Sabato 15 Maggio 2021 - Anno XIX
Il mare di Castiglione della Pescaia

Il mare di Castiglione della Pescaia

Maremma grossetana da Castiglione della Pescaia a Punta Ala

Viaggio attraverso la Maremma grossetata. Il periodo migliore per conoscere la Maremma in cui tutto risplende per il suo clima mite è l’autunno. Il mare è tra i più puliti d’Italia e la terra intorno è strepitosa.

Maremma Castiglione della Pescaia, la Rocca aragonese

Castiglione della Pescaia, la Rocca aragonese

Nella Maremma grossetana il mare pluridecorato di Castiglione della Pescaia da anni conquista i più alti riconoscimenti di Legambiente come uno dei migliori d’Italia. Vedere per credere (forse, perché in ottobre capitano ancora giornate in cui ci si può immergere senza essere tedeschi) e la terra che bagna non è da meno.  La campagna con i suoi campi opulenti, i vigneti, gli uliveti, i lunghi filari di cipressi che sembrano avere sempre abitato qui, le riposanti, estesissime pinete; un godimento per la vista, l’odorato, l’udito. La natura della costa da Principina Mare a Punta Ala, area scarsamente insediata fino a oltre la metà del secolo scorso a causa della malaria che la infestava, è ancora in larga misura intatta. Il paesaggio è quello delle bonifiche, degli scogli che si alternano alle lunghe spiagge sabbiose, delle pinete popolate da upupe, ghiandaie, gazze, picchi verdi, scoiattoli, mentre nella macchia più folta si aggirano cinghiali, volpi, tassi, faine, puzzole, istrici, civette, barbagianni, assioli. Terra di selvatica bellezza che in autunno si lascia godere con passeggiate, pedalate e gite a cavallo.

Castiglione, belvedere sul mare

Maremma Castiglione della Pescaia, particolare delle Rocchette

Castiglione della Pescaia, particolare delle Rocchette

Castiglione della Pescaia va vista al tramonto. Dall’alto di quello che fu per secoli un caposaldo difensivo, oltre la Porta a Mare, una delle tre che si aprono nei possenti muraglioni collegati da undici torri a cingere il borgo medievale a picco sul mare, il panorama è esaltante: a destra la costa frastagliata fino alle Rocchette e al promontorio di Punta Ala; a sinistra, le pinete a perdita d’occhio fino ai sottili cordoni sabbiosi che delimitano la laguna di Orbetello e al monte Argentario.
Sotto, il porto canale e la foce del fiume Bruna e il Padule di Castiglione, unica traccia dell’area palustre lasciata dal prosciugamento dell’antico lago Prile. Davanti, la sfilata delle isole: l’Elba, Montecristo, il Giglio e le cosiddette Formiche (di Grosseto), niente più che scogli. Il borgo medievale – cui si accede dalla possente Porta Urbica presso la chiesa di Santa Maria del Giglio – con i vicoli, le case in pietra a vista, i portali, i sottopassi, le nicchie, gli scorci, è pittoresco; animato la sera (d’estate) da un viavai di visitatori alla conquista di ristoranti, osterie, botteghe di quella che oggi è una località di villeggiatura di prim’ordine. Al culmine dell’antico borgo marinaro la Rocca aragonese, un castello di proprietà privata la cui torre risale all’epoca della dominazione pisana.

Costa maremmana DOC

Castiglione Maremma Parco Regionale della Maremma

Parco Regionale della Maremma

Lungo una decina di chilometri, l’arenile di sabbia fine da Castiglione della Pescaia si spinge a sud-est toccando Marina di Grosseto e Principina Mare, orlato dalla Pineta del Tombolo.
Paradiso del kite-sail (oltre che del wind-surf) che riempie di colori il cielo e di spettatori la costa. Stabilimenti balneari che nei fine settimana d’estate sistemano dieci file di ombrelloni in fila indiana, si alternano a tratti più solitari come La Fiumara, dove la spiaggia libera va a braccetto, ariosa, con pochi ordinati ombrelloni e un ristorantino fronte mare (peccato che offra prodotti ittici tutti surgelati). Il mare è tra i più puliti d’Italia, premiato per il quinto anno consecutivo dalla Bandiera Blu e nel 2004 dalle Cinque Vele di Legambiente e Touring Club Italiano, i due massimi riconoscimenti a livello europeo e nazionale per la qualità delle acque e delle spiagge, ma anche delle strutture e dell’ambiente. Eppure, non fu sempre terra di delizie questa striscia dell’alta Maremma grossetana, anzi.

Maremma “boia”. Un ricordo

Castiglione  Maremma Cavalli maremmani

Cavalli maremmani

Intorno alle paludi salmastre si moriva come mosche, stracciati dalla malaria, fino a quando l’illuminato governo dei Lorena, granduchi di Toscana, diede inizio alle grandi bonifiche sette-ottocentesche. Nel 1765 Leopoldo I di Lorena mise mano a questo territorio malsano e povero avviando le prime opere di prosciugamento dell’area paludosa, ma fu Leopoldo II a portarle avanti in maniera sistematica nel 1828.
Se ancora alla fine dell’Ottocento perdurava l’abitudine alle migrazioni stagionali dalla pianura ai borghi arroccati dell’entroterra con migliori condizioni climatiche, si dovettero attendere gli anni Cinquanta del secolo scorso per il completo risanamento della vasta zona acquitrinosa (avviato già dagli anni Venti). Da allora. la svolta di un territorio che sarebbe diventato una ricca area agricola bonificata e a partire dagli anni Sessanta una destinazione turistica di primo piano.

continua a pagina 2

© RIPRODUZIONE RISERVATA