Mercoledì 23 Aprile 2014 - Anno XII
IL PRIMO GIORNALE ONLINE ITALIANO DI TURISMO E CULTURA DEL VIAGGIARE
Viaggiare e imparare, a spasso per l’Europa
Erasmus da Rotterdam, il ceco Comoenius ma anche l’ateniese Socrate e il nostrano Leonardo. Nomi che divengono acronimi, uniti sotto il comune vessillo dell’Unione Europea, per diffondere la conoscenza e la reciproca comprensione
di Eleonora Boggio

Nietzsche docet. Il principio dell’eterno ritorno non è un’opinione.
Questo presupposto è doveroso per quanto sto per raccontarvi.
E’ l’anno 1998 quando, tormentata dalle nebbie padane, decido di compiere un viaggio che diverrà poi il “viaggio” per antonomasia della mia vita.
Studentessa universitaria alle prese con un’articolata tesi di laurea, ovvero il “multi-culturalismo” attraverso la prospettiva del pensatore liberale Joseph Raz, mi rendo conto di aver scelto e di dover affrontare un tema inedito per i tempi, a cominciare dai materiali: irreperibili in Italia.
Se Maometto non va alla montagna ...
Pronta per la partenza
Detto ben noto quello del profeta che nicchia a dirigersi verso la montagna; sarà quest’ultima a dover spostarsi verso di lui.
E così avviene, in toni meno biblici, alla sottoscritta. Al di là delle mie proporzioni lillipuziane, mi sposto quindi verso il “profeta” rappresentato dai Paesi Bassi (di nome, ma non di fatto, per via dell’aspetto “atletico” dei suoi abitanti); il tutto grazie a un programma di interscambio tra paesi europei.
E dove, se non a Rotterdam, patria del pensatore liberale per eccellenza, avrebbe potuto portarmi il “mio Erasmus”? Complice il mio relatore e un libretto decoroso, vinco una borsa di studio della durata di un semestre.
In ballottaggio: l’università di Malaga, dalla rinomata cattedra di economia politica e la Rotterdam Universiteit, culla del multi-culturalismo. Ancora una volta prende la parola il mio relatore che, indifferente ai miei desideri di correre verso lidi latini e spiagge calienti, sceglie per me una ventosa Rotterdam invernale.
Erasmus, il pioniere
Erasmus Statue
Non poteva che chiamarsi Erasmus il programma foriero della mia “Campagna d’Olanda”. Il progetto viene alla luce nel 1994 sebbene, per quel che concerne il panorama italiano, nel 1998 potevo venire considerata una vera pioniera.
Cosa si intende per Erasmus, al di là del lungimirante artefice del mondo di Utopia? Erasmus, che negli anni ha guadagnato l’epiteto di “Mundus”, è un programma finalizzato al miglioramento della qualità dell’istruzione europea e, insieme, allo sviluppo della comprensione interna mediante la cooperazione con i paesi terzi.
Il programma seleziona corsi europei nel secondo livello dell’istruzione superiore, che in Italia corrispondono a quelli di una laurea specialistica e ai master universitari di primo o secondo livello.
La programmazione è discrezionale e dipende dalle scelte dello studente.
Io, ed esempio, avevo optato per un seminario dedicato al pensiero del perfezionista John Rawls, un secondo di economia politica e un terzo sulla storia dell’avanguardia esistenzialista, sebbene il ricordo più vivido resti quello dell’esame: “croce e delizia”, sostenuto rigorosamente in inglese.
(C) RIPRODUZIONE RISERVATA
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