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Ginseng, la radice della vita

di Nico Tondini

Le luci rosse e blu (Yang e Yin) delle lanterne di carta di riso, sono i colori dei contrari. Positivo e negativo, opposti e complementari. Ricordano che non c’è bene senza male e che forse il ginseng è la linea che li separa


Korea, piante di ginseng

Lo troverete sicuramente su Internet. Digitando la parola chiave “ginseng” si aprono migliaia di pagine che elencano le miracolose virtù medicinali e il potere rinvigorente della “radice della vita”.
Chi pensi che la pianta del ginseng sia una prerogativa di Corea e Cina, commette un errore madornale. Certo, questi due paesi sono i maggiori produttori e consumatori della magica radice, ma solo gli addetti ai lavori sanno che esiste anche il ginseng giapponese, l’himalayano del Nepal, le varietà americane del nord e del nord est; persino in Siberia si produce una qualità speciale di questa rara e costosissima pianta.
Ne esistono due varietà: bianco e rosso. Il ginseng rosso si divide in “Paradiso”, il migliore, e nel meno pregiato “Code”. La radice dritta e perfetta è chiamata “Jiksam”, le altre, con qualche imperfezione, sono il “Bangoksam” e “Cocksam”.

Radice per tutti i mali


Prodotti a base di ginseng

Più di duemila anni fa i cinesi chiamavano questa radice, la cui forma ricorda il corpo umano, “jen-shen”, cioè “a somiglianza d’uomo”.
In Asia il ginseng è così importante, ricercato, usato in mille modi nella medicina tradizionale, da meritarsi persino un proverbio : “Il genere umano ha la sua più alta espressione nel saggio, il mondo minerale nell’oro, le pietre preziose hanno la regina nella giada e il mondo vegetale ha il suo re nel ginseng”.
Questa consacrazione non è un caso. Proprio i cinesi ne scoprirono le fantastiche proprietà e le sfruttarono. Li-Shi-Chen, scienziato della dinastia Ming, nel suo libro “Delle erbe medicamentose” attribuisce al ginseng alte qualità curative: “è un rimedio per il corpo affaticato, per il riequilibrio della pressione sanguigna, per la tensione nervosa, per il calo di memoria, per la riattivazione delle funzioni psichiche e organiche ed è anche un ottimo antidolorifico per i reumatismi”.
Quando nel 1843 il botanico russo Meyer decise che era venuto il momento di classificare questa pianta (è una “araliacea” e conta sei differenti specie) tenne conto dei grandi poteri che aveva il ginseng e la chiamò Panax Ginseng. Come dire “pan” (tutto) e “axos” (medicina); quindi è la medicina che cura tutto, la panacea medicamentosa in forma di radice.

In Corea, il migliore


Piantagioni di ginseng a Kumsan

Il ginseng sudcoreano è, a detta degli esperti, il migliore del mondo.
E’ in questo piccolo lembo di Oriente che si coltiva la migliore varietà della radice della vita. E’ nella provincia coreana di Chollabuk-Do che più di mille e cinquecento anni fa è iniziato lo sfruttamento e la commercializzazione della radice a forma di uomo.
Nelle gole strette e ombrose intorno alla cittadina di Kumsan, ai piedi del picco di Kwanumbul, il giovane Kang (così racconta la leggenda) trovò, su indicazione del dio della montagna, la pianta medicinale dalle piccole bacche rosse. Fece bere un decotto di radici alla madre ammalata, che prodigiosamente guarì.
Dopo questo “miracolo” il ginseng iniziò ad essere coltivato su larga scala. Che l’inizio di questa “saga botanica” sia dovuto al leggendario contadino Kang o forse a qualche agronomo cinese che trovò in Corea un microclima ideale per la coltivazione della radice, ha poca importanza. Quello che conta è che il ginseng prodotto in Corea ha surclassato in quantità e qualità quelli nepalese, cinese e giapponese.
Il Ginseg selvatico è rarissimo, un’araba fenice. Un suo eventuale ritrovamento (l’ultimo in Corea risale agli anni Sessanta) fa notizia in tutta la nazione e per il fortunato scopritore si aprono orizzonti di gloria e di ricchezza. Per le sue indubbie qualità, per la difficoltà di reperirlo naturalmente e per la grande richiesta, gli abitanti di Kumsan lo coltivano da secoli e lo esportano in tutto il mondo.
Se la cittadina piemontese di Alba è l’emblema e la patria del tartufo bianco, famosa e rinomata in tutto il mondo, così Kumsan lo è per il ginseng.
© RIPRODUZIONE RISERVATA 
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