Lunedì 1 Settembre 2014 - Anno XII
IL PRIMO GIORNALE ONLINE ITALIANO DI TURISMO E CULTURA DEL VIAGGIARE
Reportage
Messico: i "tesori" della Riviera Maya
La riviera delle vacanze, famosissima e affollata da stranieri e messicani. Rumorosa come solo i locali sanno essere, ma anche ricca di luoghi incantevoli e quieti. Su tutto, le meraviglie architettoniche di una civiltÓ scomparsa ma sempre viva nello spirito dei visitatori
di Cristina Parimbelli

Destinazione Riviera Maya tra antiche rovine e splendide spiagge

 

Ancora vittima del fuso orario, alle 5.30 di mattina vago per le strade semi deserte di Cancun, nella zona meno turistica e sull’asfalto già caldo, che nel corso della giornata diventa rovente; è già chiaro da tempo ormai, e dopo una passeggiata sulla statale, tra baracche, bar e ristorantini ancora chiusi, quasi senza accorgermi arrivo ad Ultramar. La pavimentazione che conduce al porticciolo, ornata di stampi a forma di conchiglia e alghe, fa venire voglia di mare. Alle otto parte la prima barca per Isla Mujeres, nota a chi soggiorna in questa zona come il primo luogo del Messico ad essere bagnato dalla luce del mattino. Nell’unico supermercato aperto compro qualcosa per la colazione e quello che mi stupisce fin da subito, e di cui avrò costante prova in seguito, è la dimensione dei cibi confezionati che vedo: succo di frutta in brick monodose da mezzo litro, lattine di qualsiasi bevanda da 660cc, sacchetti di patatine enormi almeno quanto i bollos, che quasi ogni bar reinterpreta a mo’di gigantesca brioche con ogni tipo di farcitura.

Isla Mujeres, sublimazione della "vacanza"
In barca verso Isla Mujeres

Venti minuti di mare calmo bastano per approdare sull’isola, in cui tutto ancora dorme, nonostante il sole sia già alto; tra le vie, decine di bar e ristorantini ancora chiusi fanno bella mostra di sé, se non altro per i colori meravigliosi e vivaci degli edifici e dell’arredamento. Meta di vacanze per eccellenza, ospita più turisti locali che stranieri; è bello vedere come i negozi tradizionali siano sopravvissuti all’avvento delle catene commerciali e camminando si sente il profumo del pane e dei dolci di produzione locale appena sfornati.

La spiaggia accanto al porto è raccolta, ma ha tutto il fascino del tropicale; un mare di palme fronteggia l’acqua del golfo, trasparente nonostante la vicinanza alle barche e popolata da banchi di piccoli pesci.

La zona hotelera di Cancun è tutto un altro mondo rispetto al resto della città, risultando un quartiere affacciato sulla costa ed appositamente costruito per i turisti; decine di alberghi, negozi e ristoranti fanno in modo che non manchi nulla a chi decide di trascorrere qualche settimana lontano dallo stress.

Cucina locale e "mariachi". Arriba Mexico!
Mariachi in concerto

Il cibo è ottimo tanto nei piccoli bar quanto nelle catene di ristoranti: immancabili i nachos con la buonissima salsa guacamole, a base di avocado e con qualche piccola variante tra un posto e l’altro, e ovunque si trovano tacos, fajitas e i sensazionali burritos, spesso accompagnati da salsa di fagiolini neri. La cucina messicana è ricca di ricette a base di carne, pesce, legumi e zuppe, mentre i farinacei si ritrovano come basi per i piatti o accompagnamento alle preparazioni principali. Tuttavia, non è per nulla difficile trovare piatti tipici di altre cucine come pasta, pizza e sushi, in alcuni luoghi più facilmente reperibili delle vere pietanze locali, o varianti occidentalizzate delle specialità messicane, come i tacos serviti su foglie di insalata anziché su tortillas.

Cancun alle spalle, è la volta di Playa del Carmen, altra tra le mete più turistiche della penisola dello Yucatan; sulla calle 5, parallela alla spiaggia, si trovano tutti gli hotel, negozi e ristoranti, mentre spingendosi verso l’interno abbondano grandi magazzini in stile americano. È qui, nel paradiso del turista. che per la prima volta vedo i mariachi fare il giro dei tavoli per animare la cena a qualche coppietta.

 

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