Cesarea – Tel Aviv; 17/4 Giaffa.

Leggi le altre puntate:
1. “Israele: viaggio nella Terra Promessa
3. “Massada: viaggiatore nella depressione del Mar Morto
4. “Israele dal Mar Morto a nord verso il Mar di Galilea
5. “Tel Aviv ultima tappa del nostro viaggio in Israele

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