Sabato 30 Maggio 2015 - Anno XIII
IL PRIMO GIORNALE ONLINE ITALIANO DI TURISMO E CULTURA DEL VIAGGIARE
Reportage / Malesia
Trekking nel Borneo
di Mauro Tonati
Base al Campo Cinque

Al Camp Five si può mangiare, bere (acqua bollita dagli indigeni) e dormire al riparo su piccole stuoie fornite dai gestori. La notte è fresca e un leggero sacco-letto è l’ideale. Di buonora si parte per i Pinnacoli. Il percorso è lungo circa due chilometri e mezzo e prevede un dislivello di oltre mille metri, con pendenze, in alcuni tratti, intorno all’ottanta per cento.
Quindici scale fisse, in metallo, evitano all’escursionista l’arrampicata vera e propria. Bisogna preventivare almeno tre ore di marcia (onde evitare sincopi) attraverso rocce, radici, liane e piante carnivore prima di raggiungere il piccolo spiazzo da cui osservare lo straordinario panorama dei pinnacoli. Consistono in una serie di solitarie rocce taglienti color grigio-argento che spuntano dalla foresta raggiungendo anche i quarantacinque metri d’altezza. Dai mille e duecento metri circa d’altitudine in cui sono sparse le inquietanti guglie, la veduta spazia sino ai confini del Sultanato del Brunei.
Il ritorno, lungo lo stesso tracciato, richiede estrema cautela a causa della ripidità e scivolosità delle rocce e delle radici affioranti. In un’ora e trenta di discesa si arriva nuovamente al Camp Five per la seconda notte. Il giorno successivo, compiendo a ritroso il sentiero, si torna all’imbarcazione per discendere il Melinau River sino al Mulu Resort. E’ consigliabile assumere una guida indigena per tre giorni, in grado soprattutto di prendere accordi sicuri con il proprietario della piroga.

Sul monte Kinabalu, la montagna più alta del cielo
Il Kinabalu

L’immensa fortezza di roccia che, isolata da altri massicci montuosi, domina lo stato del Sabah, appare tra le nubi nella sua granitica solitudine così come doveva essere apparsa ai primi esploratori europei.
Sir Hugh Low, che intraprese nel 1851 l’ascensione alla vetta, la riteneva ben più alta dei suoi 4101 metri; questa è infatti l’altezza del picco sommitale, che venne chiamato, in omaggio allo scalatore, "Low" Peak. Mai nessuno, prima di Low, aveva tentato l’impresa.
Per le popolazioni Dusun e Kadazan la montagna era abitata dagli spiriti dei morti e come tale, sacra e inaccessibile. Low faticò non poco a convincere i portatori indigeni a salirvi e dovette comunque adeguarsi ai complicati cerimoniali dei riti propiziatori che avrebbero dovuto placare gli spiriti offesi.
L’ascensione non comportava, allora come oggi, nessuna particolare difficoltà tecnica; tuttavia, la fatica di Low fu quella di aprirsi un varco nella fitta vegetazione che avvolge il Kinabalu fin quasi sulla vetta e di approvigionarsi di viveri a sufficienza.
Oggi i sentieri sono ben tracciati, esistono alloggiamenti e rifugi alla base e lungo il percorso, e le guide - che talvolta si appartano ancora per compiere i sacri cerimoniali - non sono forse più così indispensabili.

