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Lifestyle e Benessere

Sognando di guidare un treno

di Graziano Capponago del Monte

E’ a Mendrisio, nel Canton Ticino, che ci si può immergere nella magica atmosfera delle “strade ferrate”, come venivano chiamate un tempo. Treni, anzi “trenini”, per tutti i gusti, raccolti con grande passione da Bruno Baumgartner


Uno dei plastici funzionanti della Galleria Baumgartner

Lo sanno tutti. Il trenino elettrico è il regalo natalizio che il papà si concede con la scusa di regalarlo al proprio figlio.
Alzino la mano coloro che, da bambini, sono riusciti a giocare con il proprio trenino: “Sei troppo piccolo per usarlo da solo!”, “Attento, si rompe!” e altre scuse del genere ci allontanavano inesorabilmente dal nostro oggetto dei sogni, mentre nello stesso istante il genitore si impadroniva del trasformatore.
Molti bambini si rassegnavano; alcuni maturavano un odio viscerale per tutto quello che corre su rotaie, trasferendo freudianamente il loro rancore sull’oggetto del desiderio. Altri ancora aspettavano a loro volta di diventare grandi per perpetuare l’odioso crimine o, meglio, per potere in santa pace collezionare e giocare con i propri trenini.

Trenini, che passione!


Bruno Baumgartner, fondatore del museo privato di ferro-modellismo

È incredibile il numero di persone appassionate di modellismo ferroviario. Specialmente in alcuni paesi d’Europa (soprattutto Germania, Austria e Svizzera) il numero di collezionisti è altissimo; quando poi all’amore per la collezione si unisce un conto in banca sostanzioso, ci si possono prendere soddisfazioni come quella di Bruno Baumgartner che, a Mendrisio, a pochi chilometri dal confine italo-svizzero di Chiasso, ha aperto una specie di museo (ma guai a chiamarlo così) del ferro-modellismo.
La Galleria Baumgartner, come lui ama denominarla, è un ex-pastificio riadattato per ospitare in duemilatrecentoventidue metri quadrati su tre piani, gli oltre ottomila pezzi della sua collezione privata di trenini e di altro materiale a tema ferroviario; come francobolli, titoli, o le uniformi dei ferrovieri. Inoltre due apposite sezioni coprono anche il modellismo navale e le piccole automobili.
Uscendo dalla stazione FFS di Mendrisio e svoltando a sinistra, a circa duecento metri si trova l’edificio che ospita la “Galleria”.
È impossibile sbagliarsi perché si è accolti da una grande vetrata dietro la quale subito si nota una piccola locomotiva da manovra STS, con la sua rimorchiata, trasformata in un salotto per la caffetteria. Inoltre, la breve rampa d’accesso all’entrata è disseminata di cimeli ferroviari. Al piano terreno sono state sistemate le vetrine per i modellini.

Giochi, si. Ma di grande qualità tecnologica


Una collezione privata di ottomila pezzi

La Galleria vanta tre partner d’eccezione: LGB, Lemaco (per le scale più grandi) e Märklin (per la classica scala HO); tutti presentano regolarmente le loro ultime novità. I modelli sono esposti in vetrine suddivisi per tipologia: locomotori elettrici, locomotive a vapore, carrozze. Ci sono anche delle vetrine speciali abbastanza lunghe perché contengono la riproduzione di un particolare treno con l’esatto numero di carrozze e la loro composizione.
Se calcoliamo che alcuni convogli hanno undici carrozze più il locomotore, arriviamo a una lunghezza in scala di circa quattro metri.
Sempre a proposito di vetrine, con trentadue metri ininterrotti, la Galleria Baumgartner detiene il record mondiale di “lunghezza” di una vetrina destinata al  ferro-modellismo.


La collezione di Bruno Baumgartner comprende, naturalmente, pezzi delle marche più prestigiose di diverse epoche. Per esempio, c’è una rara collezione di modelli Märklin ospitati in un’apposita sezione sulla balconata; ma ci sono anche alcuni importantissimi modelli costruiti a mano come pezzi unici.
Tra questi spiccano le riproduzioni dei famosi modellisti Arnaldo Pocher e dell’italo-francese Marcel Rossi. Di quest’ultimo sono in esposizione le famose carrozze letto blu dei Wagon-Lits, realizzate negli anni Quaranta. Sono dei veri capolavori di precisione persino nei dettagli; al punto che (inaspettata curiosità) scostando le tendine si possono vedere alcune viaggiatrici in “déshabillé”!
Agli anni Cinquanta risale il materiale di latta con il quale è stato realizzato un grande plastico di quaranta metri quadrati.

Trenini mossi dall’energia solare


Un plastico visto da vicino

Dopo essersi saziata la vista con tante meraviglie, si sale al primo piano dove ci aspettano altri plastici funzionanti. Quello più importante è grande ben trecentoventi metri quadrati, ma in tutta la Galleria ci sono circa seicento metri quadrati di plastici nelle varie scale.
Con queste misure la Galleria Baumgartner è il più grande museo privato di ferro-modellismo. Una ulteriore curiosità è data dal fatto che tutta l’energia elettrica necessaria per il funzionamento del complesso, è ricavata da pannelli solari.
Ancora: i visitatori possono utilizzare questi plastici per farci correre il proprio materiale rotabile compatibile. Inoltre, la collaborazione con gli altri appassionati è ben accetta. Gli spazi possono ospitare le collezioni di coloro che vogliono esporle al pubblico; si crea così una rete di contatti e prestiti che rendono la Galleria sempre nuova.
Nel complesso è stato inserito un centro congressi per quattrocento persone dove si tengono mostre-mercato di ferro-modellismo.
La Galleria possiede infine un negozio che vende materiale ferroviario e una caffetteria, quale punto di ristoro per i numerosi visitatori. Grandi...e piccoli!