Martedì 21 Ottobre 2014 - Anno XII
IL PRIMO GIORNALE ONLINE ITALIANO DI TURISMO E CULTURA DEL VIAGGIARE
Cresce l'Italia dei congressi
Aumenta il volume d'affari, ma il saldo negativo: il Paese non competitivo. Ne abbiamo parlato con Attilio Gardini, che ha realizzato il 10 Osservatorio Congressuale Italiano
di Silvana Santoro

Polo fieristico di Rimini
Il mercato congressuale italiano lancia segnali positivi. Aumenta il volume daffari: sempre pi partecipanti (+16,60%), pi giornate di presenza congressuale (+10,86%) e pi pernottamenti alberghieri (+12,18%). A far riflettere, invece, il calo del numero degli eventi congressuali organizzati nel 2005 (dai 109.792 del 2004 ai 106.224 del 2005), e quello dei congressi internazionali organizzati in Italia (-17,16%) oltre ai nove milioni di pernottamenti che dividono i congressisti italiani allestero da quelli stranieri in Italia. E questultima la differenza allorigine del saldo negativo, pari a 623 milioni di Euro, della bilancia dei pagamenti congressuali italiana del 2005. Questi i dati rilevati dal decimo Osservatorio Congressuale Italiano del 2005 curato dallUniversit di Bologna, realizzato da Attilio Gardini, Simonetta Romano e Paola Valmaggi, e promosso dalla rivista Meeting e Congressi e dal Convention Bureau della Riviera di Rimini.
A conclusione dell'analisi viene rilevata lurgenza e la necessit di pervenire alla costituzione di un sistema congressuale nazionale capace di essere competitivo sul mercato estero. Infatti, intenzione degli operatori pubblici e privati sottoporre la questione allattenzione del nuovo governo in termini di riduzione del carico fiscale, di valutazione di un disegno di legge messo a punto da Federcongressi e di sviluppo dellattivit di Italia for Events, iniziativa che pi di altre sembra aver felicemente coniugato gli interventi delle Regioni in materia congressuale.
Le problematiche spaziano dalla necessit di creare nuovi Convention Bureau, alla promozione di leggi a favore del settore e di politiche mirate al riconoscimento delle figure professionali fino a dare maggiore spazio al congressuale nei piani programmatici e strategici di sviluppo del turismo.
Attualmente infatti, il settore congressuale l'unico che se valorizzato e potenziato potrebbe crescere con ritmi pi sostenuti e dare slancio allintero settore del turismo. Lanalisi dellOsservatorio, infatti, ha attestato a 22,5 milioni di euro il volume daffari prodotto e ha decretato la leadership del segmento congressuale (26,20%) sugli altri comparti dellintero mercato turistico nazionale (precedendo il 23,6% del turismo darte e il 23,2% di quello balneare). Per capire meglio, abbiamo parlato con Attilio Gardini, ordinario di Econometria,
presidente della Laurea in Finanza e Assicurazioni e Direttore Master in Gestione e Sviluppo dei Servizi Turistici.

Attilio Gardini
Dr. Gardini, il numero degli eventi diminuisce ma aumentano le presenze. Perch questo accade?
Il congressuale il segmento della domanda di ospitalit che cresce in misura consistente anche in Italia. Forse l'unico segmento che cresce in Itala: la domanda del balneare calante in modo ormai strutturale e irreversibile, la domanda del segmento terme in crisi endemica. Rimane il segmento delle citt d'arte che per ha un andamento instabile e dipende dalla dinamica dei tassi di cambio e valute. In questo quadro critico dell'industria italiana dell'ospitalit, i congressi sono uno dei motivi per cui la gente viaggia in misura crescente e pi che in passato.

Il successo del settore dovuto anche all'aumento dei prezzi?
Certamente. Gli operatori hanno alzato i prezzi. Quindi il fatturato cresciuto pi di quanto non sia cresciuta la produzione in termini fisici. L'aumento dei prezzi nel 2005 segue i tre anni di recessione precedenti. Dal settembre 2001gli operatori avevano diminuito i prezzi, che nel 2004 si erano stabilizzati e nel 2005 sono tornati a crescere. Il settore va bene, ma nel 2005 ancora al di sotto dei livelli che aveva raggiunto nel 2000 prima della crisi conseguente alla situazione geopolitica internazionale. Questo segmento dell'ospitalit l'unico che nei paesi avanzati attualmente ha un trend positivo.

Quali sono le ragioni profonde della crescita di questo settore?
Le ragioni sono riconducibili a due grandi fattori. Da un lato la globalizzazione aumenta il raggio d'azione delle imprese che hanno bisogno di momenti di incontro in cui coordinare le strategie, le politiche commerciali e di marketing. La seconda motivazione pi forte e strutturale. Nella fase attuale, che passa col nome di economia della conoscenza, new economy, caratterizzata da un'innovazione forte e costante, c' un bisogno di formazione continua e presente in tutte le professioni. Le ore di formazione sono acquisite attraverso la partecipazione ai congressi.

A cosa si deve Il calo dei congressi internazionali in Italia?
Il problema che l'Italia non competitiva, gli alberghi non sono all'altezza e i prezzi alti. La competitivit internazionale dipende da due fattori: il posizionamento di immagine e i prezzi. L'Italia ha un'immagine debole e costa troppo. Secondo gli organizzatori di congressi di Francia e Germania in Italia non si fanno congressi. Per loro l'Italia il paese del Rinascimento, e delle vacanze questo dimostra che l'Italia non posizionata. Per quanto riguarda i prezzi, invece, bisogna ricordare che i congressi sono un prodotto per le imprese e queste fanno i conti, quindi se l'albergo a Milano costa 200 euro a notte, e a Parigi 120, l'organizzatore sceglie Parigi. Il problema della competitivit va affrontato, altrimenti non possibile valorizzare la positivit della domanda.

Come affrontare la questione, quali proposte?
Il problema ha una risposta elementare ed la "convention bureau nazionale". necessario che dentro l'attuale "agenzia per il turismo" che in via di costituzione, venga identificato un comparto - che nel mondo denomitato "convention bureau - che dovrebbe gestire le fasi di comunicazione e commercializzazione del prodotto congressuale nel mondo. Attualmente si tratta di una direzione sottoposta alle Attivit Produttive. Non essendo, per, un dipartimento debole. Ci dimostra che l'importanza di questo settore non stata percepita. Inoltre, l'agenzia che gi stata istituita per legge necessita di partire operativamente. E deve essere strutturata in modo da avere al suo interno il "convention bureau".

Dal punto di vista pratico come pu essere migliorato il sistema?
Il sistema ha bisogno di una deregolamentazione. Mi spiego con un esempio. Il sistema del numero di stelle per gli alberghi non funziona assolutamente. Ci sono dei requisiti che vengono soddisfatti solo in modo formale. Ad esempio, uno dei limiti riportati dai clienti congressuali la carenza dei servizi per il wellness. In molti casi il servizio c' formalmente, ma non disponibile. Capita che la palestra sia chiusa e venga usata per stenderci i panni e come magazzino. Bisognerebbe passare a un sistema di certificazione Iso che normato solo dagli accordi tra gli operatori. In modo che se uno dei partecipanti all'accordo si comporta scorrettamente il suo collega albergatore che lo denuncia. Io credo che una politica della qualit che regolamenti e trasferisca all'azione diretta del mercato il controllo della qualit sia una strada che potrebbe essere importante. Aiuterebbe al recupero di quella efficienza sui mercati internazionali che non abbiamo e che condiziona le possibilit di sviluppo in modo rilevante.
(C) RIPRODUZIONE RISERVATA
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