Mercoledì 23 Aprile 2014 - Anno XII
IL PRIMO GIORNALE ONLINE ITALIANO DI TURISMO E CULTURA DEL VIAGGIARE
Lungo il “bel Danubio blu”
Forse, blu, lo era all’epoca di Freud o in quella di Maria Vetsera, amante segreta dell’arciduca Rodolfo d’Asburgo. Oppure, a ritroso nel tempo, nell’anno 1529, quando Solimano il Magnifico assediò Vienna, la “città della mela d’oro”
di Fabia Garatti

Un pescatore lungo il Danubio
Oggi il Danubio di blu ha ben poco. Ma con i suoi trecento e più affluenti, resta pur sempre il secondo fiume d’Europa dopo il Volga e scorre maestoso bagnando ben nove stati (con la Croazia e la Serbia-Montenegro della scomparsa Jugoslavia) insieme a quattro capitali.
Geograficamente nasce in Germania nella Selva Nera, piccola catena montuosa senza grandi vette, dalla confluenza del fiume Brigach con il Breg. Su quella che però è la sua sorgente è ancora in corso una tenzone plurisecolare fra la città di Furtvangen e quella di Donaueschingen, che distano fra loro circa trentacinque chilometri. Entrambe infatti vantano, con tanto di targhe, tale onore.
Grazie alla portata delle sue acque e alla sua ampiezza, che arriva in qualche tratto anche a due chilometri, è sempre stato facilmente navigabile.
Ancor oggi viene considerato una grande via di comunicazione e non solo per le merci. Infatti il fiume è percorso da navi a cinque stelle molto confortevoli (complete di piscina, cucina molto curata ecc.), per il turista che desidera scoprire, lasciandosi trasportare pigramente, la realtà delle città e dei villaggi che si affacciano sulle sue sponde.
Passau, la romana Boiodurum
Passau all'alba
La mia crociera ha inizio a Passau, la “Venezia della Baviera”, città imperiale e residenza del vescovo-principe fino al 1803, tant’è che in alcuni momenti della sua storia ha svolto ruoli da autentica capitale europea.
Le testimonianze delle glorie passate non mancano nella parte più antica che è adorna di palazzi aristocratici, oro e marmo carnicino, cupole dalle linee leggere e una cattedrale, quella di Santo Stefano, che è un tripudio di barocco e vanta il più grande organo d’Europa.
Ma è anche città acquatica, perché si trova alla confluenza di tre fiumi: il Danubio, l’Inn e il meno noto Ilz. Le loro acque si congiungono in una sorta di inquietante ribollire che non lascia indifferenti, sia che si osservi lo spettacolo dall’alto del colle dominato dall’Oberhaus (la fortezza episcopale di Passau) sia che lo si viva più da vicino, passeggiando lungo uno degli argini fino a un giardino dalla forma vagamente triangolare che con la sua punta sembra voler indicare l’attimo in cui le onde dei tre fiumi si rincorrono, si uniscono e si confondono.
Vago senza meta e con calma nella parte vecchia della città, lungo vicoli e vie curiose su cui si affacciano negozi di antiquariato, di abbigliamento tipico e di artigianato, soffermandomi a guardare le insegne e a gustare una birra, che qui ha sempre avuto un suo ruolo preciso; erano davvero in gran numero le birrerie che rallegravano le strade e la popolazione, come ricorda il Conte Minucci, che nel 1741 conquistò la città per ordine del principe di Baviera.
Tra i vigneti del Wachau
Durnstein
Verso sera è tempo di imbarcarsi perché la nave riprende il suo cammino. Dopo una cena gustosa e raffinata e un sonno cullato dalle onde del Danubio, il mattino successivo si arriva a Durnstein, nella regione vinicola di Wachau.
Piccolo, delizioso villaggio di cinquecento anime - governato da un sindaco donna - è stato molto importante all’epoca dei romani perché ultimo avamposto del Sacro Romano Impero, così come nel Medioevo.
Nel castello, di cui purtroppo restano solo le rovine perché distrutto durante la guerra dei trent’anni, venne imprigionato Riccardo Cuor di Leone. Narrano le cronache che, durante una crociata cui partecipava con Leopoldo V e Federico Barbarossa, osò strappare la bandiera austriaca da una fortezza conquistata; al rientro dalla crociata, a causa di un naufragio, dovette passare attraverso il Belgio, dove Leopoldo lo catturò e lo liberò solo dietro congruo riscatto.
Curiosa anche la storia del convento delle Clarisse che, in seguito alla riforma protestante, venne abbandonato nel 1573 circa. L’ultima badessa si sposò con un viticoltore, fausto presagio per i tempi moderni. Oggi infatti Durnstein è una meta allettante per chi ama andar per vini. Le colline sono cariche di vigneti e numerose sono le taverne (heurigen) che invitano alla degustazione del vino novello.
Le “heurigen” sono un’istituzione austriaca che risale al 1784, quando l’imperatore Francesco Giuseppe consentì ai coltivatori e vignaioli in tutto il paese di vendere vino, distillati, frutta e carni, direttamente nel luogo di produzione.
A mezzogiorno si riparte. Il tempo a bordo fra un tè con pasticcini o un aperitivo con musica, scorre veloce come le onde del Danubio. Dal battello, posso osservare il paesaggio, i ponti, i piccoli villaggi e i non pochi ciclisti che pedalano lungo le piste ciclabili che costeggiano il fiume.
(C) RIPRODUZIONE RISERVATA
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