Attualità / Ferrovie
Il treno dei desideri
Mauro Moretti, l'amministratore delegato di Trenitalia vanta il risanamento del bilancio ma a che prezzo? Treni sempre più cari e servizi quasi inesistenti a eccezione degli Eurostar, assistenza e rispetto per il cliente pressoché nulla e la fastidiosa sensazione di non sentirsi considerati
di Graziano Capponago del Monte

L'ingresso di Roma Termini

Ogni anno Roma ospita le partite di rugby del Torneo delle VI Nazione e, immancabilmente almeno una volta scendo da Milano alla Capitale per godermi lo spettacolo. Di solito vado e torno in giornata ma, quest’anno ho voluto trascorrere il fine settimana approfittandone per salutare alcuni amici romani.

Mi sono così messo al computer per cercare dei treni con orari comodi ma soprattutto un po’ meno costosi degli 89 euro richiesti per il Frecciarossa. Prima scoperta: non ci sono mica tante possibilità per scendere da Milano con gli IC o Espressi e gli orari sono piuttosto scomodi. Comunque sia, come si dice: “O mangi questa minestra…” e ho così prenotato un posto sull’Intercity 1589 delle 7,05 di sabato 13 febbraio con arrivo a Roma Tiburtina alle 13,25. Per il ritorno, domenica 14, ho optato per una cuccetta sull’Espresso notturno 1910 proveniente da Napoli che parte da Roma Termini alle 23,04 e arriva a Milano Centrale alle 7, così, pensavo posso andare a cena tranquillamente con i miei amici e dormire in treno per poi arrivare a casa in tempo per farmi una doccia, cambiarmi e venire in redazione.

Condizioni vessatorie per il cliente
Mauro Moretti, Amministratore Delegato di Trenitalia

Talvolta il diavoletto dei viaggiatori ci mette lo zampino e i viaggi sono diventati due epopee, e fonte di inesauribili arrabbiature, un po’ per colpa mia e molto per colpa di Trenitalia. E ora vi racconto…

Ogni tanto, purtroppo, succede… Non ho sentito la sveglia e ho perso il treno. Grande disappunto perché avrei dovuto per forza prendere il Frecciarossa e tutto il risparmio se ne andava a pallino ma almeno, mi consolavo pensando che sarei più o meno arrivato alla stessa ora visto che di treni per Roma ce ne sono parecchi. Arrivo in biglietteria per fare il cambio di biglietto e scopro con “grande gioia” che il biglietto non era né rimborsabile, né modificabile, nonostante pagato a tariffa intera, perché era passata più di un’ora dalla partenza del treno.

Prima serie di domande per l’Ingegner Mauro Moretti, AD di Trenitalia, sostenitore dell’eccellenza del trasporto ferroviario italiano: Non le pare un’ingiustizia ai danni del CLIENTE? Teme qualche imbroglio? Mi piacerebbe sapere una ragione plausibile di questa norma vessatoria. Morale: Milano-Roma 135 euri (i 46 persi dell’Intercity e gli altri 89 della Frecciarossa)!

Nessun diritto per il viaggaitore
Una vettura cuccette di Trenitalia

Grazie al cielo il soggiorno romano è stato splendido, la partita bella ed emozionante, l’ospitalità dei miei amici squisita. Con lo spirito sollevato arrivo a Roma Termini alle 22,30 e scopro che la carrozza dove avevo prenotato la cuccetta al modico prezzo di 77,50 euro era chiusa perché il riscaldamento era guasto. Il povero cuccettista dei vagoni letto, era imbarazzato e in grande difficoltà nel tentativo di sistemare i viaggiatori più o meno imbufaliti. La grande soluzione è stata quella di mettere tutti insieme appassionatamente nelle altre carrozze, naturalmente non quelle di categoria migliore, come sarebbe anche giusto visto che il disservizio era colpa di Trenitalia ma in quelle da quattro posti senza lavandino con una fantastica dotazione di cortesia consistente in un paio di pantofole di carta, un fazzoletto rinfrescante e un copriwater! Niente acqua, colazione e giornali come previsto dal servizio; tre cuscini e tre minicoperte per quattro viaggiatori. Così il mio desiderio di viaggiare in intimità è stato frustrato dalla presenza di altre tre persone, per carità anche simpatiche ma, forse per effetto della mia incipiente misantropia giunto ai 50 anni di età, assolutamente poco gradite. Naturalmente mi aspetto quantomeno il rimborso tra il servizio pagato e il (dis)servizio offerto anche se nessuno, né il conduttore di Vagon Lits, né il capotreno di Trenitalia avevano la minima idea di come ottenere un rimborso né di quanto sarebbe.

Allora seconda (e ultima, non tema…) serie di domande per l’ingegner  Mauro Moretti, AD di Trenitalia, sostenitore dell’eccellenza del trasporto ferroviario italiano: Il treno era giunto a Napoli da Milano presumibilmente la stessa mattina di domenica. In circa dodici ore che è rimasto fermo nessuno ha controllato lo stato delle carrozze? Possibile che in una grande stazione come Napoli Centrale non sia disponibile una carrozza di riserva per le emergenze? Possibile che il personale viaggiante non sia in grado di rispondere a una semplice e legittima domanda da parte del CLIENTE? Possibile che sempre il sopraddetto CLIENTE PAGANTE debba essere trattato come uno scocciatore senza alcun diritto?

Ingegner Moretti, Ingegner Moretti… La prego scenda dalle frecce rosse, argento, a pois, quel che vuole e pensi a tutti gli altri treni. O almeno dichiari una volta per tutte che per scelta economica e/o politica Trenitalia non può e non intende occuparsi del trasporto ferroviario “normale” ma concentra tutti gli sforzi sulla redditività del Milano-Roma e lasci il campo libero a chi sa muovere (e bene) i propri convogli anche nel servizio non d’eccellenza e sa fare sentire importanti i propri clienti. Ha mai viaggiato sulle Ferrovie Tedesche? (15/02/10)

(C) RIPRODUZIONE RISERVATA
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