Genova 2004, la città "raccontata" dai genovesi
La “corsa” entusiasmante di Genova verso il futuro è in pieno svolgimento. Cento “cose” fatte e mille da fare. Le opinioni di chi ci vive ondeggiano fra ottimismo e il locale, sempre vivo “mugugno”
di Francesca Piana

Piazza de Ferrari
Genova è cambiata? A partire dalle celebrazioni colombiane del ’92, quando è stato affidato a Renzo Piano l’impegno di fare rinascere il Porto Antico - oggi il quartiere più moderno della città - Genova ha cambiato faccia.
Da allora la risistemazione urbana non è mai cessata, iniziative pubbliche e private hanno promosso il restauro di chiese e palazzi recuperando poco alla volta piccole zone del centro storico, uno dei più estesi nuclei medievali d’Europa.
Genova sta ritrovando il suo splendore. L’ingranaggio non si è arrestato con la batosta dell’insuccesso dell’esposizione colombiana, né si è bloccato con i tragici giorni del G8 nel 2001 e nemmeno con la recente tragedia del crollo nel cantiere dell’edificio destinato ad ospitare i nuovi Musei del Mare e della Navigazione, l’otto novembre scorso, alla Darsena.
No. La città non ha intenzione di lasciarsi sfuggire l’occasione che ne fa, con la francese Lille, capitale europea della cultura 2004 per dimostrare che si rinnova, che conta. I lavori sono in corso, su questo non ci sono dubbi; anzi, forse si è persino esagerato a voler fare tutto subito e ora la città si presenta come un immenso cantiere.
Ma com’è Genova oggi e come diventerà domani? Qual è la sua vera identità? Città portuale e industriale o meta turistica e culturale; città d’arte o polo scientifico all’avanguardia? L’abbiamo chiesto al poeta Edoardo Sanguineti e al giornalista della "Stampa" Paolo Lingua. Ne sono usciti visioni diverse che possono aiutare a capire la Superba; frammenti di un disegno complesso e a volte contraddittorio.
La vita culturale
Teatro Carlo Felice
"Quando nel ’74 ritornai a Genova, richiamato a ricoprire l’incarico di professore ordinario di letteratura italiana alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università, dopo oltre quarant’anni di assenza" racconta Edoardo Sanguineti, scrittore e critico nativo di Genova, autore di numerose raccolte di poesie oltre al romanzo "Capriccio italiano", a testi teatrali e saggi, "dovetti imparare a conoscerla. Andavo in giro con i figli la domenica per vedere strade, chiese, musei: con piacere, la città mi piacque moltissimo. Andavo alla piscina di Nervi a fare i bagni, nei caffè della passeggiata a mare e nei parchi. Mi piacque anche Boccadasse per le stesse ragioni, era un modo di stare vicino al mare."
Nel ’76 lo scrittore si sentiva già parte della città, tanto che ebbe il ruolo di consigliere comunale (nel ’79 fu deputato parlamentare). Gli abbiamo chiesto cosa sia mutato da allora nella vita culturale cittadina e che cosa significhi per lui il fatto che Genova sia capitale europea della cultura 2004.
"Negli anni in cui arrivai a Genova la vita culturale era poco sviluppata, il Teatro Carlo Felice era ancora in rovina. Una cosa che mi faceva soffrire, rispetto a Torino e Salerno dove avevo abitato e che sono città di grandi caffè, era la mancanza a Genova di luoghi accoglienti dove conversare con un amico o leggere il giornale. Io gli appuntamenti li do sempre in un caffè: a Genova ho scelto quello del Teatro Carlo Felice quando nella bella stagione ha i tavolini all’aperto: un luogo che tratto come una sorta d’ala dislocata di casa mia. Un altro caffè che apprezzo è Mangini, uno dei pochi locali storici della città in un palazzo ottocentesco in piazza Corvetto e poi il moderno e frequentatissimo Tonitto sotto i portici di via XX Settembre".

Palazzo Ducale
I genovesi hanno fama di essere molto riservati - cosa che vale in genere per le città del nord - anche se le cose stanno migliorando negli ultimi tempi", aggiunge Sanguineti. "C’è un accrescimento di scambi, i cittadini imparano una sorta di galateo dei rapporti. Dal ’92 a ora Genova ha migliorato la propria faccia, si è dotata di cose che non aveva, ha ricostruito il suo teatro dell’opera, ha preparato il Teatro della Tosse, ha restaurato il Palazzo Ducale, ha ripensato completamente con Renzo Piano il Porto Antico, ha riabilitato aree dismesse e nei vecchi e nuovi contenitori le attività culturali sono divenute più vivaci. Una serie di mutamenti che sono ancora in corso.
Il traffico a Genova, per esempio, che è una città allungata, è molto difficile: se si inceppa qualcosa nell’asse est-ovest è paralizzata; quindi la sopraelevata, fastidiosa ma essenziale, è difficile da eliminare. Oggi è una città complicata, travagliata per i tanti lavori in corso, ma la strada è quella giusta e l’elezione a capitale della cultura 2004 è uno stimolo per diventare una grande città del Nord Italia e del Nord Europa. I programmi sono tanti, le proposte culturali durevoli."
(C) RIPRODUZIONE RISERVATA
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