Il paese delle vacanze
La costa sud-est dell’antica Hispaniola, dalla capitale Santo Domingo a punta Cana, è un vero e proprio paradiso delle vacanze. Numerose le possibilità d’escursione che offre agli ospiti d’ogni età
a cura della Redazione

Dominicano con un cesto di frutta
I "meno giovani", quelli che abbiamo in maniera "trendy" chiamato "OverSixty", oggi vanno dappertutto, per fortuna.
Finiti i tempi dei luoghi comuni, delle definizioni (tralasciando quelle irrispettose) tipo: "essere in là con gli anni", "avere i capelli bianchi" (li hanno anche i giovani o addirittura si rasano completamente per sembrare più maturi!). Oppure: "avere molte primavere" (e perché non molti inverni, autunni, o estati?), avere gli "anni di Matusalemme" (per essere chiamati Matusa dai figli), o apparire gravati da "parecchi anni sul groppone" (li vedete, come camminano ricurvi?). E via di questo passo.
Gli OverSixty hanno detto basta. Si sono riappropriati della loro gioventù; di quello che resta sotto l’aspetto fisico e, soprattutto, di quello che una mente attiva - lei si giovane - sa regalare in termini di vivacità, corroborata da un’esperienza che è la vera ricchezza dei "quasi anziani". Eccoli quindi pronti ad esplorare, questa volta, la zona che circonda il luogo che hanno scelto per le vacanze: Gran Dominicus.
Dalla capitale, via verso est
Bayahibe, villaggio VentaClub
L’entroterra pianeggiante è il trionfo della coltivazione della canna da zucchero. Più a nord, si intravedono i rilievi della Cordigliera Orientale. La Carretera de las Américas, che dall’aeroporto della capitale corre lungo la costa, tocca diversi insediamenti balneari: tutti belli, accoglienti, famosi per la trasparenza del Mar dei Caraibi, per le spiagge sabbiose e per le numerose palme che si alzano, sottili e talvolta ricurve, verso il cielo.
Cambia la "tipologia" delle spiagge. La prima che si incontra è piuttosto popolare e frequentata, specie nei fine settimana. E’ la "playa" di Boca Chica, la spiaggia dei "cittadini" di Santo Domingo, dal cui centro dista una ventina di chilometri.
Si affaccia su una vasta baia, protetta all’esterno dalla barriera corallina ed è soggetta al gioco delle maree; quando sono "basse", oltre ai bagni si possono compiere escursioni a piedi (o a nuoto) raggiungendo le due isolette di La Maticas e Los Pinos. E’ una spiaggia "muy popular" Boca Chica, affollata come la riviera romagnola in piena stagione. Consigliata quindi per chi desidera stare a mollo per un po’, prima del volo di ritorno, ma possibilmente non di domenica!
Da Boca Chica la strada (che è la stessa) cambia nome: diventa la Carretera de Cumayasa, dal nome del fiume che la attraversa. In mezzo ai "cocoteros" (palmeti) si trovano piccoli villaggi che ospitano numerosi hotel, ville, ristoranti, disseminati lungo quella che qui chiamano "costa Caribe".
Proseguendo, si incontra il centro di San Pedro de Macorís, famoso a Santo Domingo per tre motivi: il primo riguarda la produzione di zucchero che trasforma il prodotto principale della zona; il secondo per la distillazione del rum Macorix dal nome della località e il terzo, più "strano" degli altri, per il gran numero di giocatori di baseball che da quest’area provengono e militano nei campionati americano e canadese. A Santo Domingo, così come a Cuba, il baseball è sport nazionale e i neri alti e aitanti della zona pare siano i più adatti a ricoprire il ruolo di "battitori" (quelli che colpiscono la pallina con la mazza di legno).
La Romana, Casa de Campo e Alto de Chavón
Paesaggi incantevoli come miraggi
La prima, di fatto, è oramai una città con oltre centomila abitanti. Fabbriche per la lavorazione della canna da zucchero, insediamenti turistici, porto di partenza per le escursioni alla vicina isola Catalina, è dotata di un aeroporto di medie dimensioni, soprattutto per i voli charter. E’ località frequentata, come tutta la costa, da un turismo di massa e da uno d’élite, che mai si mescolano, se non in occasione delle numerose feste popolari estive, tra le quali primeggia quella del 30 agosto di Santa Rosa de Lima.
Casa de Campo, a dieci chilometri da La Romana, è una enorme (nel senso di molto estesa) struttura turistica che accoglie, ufficialmente "insieme", di fatto ben separati gli uni dagli altri, turisti che potremmo definire "comuni" e turisti "vippissimi", che arrivano in aereo o in elicottero privato, soggiornano a prezzi stratosferici in ville fornite di ogni comodità e, soprattutto, non si fanno vedere. Nomi altisonanti, nel corso degli anni, sono venuti qui: Ronald Reagan, Frank Sinatra, Julio Iglesias, Donna Summer e molti altri ancora.
Altro insediamento turistico che merita una visita perché straordinariamente "kitsch" è Alto de Chavón. Costruito da un architetto italiano (Roberto Coppa), offre al visitatore – che non necessariamente deve soggiornarvi – un insieme di incredibili manufatti: teatro fintoromano, campanile fintodiroccato con vista sul fiume Chavón, la ricostruzione di un insediamento coloniale dell’epoca di Colombo con oltre duemila reperti degli indios Tainos, gallerie d’arte, boutiques, negozi, ristoranti eccetera, eccetera.
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