Sabato 26 Luglio 2014 - Anno XII
IL PRIMO GIORNALE ONLINE ITALIANO DI TURISMO E CULTURA DEL VIAGGIARE
Colombia 2
BogotÓ, a perdita d'occhio grattacieli e case basse
Sicura, moderna, con 200 chilometri di vie ciclabili, diversa e lontana dagli stereotipi di tante cittÓ sudamericane, la capitale colombiana Ŕ ricca di istituzioni culturali, di monumenti e opere d'arte. Da non mancare la visita a la Candelaria, il cuore antico di BogotÓ
di Gian Paolo Bonomi

BogotÓ tra grattacieli e spazi verdi

Escluse o quantomeno ridotte le "chances" di coinvolgimenti in esplosioni o narcotraffico, al viaggiatore non resta che "stare accorto", fare attenzione al "solito" (ormai copyright mondiale) scippo. Che - per opportuna informazione filologica del lettore - nello spagnolo locale (per inciso, in Colombia ben parlato e pronunciato, forse il miglior esempio della lingua di Cervantes nell'America ispanica) è chiamato "raponeo" (a Madrid e dintorni, "tiròn") talché scippare si dice "raponear" e chi scippa è un “raponero” (al quale è pertanto meglio non “dar papaya”, nel senso di far vedere qualcosa che vale la pena scippare).

Al sollievo di una visita “tranquilla” (o meno pericolosa di quanto si vocifera) Bogotà abbina inoltre il piacere di conoscere una città “nuova”, moderna, diversa dai datati stereotipi di molte città sudamericane. Nonostante una indubbia lontananza dagli States (che però in Colombia avevano messo piede a fine Ottocento per trescare l’indipendenza - eppoi costruirvi il Canale - del territorio di Panamà, a quel tempo posseduto da Bogotà) la capitale colombiana ricorda - oltre all’appartenenza a un “Distrito Especial” simile a quello Federal negli States - l’urbanizzazione di alcune grandi città “yanquis”. Non tanto per la “skyline” del centro, ricca di svelti grattacieli e la nomenclatura cittadina con le “calles” (vie, perpendicolari alle montagne andine e in direzione oriente-occidente) e le “carreras” (strade, parallele, da sud a nord) quanto per le ultime, recenti opere pubbliche e i molti spazi verdi.

Parchi in abbondanza e ciclisti dappertutto
Paradiso per gli amanti delle due ruote (Foto: Samara Croci)

È il caso di istituzioni culturali (la Biblioteca Arango, il Museo Botero, il Centro Gabriel Garcia Marquez) e di parchi (molti, ben tenuti e affollati soprattutto nella stagione secca dicembre-marzo): il Simòn Bolìvar, il Terzo Millennio, il Nacional - dal 1934 dedicato alla memoria collettiva dei “bogotanos” - il Central Bavaria, nel Centro International, il cui terreno era occupato da una birreria che gli dà il nome. E di avveniristici centri commerciali e di infrastrutture per una miglior qualità della vita (oltre duecento chilometri di ciclovie, dalle 7 alle 14 dei giorni festivi riservate a moltitudini di ciclisti). Per concludere con un sistema di celeri trasporti pubblici di superficie (chiamato Transmilenio) e di moderni Campus universitari (anch’essi di impronta Usa).

Una visita dunque piacevole, quella di Bogotà, soprattutto (per dirla nel linguaggio turistico made in Usa) per due “highlights” (attrazioni) la cui conoscenza costituisce un “must” (obbligo e vale il viaggio): la Candelaria e il Museo del Oro.

Candelaria, cuore antico della cittÓ
Capitolio Nacional

La Candelaria (monumento nazionale dal lontano 1963) costituisce il centro storico, l’insieme dei tre antichi “barrios” (quartieri) o “parroquias” della Catedral, Egipto e la Concordia, aventi per epicentro l’attuale Plaza de Bolìvar.

