Giovedì 5 Marzo 2015 - Anno XIII
IL PRIMO GIORNALE ONLINE ITALIANO DI TURISMO E CULTURA DEL VIAGGIARE
Lucca, intorno all’olio
“Oleum est”. Specie tra novembre e dicembre, quando i freddi autunnali permettono la raccolta dell’oliva e la sua spremitura. Mondo affascinante, quello dell’olio. Copyright dei paesi mediterranei, con quello italiano sugli altari, per varietà e qualità
di Valerio Griffa

Le “terre dell’olio” sono sempre belle, ma se si parla della Lucchesia è ancora un’altra cosa. Proprio da questo ragionamento è nato “L’olio e i tesori di Lucca” (fino al 10 dicembre) che mette insieme il ricco patrimonio architettonico e paesaggistico lucchese con la cultura e con i saperi legati al biondo condimento.
Cominciamo dall’olio. Si è veramente voluto mostrare il meglio, stando al programma. 
“Navigando” nell’olio
Olive della campagna lucchese (Foto:U.Conti)
Si parte da “Il Desco”, mostra mercato di artigianato da tavola e prodotti come olio, vino, formaggio, miele, salumi, nel Real Collegio, spazio appena restaurato della scuola superiore fondata da Elisa nel 1809 in un edificio del Cinquecento (2, 3, 8, 9, 10 dicembre, orario: 10-13 / 14.30-19.30) e “Il Mondo dell’olio in città”, esposizione di olivi secolari, attrezzi per la coltivazione, sotto il loggiato del Palazzo Pretorio. Si vedrà anche la frangitura e si degusterà l’olio novello.
Poi la mostra mercato “Oli della Costa toscana” (Ex convento di San Micheletto, 8, 9, 10 dicembre) degustazione di oli in abbinamento con farro, fagiolo rosso, fagiolo cannellino, pane di Altopascio (su prenotazione: [email protected]) e “Bello&buono”, mostra mercato con degustazione di olio, vino, farine della Garfagnana e della Valle del Serchio (al Ciocco, a Barga, 2, 3 dicembre).

Il pane con l'olio nuovo (Foto:U.Conti)
“Frantoi aperti” è un po’ il cuore del programma. Significa la possibilità di visitare i frantoi, vedere il processo di frangitura, il colare affascinante dell’olio franto (per questo si parlava nell’antichità di “oro”) assaggiare (magari imparando le tecniche di degustazione e i termini tecnici per descrivere colore, odore e sapore dell’olio) e mangiare piatti tradizionali, quali la zuppa frantoiana, la zuppa matta, il farro alla lucchese. Il 2 e 3 dicembre ci sono i frantoi Massarosa (al Pian del Quercione Massarosa) e Maggi (alle Quercete Seravezza) mentre l’8, 9, 10 dicembre i frantoi sociali di Compitese (San Leonardo in Trepunzio, Laboratorio Slow Food l’8) e La Visona (Pieve di Compito, Laboratorio Slow Food il 9).
Alcuni ristoranti di Lucca fanno da supporto alla conoscenza e alla degustazione comparata con una “Carta degli oli lucchesi”, che accompagna ad un pasto in cui l’accento è messo sul succo di olive: ravioli all’olivo, fettunta (fetta unta) zuppa frantoiana, tiramisù all’olivo, coniglio in tegame con olive, cannellini all’olio nuovo, nel segno della tradizione e di qualche invenzione. Tra i ristoranti impegnati, segnaliamo l’Antica Locanda dell’Angelo (via Pescheria 21) la Buca di Sant’Antonio (via della Cervia 1/3) All’Olivo (piazza San Quirico).
(C) RIPRODUZIONE RISERVATA
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