Sabato 1 Novembre 2014 - Anno XII
IL PRIMO GIORNALE ONLINE ITALIANO DI TURISMO E CULTURA DEL VIAGGIARE
Folclore
Un "Orso" millenario
Dal Medioevo a oggi, puntualmente a fine gennaio si rinnova ad Aosta l'appuntamento con la fiera artigiana dedicata a Sant'Orso. Guarda le foto
di Giorgio Cambiaghi

Non siamo in Olanda! Gli zoccoli di legno sono stati per secoli le uniche calzature dei pi poveri. Il legno imbottito di paglia e stracci proteggeva i piedi da freddo e fango

Un rapido calcolo: siamo nel 2009, quest’anno è l’edizione numero 1.009, quindi… 2.009 - 1.009 = 1.000! Ecco trovato l’anno della prima fiera che si svolgeva nel Bourg Saint-Ours di Aosta. Nessun’altra località dell’arco alpino può vantare una tradizione così lunga e nessuna è così specializzata e immensa. La Fiera di Sant’Orso si tiene il 30 e 31 gennaio. In quei due giorni il centro della città cambia volto. La tranquillità tipica di questo piccolo capoluogo di regione è stravolta non solo dall’afflusso massiccio di “forestieri” attratti dalla particolarità dell’offerta, ma soprattutto dagli aostani stessi. Da un millennio i prodotti in vendita sono quelli tipici e tradizionali della Valle. Anche oggi, artigiani professionisti o semplici “hobbysti” mostrano al pubblico la loro abilità figlia di un’antica sapienza. Gli oggetti sono semplici, anche se talora accuratamente prodotti o decorati, e sono le cose di tutti i giorni che una volta accompagnavano la vita dei contadini e che, ancora oggi trovano dignità magari solo come oggetti di arredamento legati alla tradizione valdotaine.

Veill, la Notte Bianca aostana sorseggiando vin brul
La Collegiata di Sant'Orso risale all'XI Secolo. Secondo la leggenda il santo distribuiva in questo posto vestiti e calzature ai poveri

La Fiera si svolge su tre giorni. Giovedì 29 gennaio si inizia con il concerto ufficiale d’apertura di musica corale, alle ore 21, nella splendida collegiata di Sant’Orso. Il venerdì è la giornata degli aostani, nel senso che da secoli quello è il giorno della Veillà, una “Notte Bianca” ante litteram, nella quale la gente rimane in giro per le vie illuminate fino all’alba tra canti e balli, bevendo vin brulé e brodo caldo. La Veillà inizia subito dopo la Messa dedicata agli artigiani. Questo è il momento più sentitamente valdostano in cui si celebra l’identità popolare. Anche i bambini avranno la loro festa nel pomeriggio. Sabato 31 è allestito il vero e proprio Atelier, la mostra-mercato riservata alle imprese artigiane provenienti da tutte le valli laterali. Naturalmente l’enogastronomia ha un posto di rilievo. I prodotti tipici, dalla Fontina al Genepì, dai famosi vini di montagna al miele… sono in degustazione in appositi stand, i Punti rossoneri (il calcio non c’entra nulla, sono i colori di Aosta) gestiti dalle varie pro loco valdostane. La festa si chiude come era iniziata, con un concerto di musiche popolari eseguite dai Trouveur Valdotèn presso il teatro Giacosa.

Ferro battuto, salice intrecciato e drap tessuti con la lana
Il disegno della decorazione di questo tagliere tipico delle zone alpine.

