Sabato 15 Maggio 2021 - Anno XIX
Molise, regione discreta

Molise, regione discreta

Le giovani vite stroncate dal terremoto che ha distrutto la scuola di San Giuliano di Puglia (comune molisano!) hanno fatto conoscere agli italiani l’esistenza di questa terra speciale. Ricca di storia, di cultura e di calore umano

Molise Termoli

Termoli

Il Molise è situato geograficamente nell’Italia Centrale (la sua latitudine è quella di Roma) anche se confina con i monti della Puglia e della Campania, regioni queste meridionali. Da sempre lo sbocco e quindi il collegamento con l’esterno è rappresentato dal mare. E dal mare sono arrivati gli albanesi che oggi popolano alcuni comuni dell’interno, mentre in altri due si parla l’antico croato; sono i discendenti di coloro che si rifugiarono da questa parte dell’Adriatico per sfuggire alla dominazione turca. Probabilmente sbarcarono a Termoli, la località marina più importante della costa molisana. Dal suo porto salpano le navi per le Isole Tremiti e i traghetti per la Croazia (ancora l’antico richiamo).
Il centro storico, che occupa un promontorio, oltre al castello normanno conserva i resti delle possenti fortificazioni edificate per difendersi dai pirati saraceni. Vicino alla cattedrale (splendidi i mosaici della cripta), si trova un vicoletto che sembra essere il più stretto al mondo. La distanza minima tra i due muri è di soli quaranta centimetri! In attesa di venir nominata provincia, Termoli è oggi il capoluogo “morale” del Basso Molise, la zona più industrializzata della regione, anche perché è l’unica ben collegata al resto del Paese con autostrade e ferrovie.

Molise tra industrializzazione e vocazione agricola

Viadotto del Liscione foto Franco Cappellari

Viadotto del Liscione foto Franco Cappellari

I collegamenti sono il punto dolente della regione. Non c’è un aeroporto, i treni per Roma sono scarsi e lenti, così come quelli da Termoli verso l’interno. L’autostrada A14 passa sul litorale adriatico e per recarsi a Campobasso c’è solo la “Bifernina”, una strada statale congestionata e zeppa di cantieri. Questo isolamento ha ostacolato non poco l’industrializzazione che ha il suo campione negli stabilimenti Fiat di Termoli; l’economia molisana rimane così (oltre ai servizi) essenzialmente agricola. E non è un male. Anzi. L’ambiente, se ben sfruttato, può essere un’importante fonte di guadagno e sembra aumentare la consapevolezza tra i molisani delle loro potenzialità enogastronomiche come incentivo per il turismo. Ecco allora la nascita di strutture agrituristiche a livello privato e l’azione della Regione Molise per favorire queste iniziative e per ottenere la DOP per l’olio (dorato e delicatissimo, con grande sapore) prodotto soprattutto nelle zone di Venafro (Isernia) e Larino (Campobasso), i tartufi e il vino.  Abbandonata la coltivazione intensiva per produrre vini da taglio, ci si sta concentrando sui vitigni tradizionali come il Montepulciano e autoctono come il Tintilia per ottenere un prodotto sempre più affinato. La zona collinare della fascia costiera e della provincia di Campobasso vicino a Campomarino è quella a migliore vocazione vinicola.

 In Molise si va dal mare verso i monti. Col “trenino”

Monti del Matese foto Guida turistica matese

Monti del Matese foto Guida turistica matese

Termoli è anche la stazione di interscambio per Campobasso. Il treno impiega circa due ore per percorre gli ottantotto chilometri tra le due città.  La linea, non elettrificata e a binario unico, segue un tortuoso tracciato che passa per stazioni ancora diroccate dal terremoto e si arrampica su per le colline seguendo il percorso della strada ottocentesca costruita da Gioacchino Murat, Viceré di Napoli. Il panorama che si gusta dai finestrini è bello e severo. L’entroterra molisano è particolare, non sono le dolci colline tipiche della Toscana o delle Marche, non c’è il verde intenso dell’Umbria. Il Molise offre allo sguardo un paesaggio con vasti campi coltivati e paesini sistemati come presepi sul cocuzzolo dei monti. Il territorio si increspa gradualmente ma continuamente, partendo dal mare, per giungere ai monti del Matese con le cime appenniniche più alte e le importanti stazioni sciistiche, come Capracotta che nel 1914, ha addirittura dato i natali al primo sci club italiano. Non per niente la zona viene suddivisa in Basso, Medio e Alto Molise. Siamo in una regione piccola, ma l’ambiente naturale appare ancora ben conservato.

