Viva la Siesta!
Un neurologo austriaco elenca i grandi benefici arrecati dalla sana abitudine spagnola (e tuttora sapientemente praticata nel sud Italia) del riposo postprandiale. Tra i più noti “Siestisti”, Camilo Josè Cela, Einstein, Edison
di Gian Paolo Bonomi

L’enorme importanza a quella paciosa abitudine ispanica chiamata “Siesta” è stata ahinoi sminuita dai folli ritmi frenetici della vita di oggidì e dall’angoscia di produrre e accumulare, ma, a giudicare da quel che dicono gli economisti e più prosaicamente dalla difficoltà di arrivare a fine mese, più corriamo e ci agitiamo e meno produciamo, sicché potremmo essere paragonati a un motore che gira in folle e talvolta finisce pure per fondere. 
Via dalla pazza folla ...
La Venere dormiente di Giorgione (1910)
Chi pratica attualmente la Siesta è considerato un vecchio “demodé”, un essere fuori dal tempo, un relitto spazzato via dai “Moderni Ritmi di Vita”, un disadattato a vivere mode frenetiche di “clackson” suonati nel sedere appena il semaforo diventa verde, ore di guida a passo d’uomo tra una targa dietro e un’altra davanti.
Una volta i “padrùn” e i loro dipendenti inframmezzavano il lavoro con una sosta, meglio se casalinga, in grazia di dio, si chiamasse “pisolino” o “pennichella”.
Adesso, invece, al “break”, ti capita di vedere grandi “manager” mangianti sugnosi “toast” in piedi, in bar “decibelizzati”, fianco fianco a urlanti “juke-box”.
Dormire per ben fare
C'è aria di pennichella?
E dire che i benefici della Siesta sono più che noti. Ma è meglio ribadirli e contestualmente chiarirne ulteriori dettagli. Benemerito è pertanto l’intervento di un neurologo austriaco, specialista del sonno, Manfred Walzl, che ha voluto dimostrare che la Siesta aumenta la produttività lavorativa.
La pratica di una dormitina postprandiale è frequentissima a sud dei Pirenei (a Madrid e dintorni il galateo continua a suggerire di non telefonare a casa della gente tra le 15 e le 17) ma ovviamente non è solo spagnola e potrebbe definirsi universale (e vige soprattutto in funzione delle situazioni ambientali e climatiche).
La Siesta è persino oggetto di studio nell’ambito della produttività del lavoro, con aziende all’avanguardia che concedono ai dipendenti un’ora di riposo (vero, non rumorose partite al “flipper”) mentre quelle più tradizionali sono tuttora restie.
Venti dipendenti di una banca di Graz saranno oggetto di uno studio da parte di Walzl, avente per oggetto la dimostrazione che la Siesta migliora l’apprendimento e la memoria, aumenta il rendimento cerebrale e quindi conferisce migliori risultati all’azienda. In termini campanilistici, il neurologo austriaco vuole inoltre minimizzare la “spagnolità” della Siesta giacché, a suo dire, ogni essere umano è predisposto a concedersi un riposino a metà giornata.
Walzl spera di poter ricavare entro tre mesi i primi risultati dell’indagine sui citati bancari della capitale della Stiria, ospitati dall’ottobre 2003 in tre camere adibite al riposo e definite “Nap Lounges” (sale da Siesta), una vera e propria nicchia dedicata la relax.
(C) RIPRODUZIONE RISERVATA
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