La leggenda vuole che la Fiera di Sant’Orso sia nata sulle orme del santo che distribuiva ai poveri indumenti e calzature, i famosi zoccoli di legno tipici della Val d’Ayas, chiamati sabots. La fiera serviva ai contadini per vendere gli oggetti che producevano durante la pausa invernale dell’attività agricola. Ancora adesso le categorie merceologiche sono le stesse. Il ferro battuto ha un’antica tradizione grazie alle miniere di Cogne, come testimonia la famosa Fontana del Melograno nel castello di Issogne; la lavorazione del legno, con le sue espressioni artistiche nate come abbellimento dei semplici oggetti per la casa. L’artson, la cassapanca che conteneva tutto, non solo farina e alimenti ma anche i beni della famiglia; la tipica grolla il calice da vino con coperchio riservata alle bevute conviviali, i marchi per il burro… sono i prodotti più tradizionali. Legata al legno è la vannerie, l’arte di intrecciare il salice o la vitalba, oppure listarelle di legno. La pietra ollare è una roccia facilmente lavorabile dalla quale si ricavano recipienti e stufe. Specialmente in Valtournenche. Con la lana, in val Grisanche si tesse il drap su antichi telai di legno: è un tessuto grezzo, una volta monocolore, e oggi tinto in colori vivaci e utilizzato come tessuto di arredamento.

(C) RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagine: 1 - 2 - 
Week-end e tempo libero
Momenti romantici tra le Dolomiti
Dal 12 settembre al 3 novembre 2014
Golf e relax sul lago di Como
1 marzo - 30 ottobre 2014
Offerte di viaggio
Crociera alle Bahamas
In India per festeggiare il nuovo anno
Alla scoperta dell'Iran
NOTIZIE
31/10/14 - Mercati
Sono aperte le iscrizioni per l’edizione 2014 del BizTravel Forum, l’evento di...
31/10/14 - Voli
Dal 15 dicembre Alitalia inaugurerà i nuovi voli giornalieri per Berlino e Dusseldorf in...
31/10/14 - Montagna
Il Consorzio Turistico Dolomiti Stars potenzia il servizio di transfer Dolomiti Ski Shuttle...
31/10/14 - Tour operator
In concomitanza con il lancio della programmazione invernale, che comprende i cataloghi...
31/10/14 - Cultura
“Questa mattina è stata riconsegnata a Pompei un’antefissa in terracotta di fine...
Marocco a passo di danza
Le danze nel Marocco sono differenti a seconda delle aree geografiche in cui sono nate e si sono...
Strenne natalizie per bambini e ragazzi
  Natale è ormai alle porte e la corsa alla ricerca del regalo è sempre...
Nuova vita all'Hangar Bicocca
Cinque grandi nomi dell'arte contemporanea inaugurano l'atto secondo di Hangar Bicocca. Lo spazio...
Istria, il sogno di Eufrasio
  Porec-Parenzo è la perla dell’Istria e la perla di Parenzo è la Basilica...
Kay Mc Carthy, dall'Irlanda con poesia
  Non tutte le interviste iniziano nel modo giusto. Questa è una di quelle. Tutta colpa...
L'antico volto di Ravenna
Il Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici Antonella Ranaldi ha inaugurato la Sala...
Assistenti di viaggio...
Dal 29 giugno al 22 settembre prossimi il Museo Diocesano di Susa (TO) ospiterà la mostra...
Percorsi d'arte "accumulata"
“Hai mai sentito parlare di Les Baux?”. Questa domanda, rivolta a Lou Salomé, ...
La hora in Israele
Attraversando i Balcani e l'est europeo la danza hora giunge in Israele, diventando una danza...
Londra resta trampolino di talenti
Londra è unica. E per visitarla non è necessario un motivo ben preciso. Nel caso in...
Massaua, caldo "richiamo" africano
La chiamano "Perla del Mar Rosso", ma è proprio vero? Il clima è torrido per sei mesi l'anno. Da...
LIBRI E GUIDE
Andare a piedi Filosofia del Camminare di Frédéric Gros, Garzanti, pagine 232, Euro 14,90.
Il bambino scambiato di Kenzaburo Oe, Garzanti, pagine 448, Euro 24.00.
TUTTI I DOSSIER
2.436233997345