Un quadrilatero (caratteristico dell’epoca coloniale spagnola, la Plaza Mayor, meno sovente chiamata “de armas”) che dall’epoca della fondazione di Bogotà fu teatro delle più importanti vicende della storia della Colombia. Quasi cinque secoli testimoniati dai vari stili architettonici degli edifici che vi si affacciano, con quelli “repubblicani” (leggasi post indipendenza del 1819). Neoclassici, la Catedral Primaria (i cui lavori principali terminano solo nel XIX secolo) pantheon di personaggi illustri (primus inter pares il “fundador” Jimenez de Quesada) e il severo Capitolio Nacional, dall’austero colonnato ionico.

Di semplice stile coloniale - quindi più intriganti per chi viaggia nel sud America alla scoperta di vestigia dei Conquistadores e dell’impero spagnolo - sono invece la Casa Museo 20 de Julio e la Casa de los Comuneros (all’angolo della Plaza con la buffa - almeno per il nome - Calle del Divorcio). Al XX secolo appartengono il Palacio Cardenalicio e l’Edificio Lièvano, sede del Comune, in stile “francese mansardato”, mentre al centro della storica agorà non poteva mancare la statua equestre di Bolìvar, commissionata da un amico del Libertador allo scultore italiano Pietro Tenerani.

(C) RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagine: 1 -  - 
Week-end e tempo libero
Golf e relax sul lago di Como
1 marzo - 30 ottobre 2014
Adolphe Sax in mostra
Dall'8 febbraio 2014 all'11 gennaio 2015
Offerte di viaggio
Sogno Inca: sulle tracce di antiche civilta'
Self drive in moto lungo la Route 66
Crociera ai Caraibi sulla Norwegian Getaway
NOTIZIE
25/07/14 - Turismo
Da anni Cyprus Tourism Organisation (CTO) sostiene progetti per il turismo accessibile. Ultimamente...
25/07/14 - Arte
In provincia di Chieti prende il via sabato 26 luglio la nona edizione di Un Mosaico per...
25/07/14 - Festival
Nel fine settimana del 6 e 7 settembre a Rivalta di Lesignano De' Bagni (Parma), una ventina di...
25/07/14 - Città d'arte
La Cattedrale di Siena, a partire dal 18 agosto, corso il Palio dell'Assunta e fino al 27 ottobre,...
25/07/14 - Spettacoli
È iniziata dal 15 luglio scorso e si protrarrà fino al 14 settembre in tutto...
Oslo, approdo sicuro di un popolo navigatore
I due alberi della Jomfruen si innalzano nel cielo trasparente di Oslo. Attraccata nel porto della...
Boston, c'è nell'aria profumo d'Europa
  Colta, efficiente, ricca e anche un po' snob, vivace e cosmopolita. Questa è Boston,...
Baires in tasca
  Sarà ovvio, scontato e persino prevedibile, ma il percorso turistico tradizionale...
Sauris: Il profumo del legno e il fascino della pietra
  Sauris, in dialetto tedesco “Zahre”, è il paese più...
Chianciano Terme, per una fuga romantica
Coniugare la ricerca del relax con una fuga romantica è possibile. Basta andare alle Terme...
Uzbekistan, da Tamerlano alla Matiz
Le "Daewoo Matiz" e le "Lada Zigulì". Due auto agli antipodi, per stile, design, prestazioni. La...
Oviedo, la bella del Nord
  Per studio, per cultura, in quanto appassionato della montagna e della natura in genere e...
Ritorno in Egitto
Era tanto che non andavo in Egitto, là cominciai a viaggiare per davvero. In precedenza,...
Bangalore, fra miseria, high-tech e impegno civile
Prodigi della tecnologia moderna. Poche ore fa dormivo in un'isola della laguna veneziana, adesso...
Seychelles, le isole del Matriarcato
Laggiù, in mezzo al mare, comandano le donne. Più esattamente le mamme, che prendono...
Zibaldone Kerala
  Kerala, finalmente eccomi. Dell’India – oltre, viene da dire...
LIBRI E GUIDE
Cicloturismo, il bello del viaggiare in bicicletta guida scaricabile gratis su www.lifeintravel.it
Sapori e saperi delle Dolomiti a cura di Serena Turrin, edizioni DBS Zanetti, 152 pagine, foto a colori, Euro 13,00.
TUTTI I DOSSIER
0.75588583946228