Venerdì 28 Novembre 2014 - Anno XII
IL PRIMO GIORNALE ONLINE ITALIANO DI TURISMO E CULTURA DEL VIAGGIARE
Colombia 2
BogotÓ, a perdita d'occhio grattacieli e case basse
Sicura, moderna, con 200 chilometri di vie ciclabili, diversa e lontana dagli stereotipi di tante cittÓ sudamericane, la capitale colombiana Ŕ ricca di istituzioni culturali, di monumenti e opere d'arte. Da non mancare la visita a la Candelaria, il cuore antico di BogotÓ
di Gian Paolo Bonomi

BogotÓ tra grattacieli e spazi verdi

Escluse o quantomeno ridotte le "chances" di coinvolgimenti in esplosioni o narcotraffico, al viaggiatore non resta che "stare accorto", fare attenzione al "solito" (ormai copyright mondiale) scippo. Che - per opportuna informazione filologica del lettore - nello spagnolo locale (per inciso, in Colombia ben parlato e pronunciato, forse il miglior esempio della lingua di Cervantes nell'America ispanica) è chiamato "raponeo" (a Madrid e dintorni, "tiròn") talché scippare si dice "raponear" e chi scippa è un “raponero” (al quale è pertanto meglio non “dar papaya”, nel senso di far vedere qualcosa che vale la pena scippare).

Al sollievo di una visita “tranquilla” (o meno pericolosa di quanto si vocifera) Bogotà abbina inoltre il piacere di conoscere una città “nuova”, moderna, diversa dai datati stereotipi di molte città sudamericane. Nonostante una indubbia lontananza dagli States (che però in Colombia avevano messo piede a fine Ottocento per trescare l’indipendenza - eppoi costruirvi il Canale - del territorio di Panamà, a quel tempo posseduto da Bogotà) la capitale colombiana ricorda - oltre all’appartenenza a un “Distrito Especial” simile a quello Federal negli States - l’urbanizzazione di alcune grandi città “yanquis”. Non tanto per la “skyline” del centro, ricca di svelti grattacieli e la nomenclatura cittadina con le “calles” (vie, perpendicolari alle montagne andine e in direzione oriente-occidente) e le “carreras” (strade, parallele, da sud a nord) quanto per le ultime, recenti opere pubbliche e i molti spazi verdi.

Parchi in abbondanza e ciclisti dappertutto
Paradiso per gli amanti delle due ruote (Foto: Samara Croci)

È il caso di istituzioni culturali (la Biblioteca Arango, il Museo Botero, il Centro Gabriel Garcia Marquez) e di parchi (molti, ben tenuti e affollati soprattutto nella stagione secca dicembre-marzo): il Simòn Bolìvar, il Terzo Millennio, il Nacional - dal 1934 dedicato alla memoria collettiva dei “bogotanos” - il Central Bavaria, nel Centro International, il cui terreno era occupato da una birreria che gli dà il nome. E di avveniristici centri commerciali e di infrastrutture per una miglior qualità della vita (oltre duecento chilometri di ciclovie, dalle 7 alle 14 dei giorni festivi riservate a moltitudini di ciclisti). Per concludere con un sistema di celeri trasporti pubblici di superficie (chiamato Transmilenio) e di moderni Campus universitari (anch’essi di impronta Usa).

Una visita dunque piacevole, quella di Bogotà, soprattutto (per dirla nel linguaggio turistico made in Usa) per due “highlights” (attrazioni) la cui conoscenza costituisce un “must” (obbligo e vale il viaggio): la Candelaria e il Museo del Oro.

Candelaria, cuore antico della cittÓ
Capitolio Nacional

La Candelaria (monumento nazionale dal lontano 1963) costituisce il centro storico, l’insieme dei tre antichi “barrios” (quartieri) o “parroquias” della Catedral, Egipto e la Concordia, aventi per epicentro l’attuale Plaza de Bolìvar.

