
Vittorio Emanuele IV
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Sapevate che… Vittorio Emanuele IV ed Emanuele Filiberto dopo aver chiesto e ottenuto l’ok per ritornare in Italia, adesso - per riavere i beni della dinastia - tornano alla carica?Avanti Savoia!
Sarebbe il caso che Emanuele Filiberto (con una parte dei 260.000 milioni di euro chiesti come risarcimento dallo Stato italiano) andasse a scuola alla Berlitz?
Almeno per imparare quali sono le principali lingue del mondo, tipo l’inglese, lo spagnolo, il francese, il tedesco ecc ecc. Tra le quali lingue manca lo svizzero. Accade infatti che (in una intervista al TG5) lamentando i danni subiti per colpa della forzata lontananza dall’Italia negli anni giovanili, il rampollo del (fortunatamente evitato) “quasi Re d’Italia” abbia lamentato il grave disagio di ritrovarsi a dover parlare con “l’accento svizzero”. Svizzero per svizzero, molto meglio del Savoia piemontardo, è la Hunziker, che il Ticinese (che poi sarebbe un bel genuino Lumbard d’antan) lo parla ammirevolmente (mentre “Fili” parla solo quel linguaggio con la erre moscia tipico di chi in tutta la vita ha mai dovuto “puntare” la sveglia una volta che fosse una).
Sapevate che… La storia del Belpaese è lardellata di sconfitte?Eh si, nel corso della sua storia lo Stato Italiano (nel senso del suo esercito e le altre Forze Armate, Guardia di Finanza nonché Carabinieri, Polizia, Forestali) ha subito parecchie sconfitte (o poco edificanti ritirate di fronte al nemico). Tra le sconfitte più note, quelle nella “fatal” Novara, a Custoza (con bis) e via via a Lissa (“uomini di ferro su navi di legno, hanno sconfitto uomini di legno su navi di ferro”...). Quindi Caporetto, El Alamein, l’8 settembre.
Infine, ultima sconfitta (o ritirata o supina mancata reazione a una ancorché minimissima “dichiarazione di guerra”) dello Stato Italiano: quella nella “battaglia” scatenata nella Curva dello stadio di Bergamo dagli Ultras dell’Atalanta. Durante la II Guerra Mondiale si sarebbe chiamata una “ritirata strategica” (in seguito, nei bollettini di guerra vieppiù edulcorata con “ripiegamento sulle posizioni prestabilite”).
Sapevate che… Il naufragio della m/s “Explorer” nelle acque dell’Antartico fa doppiamente meditare? Nel senso che (prima meditazione, con sensazione di sollievo) dall’impatto con l’iceberg non è derivato un disastro marittimo simile alla tragedia del “Titanic” (tutti salvi, solo gran spavento e una infreddatura). Meno confortante la seconda meditazione (almeno per chi ha a cuore il Turismo Intelligente, i Viaggi di un certo spessore, l’andare a vedere il mondo per curiosità e cultura).
A bordo della “Explorer” erano presenti: 2 argentini, 10 australiani, 2 belgi, 24 britannici, 12 canadesi, 1 cinese, 3 danesi, 17 olandesi, 1 francese, 1 tedesco, 2 di Hong Kong, 4 irlandesi, 1 giapponese, 4 svizzeri, 14 statunitensi, 1 colombiano, 1 svedese. Di italiani, nemmeno l’ombra.