Natura “premiata” e un capoluogo “democratico”

Molise Castello Monforte Campobasso

Castello Monforte Campobasso

Le spiagge di Termoli e Campomarino sono premiate con la “Bandiera blu” della Comunità Europea, riconoscimento alla località dove l’acqua è certificata pulita. A Venafro e a Guardiaregia, ci sono due oasi naturali gestite dal WWF; inoltre il Molise ospita, nella parte nord occidentale, una propaggine del Parco Nazionale d’Abruzzo.
Campobasso è il capoluogo e si trova giusto al centro della regione, circondata da colline e in collina essa stessa. È una cittadina di circa sessantamila abitanti, la cui parte storica è dominata dal Castello Monforte. Ci sono alcune belle chiese, come quella di San Leonardo e il nuovo centro muratiano con il corso, luogo di passeggio e di ritrovo di tutta la città. Quello che colpisce a Campobasso è che dà l’impressione di essere una città “democratica”. Non si avvertono luoghi per ricchi e luoghi per poveri. Così può avvenire di entrare in un ristorante alle otto di sera e uscirne alle undici e mezza, in compagnia di campobassani incontrati casualmente, per andare a prendere l’ultimo caffè nel bar sul corso e di scoprire che le persone con cui hai amabilmente conversato, sedute ai tavoli di fianco al tuo sono il direttore di un’emittente televisiva locale, oppure professori universitari o imprenditori.  La città vive essenzialmente di servizi, ma ultimamente si è sviluppato l’artigianato.

Molise: artigianato per vocazione

Molise Campobasso la processione dei misteri

Campobasso la processione dei misteri

Il comune ha messo a disposizione delle botteghe nell’area centrale dell’ex mercato comunale di Piazzetta Palombo, botteghe che sono state dall’inizio affittate a giovani che hanno deciso di sfruttare le loro capacità manuali: dal mosaico alla pittura, dalla creazione di gioielli alla lavorazione della resina. Ma l’artigianato non è solo in  Piazzetta Palombo. Esemplare è la storia di Franco Baranello che ha abbandonato il suo posto fisso per aprire un colorificio, che in realtà fa da paravento all’attività di costruttore di statuine in ceramica. I soggetti sono quelli tradizionali del presepio, ma con infinita pazienza e manualità riesce a riprodurre i carri dei “Misteri”, la festa del Corpus Domini.  Si tratta di marchingegni, portati a spalla dai fedeli, sui quali adulti e bambini costituiscono dei quadri viventi. La particolarità è data dagli attori improvvisati che sono letteralmente appesi a dei sostegni di metallo per raffigurare le storie di personaggi sacri e di santi. Un’attività più unica che rara è poi quella di Aldo Perrella, il “maestro”, che nella sua bottega esegue lavori in acciaio traforato. È talmente bravo e famoso che le sue opere sono solitamente offerte in dono alle autorità in visita nella regione.

Molise: le tracce della storia

Isernia, la Fontana della Fraterna

Isernia, la Fontana della Fraterna

Il Molise è anche storia antica, anzi antichissima. A Isernia ci sono il Museo del Paleolitico, dedicato all’ “Homo Aeserniensis”, vissuto in epoca preistorica e il Museo Archeologico di Santa Maria delle Monache, con reperti di epoca romana. Ma in giro per la regione ci sono molti altri siti ancora più antichi: dei Sanniti, acerrimi nemici di Roma (ricordate le Forche Caudine?) di Pietrabbondante, in provincia di Isernia, con il suo patrimonio archeologico, famosa per le iscrizioni in osco, una delle antiche lingue italiche.  Naturalmente si trovano anche resti romani. Uno dei più emozionanti è Altilia, nel comune di Sepino, città fondata nel secondo secolo prima di Cristo.  La sua particolarità è quella di essere tuttora un “sito vivo”. Nel corso dei secoli sono state costruite sul posto delle case coloniche, perfettamente integrate nel panorama circostante, anche perché le pietre per costruire sono state “prese” direttamente in loco. Capita così di vedere una casa del Settecento nelle cui fondamenta è integrata una lapide romana, con tanto di frammento di iscrizione dedicata a Claudio Nerone; oppure di sentire passare un trattore lungo il decumano e di vedere i contadini trainare le loro carriole lungo il cardo (decumano e cardo nelle città romane erano le due vie principali, perpendicolari l’una all’altra).

Molise: transumanze dannunziane

Matrice Santuario Santa Maria della strada

Matrice Santuario Santa Maria della strada

Non è infrequente osservare le mucche che brucano placide l’erba che cresce tra le rovine del territorio e gli antichi tracciati che le collegano, perché ancora oggi sono tappe di passaggio nella transumanza, cantata da Gabriele D’Annunzio, lungo l’antico tratturo che da Pescasseroli in Abruzzo conduce a Candela, nel foggiano. Legata all’antico rito della transumanza è anche la chiesa di Santa Maria della Strada, nel comune di Matrice, gioiello romanico dell’XI secolo, costruita sul punto di passaggio delle mandrie; che a loro volta vengono ricordate da due busti di bue con le zampe penzoloni, collocati in alto, ai lati del portale d’ingresso.  Come tutte le chiese romaniche, la vera bellezza sta nei fregi di lunette, rosoni, capitelli, scolpiti per colpire la fantasia e il cuore dei fedeli. Nell’interno, semplicissimo a navata unica, si trova il sarcofago di Bernardo d’Aquino, purtroppo danneggiato dal terremoto e ricoperto da una struttura che regge una sua gigantografia, in attesa del restauro. Per la bellissima posizione in mezzo ai prati e circondata da alberi, la chiesa è molto ricercata per i matrimoni.  Da non perdere una visita dopo il tramonto, visto che l’edificio religioso è ottimamente illuminato e i giochi di luce creano ombre e rilievi particolarmente suggestivi.

