Lunedì 3 Ottobre 2022 - Anno XX
Il Parco dei Mostri di Bomarzo

Il Parco dei Mostri di Bomarzo

“Sol per sfogar il core” lo volle costruire. Il duca Pier Francesco Orso inventò il Parco delle “maraviglie” nel XVI secolo. Animali giganteschi richiamano 30 mila visitatori l'anno da ogni parte del mondo

Il Parco delle “maraviglie” fu ideato dal duca Pier Francesco (Vicino) Orso, uomo d’armi ma anche letterato. Si dice che lo disegnò personalmente, aiutato dall’architetto Pirro Logorio, dal 1550 al

parco Un mostro del parco l'Orco

Un mostro del parco l’Orco

1578. Situato in una stretta valle a un paio di chilometri da Bomarzo, il parco è unico nel suo genere, posto com’è tra i sontuosi giardini che circondano le ville principesche nate a profusione nella seconda metà del Cinquecento nell’Alto Lazio. A Bomarzo, borgo del Viterbese di origine etrusca, divenuto dal XVI secolo proprietà della famiglia Orsini come testimonia il palazzo omonimo, venne creato un giardino rinascimentale ornato di sculture colossali lavorate nei blocchi di tufo erratici.

 

 

Parco dei Mostri il tempietto

Parco dei Mostri, il tempietto

Giganteschi animali fantastici e mostruosi che gli hanno valso il nome popolare di Parco dei Mostri – esplorato ogni anno da almeno 30.000 visitatori provenienti da tutto il mondo – al quale si ispirò persino il surrealista Salvador Dalì per disegnare in Catalogna il giardino del Castell di Pùbol. Nato per amore, il Sacro Bosco. Quello per la seconda moglie del duca, l’amatissima Giulia Farnese scomparsa prematuramente un ventennio dopo l’inizio dei lavori, alla quale è dedicato un piccolo tempio al centro del parco (dove si rende onore anche alla memoria della moglie dell’attuale proprietario, iniziatrice dell’opera di restauro). Nato per il desiderio del duca di evadere dalla vita quotidiana sfuggendo ai ricordi di un passato di condottiero valoroso e, in seguito, alla malinconia per la perdita della consorte. “Sol per sfogar il core” si legge in un’iscrizione accanto all’esedra del Teatro dell’amore vicino alla Casa pendente, eretta su un masso inclinato nei pressi della primitiva entrata del parco.

Il giardino di Bagnaia

parco La fontana dei giganti

La fontana dei giganti

Un giardino rinascimentale, quello di Bomarzo, come sono frequenti nella seconda metà del XVI secolo nelle ville del Viterbese dove si manifesta pienamente la contaminazione tra diverse tecniche artistiche e la fusione di palazzi, statue, fontane, giochi d’acqua, piante, siepi. Non ville isolate, ma vicine al paese dal quale traggono vita e che a loro volta alimentano. Come il palazzo di Alessandro Farnese a Caprarola (visita tutti i giorni, eccetto il lunedì, in estate dalle 9 alle 18.30, in inverno dalle 9 alle 16), eretto scenograficamente come una fortezza nel punto più elevato del borgo, trasformato in una reggia a pianta pentagonale che celebra le glorie del casato, con giardini terrazzati e una ricchissima decorazione pittorica all’interno.
Come villa Lante a Bagnaia, voluta dal cardinale Giovan Francesco Gambara (continuata dal nipote, il cardinale Peretti Montalto) sulle pendici dei monti Cimini e destinata a residenza estiva dei cardinali titolari della diocesi di Viterbo. Circondata da un vasto parco ricco di statue e fontane, è impreziosita da uno dei migliori esempi di giardino rinascimentale all’italiana che viene attribuito all’architetto Jacopo Barozzi da Vignola. Che il giardino e i suoi giochi d’acqua avessero acquisito fama internazionale lo testimonia Michel de Montaigne che li descrisse nel suo “Voyage en Italie”. Nuova era la concezione del verde: le piante venivano per la prima volta

parco Fontana del Diluvio

Fontana del Diluvio

utilizzate con funzione architettonica e persino la costruzione dei due padiglioni gemelli, la palazzina Gambara e la palazzina Montalto, e la loro disposizione davanti alla fontana del Quadrato simmetrici rispetto all’asse del giardino dipendeva dal disegno del terreno coltivato. Aiuole, balaustre, fontane, catene, zampilli e il ruscello che sgorgando dalla roccia attraversa con un percorso rettilineo la sequenza di terrazze che dalla grande fontana del Quadrato salgono per un dislivello di sedici metri con una serie di scenografiche fontane. La Fontana dei Lumini, uno dei più raffinati giochi d’acqua di Bagnaia, la Mensa del Cardinale, la Fontana dei Giganti, la Catena d’acqua, la Fontana dei Delfini e la Fontana del Diluvio in una grande caverna dalle cui rocce scroscia l’acqua proveniente dalle sorgenti del vicino monte San Valentino.  Già lontano dalla sobrietà dello spazio verde ideato per il palazzo Farnese a Caprarola, il giardino di  Bagnaia con la sua ricercatezza costituisce in un certo modo l’anello di passaggio che preannuncia, pur nella loro eterogeneità, il Sacro Bosco di Bomarzo.

Parco dei Mostri, maraviglie alte et stupende

parco mostri l'elefante

L’elefante

Ma il Sacro Bosco rappresenta anche un enigma. “Voi che pel mondo gite errando, vaghi/ di veder maraviglie alte et stupende,/ venite qua, dove son faccie horrende/ elefanti, leoni, orsi, orchi e draghi.” Incertezza, mistero, inquietudine pervadono il Sacro Bosco (che, a 1.5 chilometri da Bomarzo, si visita tutti i giorni dalle 8 al tramonto, digradante a terrazze verso il fondovalle. Tra l’abbondante vegetazione colossi favolosi e grotteschi scolpiti nei grandi massi di peperino precipitati dalle vicine montagne vulcaniche: sfingi, ninfe, sirene, satiri, orsi araldici, mascheroni grotteschi con le fauci aperte, una balena, una gigantesca tartaruga, un elefante, Pegaso alato, probabile omaggio di Vicino Orsini ai Farnese del cui casato Pegaso è simbolo. Tra le opere più significative sono il Mostro marino, il Drago, l’Orco dalla bocca spalancata, la Fontana obliqua. Ma non si tratta di semplici giganti di pietra o di animali esotici: forse Vicino Orsini si ispirò all’Ariosto o al Tasso oppure a esseri demoniaci dell’aldilà etrusco. O invece il parco può rappresentare un percorso obbligato da attraversare, secondo un programma educativo e meditativo, come in un rito iniziatico per purificarsi. O ancora costituire un luogo di rifugio segreto, nel magico, nell’esoterico, con creature fantastiche. “Sol per sfogare il core“.

Info: http://www.bomarzo.net/

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