Dal Timpohon Gate, è solo salita

La scalata al Low’s Peak, lungo il "summit trail", rappresenta uno dei principali motivi d’interesse per l’escursionista; con una buona preparazione fisica, può essere compiuta senza difficoltà. Vanno tuttavia considerati sia l’elevato tasso d’umidità dell’aria (raggiunge anche il 95%!) in grado di sfiancare chiunque si cimenti senza adeguato allenamento, sia il notevole dislivello.
Dal Timpohon Gate (1830 metri), principale entrata del Parco, si devono percorrere 2270 metri di salita per raggiungere la vetta e altrettanti per ridiscenderne; il tutto avviene solitamente in due giorni. La via "normale" è un sentiero che si sviluppa prevalentemente lungo la cresta, dove la foresta è meno fitta, caratterizzato da faticosi gradoni scavati nel terreno argilloso. Attraversa vari livelli a diverse altitudini e percorrendolo, si ha una panoramica completa dei vari aspetti naturali del Parco.
Partendo dal Park Headquarters (1554 metri) esistono diverse possibilità per giungere il Timpohon Gate (1830 metri) che segna l’inizio del "summit trail". Con un automezzo non occorrono più di quindici minuti per percorrere i quattro chilometri della Kambarang Road, la carrareccia che conduce al Gate; a piedi ci vuole invece almeno un’ora.
Attraversato il Timpohon Gate, vero e proprio cancello d’ingresso dove controllano che abbiate pagato il regolare permesso di salita e siate accompagnati da una guida - come vuole il regolamento del Parco - potete anche assumere un portatore o una portatrice per due giorni. Il sentiero, inizialmente pianeggiante, passa vicino alle belle cascate Carson e poi, quasi all’improvviso, con una serie di ripidi gradini ricavati nelle radici di grandi alberi, sbuca al primo riparo (shelter): Pondok Kandis, a 1981 metri.

 

CONTINUA A LEGGERE A PAGINA 3

(C) RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagine: 1 - 2 -  - 
Week-end e tempo libero
Tra orchidee ed erbe spontanee
Da Maggio 2015 a Luglio 2015
Offerte di viaggio
Azzorre e Lisbona
Bali e Singapore
Vietnam, Cambogia e Hong Kong
NOTIZIE
29/05/15 - Territori
 “Maremma e  Amiata: territori incontaminati per una Toscana ancora da...
29/05/15 - Desiderio Vacanze
Ritorno alle origini o pizzico di avventura? La vacanza in fattoria con una notte nel fienile...
29/05/15 - Curiosità
Il culto dell’Arcangelo Michele in luoghi sacri posizionati su un’unica linea retta. Un...
29/05/15 - Voli
In un incontro organizzato a Roma, Akbar Al Baker, GCEO di Qatar Airways, ha incontrato...
29/05/15 - Mostre
Dopo il successo del suo tour mondiale, la mostra Dinosaur World porterà dal 14 giugno in...
Las Californias, inventata da un milanese
A guardare la facciata giallo-ocra del piccolo municipio di Loreto, proprio non ci si crede:...
La Tunisia cerca nuove opportunità
  L'Ente del Turismo tunisino in Italia, diretto da Neji Ben Othmane, ha organizzato un...
Maremma grossetana
Se il mare pluridecorato di Castiglione della Pescaia, che da anni conquista i più alti...
Da Tromsø alla fine dell'Europa
  Dopo le Lofoten, ormai sono quasi arrivato alla fine del mio viaggio in Norvegia....
Kolkata-Calcutta, la "Città dei Palazzi"
Non si direbbe, mettendo piede a Calcutta e costeggiando l’imponente fiume Hooghly, che...
Lione, trionfo dell'urbanistica
Immaginate i più grandi architetti degli ultimi due secoli seduti allo stesso tavolo per ...
La vivacissima "Tigre" malese
L'obiettivo è preciso e ambizioso: entrare a far parte nel 2020 dei paesi più...
Brindisi, un porto per l’Oriente
Il suo bene più prezioso è il porto. La leggenda la vuole fondata da Brunto, figlio di Ercole, da...
Novara, città con due anime
In quel tratto di pianura nel quale segna il confine tra Piemonte e Lombardia, il Ticino, fiume...
Transilvania graffiti. Una stilografica nel pollice
La sensazione che ci fosse qualcosa di strano, o almeno di inusuale, Roberto l’aveva avuta...
Orissa, desiderio di protagonismo
Il bello dell’India è che siamo in presenza di una Repubblica Federale talmente vasta...
LIBRI E GUIDE
Il Poeta Buongustaio 30 storie e ricette tradizionali in rime 20 sonetti mangerecci di Gianni Seviroli, Edizioni Panico, Galatina (Le), pagine 174, Euro 16,00.
In Viaggio di Laura Gemini, FrancoAngeli, pagine 176, Euro 21,00.
TUTTI I DOSSIER
0.21901988983154