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ARTICOLO IN ARCHIVIO

Pallone Mondiale “rateizzato”. “Balompediche” di un quasi-italiano -1

di Gian Paolo Bonomi


Italia-Ghana, stadio di Hannover (Foto:afp)

Allora ecco finalmente il Mondiale di Calcio (perché dicono i “Mondiali” quando di torneo ce n'è solo uno? Ha parimenti ragionissimo a incacchiarsi il mio amico Rino Tommasi quando sente dire “Finalissima”, come se prima della partita “Finale” ce ne fosse stata un'altra). E con il Mondiale ecco i consigli su come seguirli da parte di un vecchio Sportman (chi non ci crede passi in bottega a vedere quanti accrediti o biglietti di ingresso in stadi di calcio, di tennis, circuiti di F1, ippodromi, ho collezionato in quasi cinquant’anni al seguito dei grandi avvenimenti sportivi, descrivendoli o portando la gente a vederli). 

Sta per cominciare …

In primo luogo nessuno perda una partita, si vedano tutte (ma proprio tutte tutte) dal primo all'ultimo minuto, perché saranno tutte partite vere. E pazienza se nel frattempo le nostre signore saranno scappate da casa per andare a farci un cornetto: sarà mica una malattia da mettersi a letto! Finito il match, però, si spenga immantinente il televisore senza stare a sentire “le palle e l’aria fritta” di commenti, sviolinate, becera retorica sciovinista, orripilanti rèclames di telefonini, cuochi e veline trasformati in opinion leader, leccate di sedere a giocatori dalla grande arte “balompedica” ma dal tasso di intelligenza zero.

E' cominciato …


Tifose dell'Ecuador (Foto:afp)

E vedendo partite vere, gente allegra e tifo genuino ti rendi conto del recente danno provocato da squallidi personaggi nostrani. Ma veniamo alle cose belle.
Bravissimo l’Ecuador contro la Polonia e meravigliosi i suoi tifosi (ugualmente simpatici i costaricani durante il match con la Germania) venuti dal Sudamerica a tifare per una squadra che potrebbe anche fare molta strada in questo torneo.
E che tenerezza quei cinquemila “ecuadorianos” (ah, in italiano “equatoriali”, non “ecuadoregnos”) convenuti nella Plaza de Toros di Vista Alegre a Madrid a impazzire di gioia. Questi poveri emigrati sì, che meriterebbero di vincere il Mundial, tra stenti, vita da paria, partiti da casa per un tozzo di pane (quando c'è); mica come certa gente piena di spocchia che, lasciamo perdere .... Forza Ecuador (e pure forza Ghana, alla faccia di stupidi sciovinismi pallonari)!
E bravi anche quelli di Trinidad & Tobago; l’intero Paese ha una popolazione inferiore a quella dei nostri ministri, viceministri, sottosegretari ecc ecc e nonostante l'inferiorità numerica, per metà partita la loro squadra di pallone ha imposto il pari alla Svezia ...
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Un anno fa in fiera
Il mare, la natura, l'uomo, i monti
Astor Piazzolla
Foto Battilani

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