Località della provincia di Campobasso che meritano di essere visitate

Ururi la "carrese" corsa dei carri

Ururi, la “carrese” corsa dei carri

Bojano-Civita di Bojano – Antico centro sannita; il Museo Civico raccoglie i reperti fossili e archeologici trovati in luogo nel corso dei secoli. Recentemente è stato restaurato il castello longobardo-normanno.
Campomarino – Località balneare con mare “bandiera blu”. Buona organizzazione turistica e nell’entroterra vigneti che producono rossi nobili, molto apprezzati nell’ultima edizione di Vinitaly di Verona.
Guglionesi e Ururi – Due comuni di origine albanese. Anche in questi paesi la tradizione della “carrese” è molto sentita tanto da richiamare migliaia di spettatori dal circondario.
Larino – Antica capitale del Sannio Frenano, si trova a ridosso dell’invaso artificiale del Liscione. Famoso per la produzione dell’ottimo olio e per la “carrese”, tradizionale corsa di carri trainati da buoi in occasione della festa patronale di San Pardo.
Petacciato – altro comune rivierasco insieme a Termoli, Campomarino e San Salvo, con buona offerta turistica estiva e ottima cucina a base di pesce. È in costruzione un campo da golf a 18 buche.
Putrella Tifernina –  S. Giorgio Martire è un’importante chiesa romanica con cripta risalente al IX-X Secolo. Particolarmente belli la fonte battesimale, la statua di San Giorgio in bronzo e gesso e i capitelli delle colonne.
Riccia – è famosa per la sua cucina a base di arrosti di agnello alla brace, insaccati e sottoli.
San Giuliano di Puglia – avrebbe fatto volentieri a meno della sua fama, dovuta al tragico terremoto del 31 ottobre 2002. Pian piano le ferite si rimarginano e vale la pena andarci per comprare uno splendido olio d’oliva.

Sepino, i resti della Basilica di epoca romana

Sepino, i resti della Basilica di epoca romana

San Massimo – Piccolo comune ai piedi del massiccio del Matese. Una sua frazione è Campitello Matese, la più importante stazione sciistica dell’Italia Meridionale.
Sepino – Oltre allo splendido sito archeologico romano, sono state aperte delle terme curative con acque oligominerali.
Tufara – Ha un bel castello costruito dai longobardi e poi riadattato nei secoli, da cui si gode una splendida vista del territorio. L’ultimo giorno di carnevale si svolge la “maschera del diavolo”, una rappresentazione in costume.

I luoghi più significativi della provincia di Isernia

Molise Agnone Le campane della fonderia Marinelli

Agnone Le campane della fonderia Marinelli

Agnone – È un paese ricco di opere d’arte con diverse chiese gotiche e medioevali ben conservate. Famosi in paese sono: la Pontificia Fonderia Marinelli, la più antica azienda italiana che produce artigianalmente campane, la fabbricazione dei confetti a mandorla riccia e l’artigianato del rame.
Capracotta – È tra i comuni più alti d’Italia, importante località sciistica specialmente per lo sci nordico. È famosa anche per l’artigianato, legno e metallo, ma soprattutto per l’abilità delle tessitrici che producono splendide coperte in lana.
Rosolone – comune che guarda il massiccio del Matese. È conosciuto per la lavorazione artigianale dell’acciaio traforato e per la produzione dei formaggi, in particolare il caciocavallo.
Pesche – arroccato su un monte a pochi chilometri dal capoluogo, ha un caratteristico centro storico medioevale. Gli amanti delle escursioni nell’ambiente trovano la Riserva Naturale Orientata di Pesche.
Roccamandolfi – famoso per i prodotti caseari (mozzarelle, scamorze, burrata). Ha un bel centro storico e un castello longobardo-normanno
San Pietro Avellana – è un piccolo centro ai confini con l’Abruzzo. Immerso tra i boschi di quercia e di castagni è famoso per il tartufo bianco, per il quale è stato chiesto il marchio di denominazione e identificazione geografica.
Venafro – Centro agricolo, i suoi prodotti tipici sono l’olio e i pomodori. È famoso per l’artigianato locale, in particolare per la lavorazione del merletto e del tombolo. I tovagliati sono in vendita presso alcuni negozi locali.

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