Giovedì 24 Luglio 2014 - Anno XII
IL PRIMO GIORNALE ONLINE ITALIANO DI TURISMO E CULTURA DEL VIAGGIARE
YucatÓn sconosciuto
Territorio pianeggiante, ricco di foreste e di una imponente rete idrografica sotterranea, lo Yucatßn Ŕ famoso nel mondo quale culla della favolosa civiltÓ Maya. Ma anche la natura vi gioca un ruolo importante.
di Francesca Piana

C'Ŕ chi dice che a sud di Tulum non c'Ŕ nulla. Ma non Ŕ cosý. Lý termina il Corredor Turistico, che da Canc¨n lungo la costa serve le principali spiagge orlate di palme e bagnate da tiepide acque cristalline. Playa del Carmen, Xcaret, Paamul, Puerto Aventuras, Akumal, Chemuyil, Xcacel, Xel Ha; baie e calette dalle sabbie immacolate sulle quali si affacciano complessi turistici eleganti ma anche, pi¨ rare, semplici capanne dal tetto di paglia. Valvola di sfogo il Corredor da quando a Canc¨n, la primadonna del Caribe messicano, non si pu˛ pi¨ costruire. Ci hanno pensato le leggi della fine degli anni Ottanta: sviluppo sostenibile e tutela dell'ambiente divennero le parole d'ordine. Si punt˛ su Playa del Carmen e sul Corredor, pensando di sfruttare poi il tratto da Tulum a Chetumal. Che per ora Ŕ salvo. Ma ancora per quanto?
Rovine Maya di fronte a Cozumel
Tulum, la terra dei Maya
Tulum Ŕ lo spartiacque tra lo YucatÓn pi¨ visitato (la penisola suddivisa negli stati di Campeche, YucatÓn e Quintana Roo) e quello ancora sconosciuto: se a nord si trovano i luoghi pi¨ frequentati della penisola, a sud c'Ŕ quanto resta di incontaminato lungo il superbo litorale caraibico-messicano. Anzi: a centotrenta chilometri da Canc˙n sulla costa del Quintana Roo, Tulum stesso Ŕ giÓ una sorpresa. Chi si incolonna di giorno per visitare le rovine di una delle aree archeologiche pi¨ frequentate dell'intero paese, non lo sa. Ma dopo il tramonto una delle ultime cittÓ costruite dai Maya, fortificata su tre lati e protetta sul quarto dal mare, cambia faccia: i pullman con aria condizionata ripartono in fila indiana per Canc˙n o Playa del Carmen e lý rimangono solo mare e caba˝as, a parte qualche albergo dignitoso ma non di lusso. Tulum Ŕ una valida alternativa per chi non ha troppe esigenze, ideale per visitare la mattina tra i primi l'area archeologica, che giÓ alle nove Ŕ aggredita dal turismo. Il templo de los Frescos, il templo del Dios Descendente e l'imponente Castillo hanno una posizione spettacolare che dalla sommitÓ di alte scogliere si affaccia alle turchesi acque caraibiche, quasi di fronte all'isola di Cozumel. Fu il sito privilegiato che tra il 1200 e la conquista spagnola ne fece il principale porto commerciale della regione che, rivolto nella direzione in cui sorge il sole, in origine si chiamava Zama: "Aurora".
Natura intatta nel "luogo dove nasce il cielo"
Si trova a cinquanta-sessanta chilometri a sud di Tulum: Ŕ la Reserva di Sian Ka'an, creata nel 1986 e dichiarata riserva della Biosfera dall'Unesco. Oltre 500.000 ettari con solo un migliaio di abitanti tra pescatori e contadini, ma 340 specie di uccelli e altrettanta varietÓ sottomarina oltre a giaguari, puma, ocelot, volpi, scimmie urlatrici, procioni, tapiri, coccodrilli, tartarughe. Per raggiungere la deserta area protetta si abbandona la Carretera Federal 307 a Tulum e si segue la sterrata che percorre, fiancheggiata da belle spiagge deserte, l'affusolata penisola fino a Punta Allen. La strada Ŕ accidentata, le buche non mancano e se piove il tragitto si complica alquanto, ma vale la pena passare qualche giorno nel villaggio di pescatori al termine della penisoletta: poche caba˝as, grande pace, ottima pesca. Anni luce da Canc¨n. LÓ non si capisce nemmeno se si Ŕ atterrati in Messico o in Florida, si parla inglese, si consumano hamburger, si fa shopping in centri commerciali immensi come piacciono ai gringos (statunitensi) che sono i pi¨ assidui visitatori del paradiso tropicale yucateco.
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