Un quadrilatero (caratteristico dell’epoca coloniale spagnola, la Plaza Mayor, meno sovente chiamata “de armas”) che dall’epoca della fondazione di Bogotà fu teatro delle più importanti vicende della storia della Colombia. Quasi cinque secoli testimoniati dai vari stili architettonici degli edifici che vi si affacciano, con quelli “repubblicani” (leggasi post indipendenza del 1819). Neoclassici, la Catedral Primaria (i cui lavori principali terminano solo nel XIX secolo) pantheon di personaggi illustri (primus inter pares il “fundador” Jimenez de Quesada) e il severo Capitolio Nacional, dall’austero colonnato ionico.

Di semplice stile coloniale - quindi più intriganti per chi viaggia nel sud America alla scoperta di vestigia dei Conquistadores e dell’impero spagnolo - sono invece la Casa Museo 20 de Julio e la Casa de los Comuneros (all’angolo della Plaza con la buffa - almeno per il nome - Calle del Divorcio). Al XX secolo appartengono il Palacio Cardenalicio e l’Edificio Lièvano, sede del Comune, in stile “francese mansardato”, mentre al centro della storica agorà non poteva mancare la statua equestre di Bolìvar, commissionata da un amico del Libertador allo scultore italiano Pietro Tenerani.

(C) RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagine: 1 - 2 - 
Week-end e tempo libero
Tra rose, storie e leggenda
Da Aprile a Novembre (chiuso Luglio e Agosto)
I Mercatini di Natale di Levico Terme
Valido dal 22 novembre 2014 al 06 gennaio 2015
Offerte di viaggio
Crociera ai Caraibi sulla Norwegian Getaway
Crociera alle Bahamas
Capodanno da favola a New York
NOTIZIE
28/11/14 - Paesaggi
La sequoia gigante è l’albero più grande del mondo in termini di volume,...
27/11/14 - Premi
L'Assemblea generale dell'Unesco ha iscritto la pratica agricola della Vite ad...
27/11/14 - Enogastronomia
Hanno scelto l'Umbria i soci AGIVI - Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani, per...
27/11/14 - I luoghi della fede
Il patrimonio culturale ecclesiastico del Piemonte e delle Valle d’Aosta è stato...
27/11/14 - Curiosità
Torna anche quest’anno con un nuovo spettacolo la tombola dei femminielli di Napoli...
Che scoperta l'Esquilino
La più grande piazza di Roma e una delle più ampie d'Europa, con i suoi 316 metri per...
L'orgoglio della Svizzera (eůun po' dell'Italia)
Il prossimo fine settimana il Cantone Grigioni festeggerà l'inserimento nel Patrimonio Unesco delle...
In bici con Van Gogh alla scoperta dell'Olanda
Quando si dice Olanda nella mente del turista medio si affacciano le immagini di mulini, tulipani,...
Monza, regina di Brianza
Divisa fra una monaca un po' intemperante e un roboante Gran Premio, la fama di Monza resta sospesa...
Sognando l'Australia sulle orme di "Priscilla"
  L’Australia non è solo una meta da coppiette (etero) in viaggio di nozze, anzi....
La città dell'alabastro
Alle prime luci dell'alba la Val di Cecina appare come una terra irreale, sospesa nelle nebbie...
Ratisbona, città d'acqua e di pietra
"Questa bella città ha due volti: uno di pietra, l'altro d'acqua: solo osservata dal Danubio...
I Castelli di Bellinzona
Le colline granitiche che sovrastano la cittadina svizzera bagnata dal Ticino, testimoniano secoli...
Sul Mar Baltico con i Wiener Philharmoniker
Da un po' di tempo a questa parte si è scoperto un nuovo tipo di crociera: quella a tema. I...
Pechino? Un sogno... Ma occhi aperti!
Decisi a iniziare la giornata a Pechino con il sorriso, mentre compriamo il biglietto d'entrata...
Kenya, l'ultima Africa a Kitich Camp
Mathews Range? Un punto interrogativo e facce perplesse sono le risposte alle domande su dove sia...
LIBRI E GUIDE
Sapori e saperi delle Dolomiti a cura di Serena Turrin, edizioni DBS Zanetti, 152 pagine, foto a colori, Euro 13,00.
Colazioni da Tiffany di Isa Grassano, Newton Compton, Euro 12,00.
TUTTI I DOSSIER
0.77474808692932