Mercoledì 30 Luglio 2014 - Anno XII
IL PRIMO GIORNALE ONLINE ITALIANO DI TURISMO E CULTURA DEL VIAGGIARE
Nizza, la Rio del mediterraneo
La capitale delle Alpi Marittime come Rio de Janeiro. La stessa gioiosa libert, gli stessi fantasiosi diversivi lungo l'ampia Baia degli Angeli
di Francesca Piana

Baia degli angeli
Ecco la celebre Promenade des Anglais, carta vincente della citt, che si snoda dal porto fino al Parc Floral ai margini urbani occidentali. Signori non pi giovani fanno jogging dall'alba al tramonto; ragazzi di tutti i colori piroettano sui roller tra la gente che Baia degli angeli passeggia; i pap spingono i passeggini con estrema disinvoltura (in Francia pi di moda che da noi). C' anche chi preferisce contemplare, accomodandosi su una delle tante sedie a disposizione in faccia al mare. E chi, giovani bruni dagli occhi di brace, picchia sui bonghi seducendo i passanti con i ritmi forsennati delle terre native. Non mancano poi les amoureux qui se bcottent sur les bancs publics (gli innamorati che si sbaciucchiano sulle panchine) come cantava Georges Brassens. Niente a che fare con lo struscio di casa nostra; l'atmosfera diversa, pi disinibita. Ognuno fa quello che gli pare e nessuno si volta a guardare in questa Rio mediterranea. C' anche chi osa sfidare i flutti persino a Natale, a Nizza. Nizza magnifica d'inverno.
La citt di Garibaldi
Panorama dall'alto
Ma Nizza non solo il suo lungomare, che pure fa la parte del leone; il nome Promenade des Anglais si deve a un reverendo inglese che aveva fatto costruire un Panorama dall'alto sentiero prima dell'attuale sistemazione del viale. Come recita una filastrocca popolare "gira la carta e cambia la scena". In place Gautier, salotto della citt vecchia dominato dalla seicentesca Prfecture, il sabato giorno di mercato e i fiori si pavoneggiano: freschi dai pi bei giardini della celebre Riviera dei fiori, secchi esibiti in splendidi bouquet. Intorno, caff con i tavolini all'aperto anche d'inverno, crperies, ristoranti. Il compatto intrico del centro storico si apre alle spalle della piazza: viuzze, chiese barocche, palazzi, boutique di tessuti provenzali e profumi di Grasse, venditori di pissaladire, la torta salata di cipolle, acciughe e olive nere, e pan bagnat, panino imbottito al gusto d'aglio, olio e acciuga. 'Gira la carta' ed ecco lo Chateau: salire sulla verde collinetta non merita tanto per gli scarsi resti della cittadella, quanto per il panorama che abbraccia la baia. Et voil, c'est reparti. "Gira la carta" e sali lungo il boulevard de Cimiez all'omonimo, elegante quartiere collinare settentrionale dalle belle ville borghesi, dove integrati nel giardino all'italiana del monastero francescano di Cimiez sono i resti dell'anfiteatro e delle terme romane. Gi, perch sulla collina di Cemenelum si insediarono i Romani, poi Nizza se la palleggiarono i conti di Provenza e i Savoia finch fu annessa alla Francia nel 1860. Ma ha ancora l'Italia nel cuore, la citt nativa di Garibaldi. L'italiano si comprende e si abbozza, la gastronomia affine a quella del confinante Ponente ligure, il clima altrettanto dolce. Un fine settimana a Nizza non basta. Ma, si sa, chi si accontenta gode.
Tre musei da non perdere
Muse des Arts Asiatiques
Nizza sa allestire musei. La luce perfetta e questo non merito di nessuno. Gli allestimenti museali la sfruttano al meglio e questo opera di sapienti architetti. Sale ampie, nessun sovraffollamento di opere, auricolari d'appoggio dove pi serve (come al museo di Arti Asiatiche), i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Tra tante, tre istituzioni (aperte tutti i giorni tranne il marted dalle 10 alle 17 d'inverno) sono di particolare pregio. Il Muse des Arts Muse des Arts Asiatiques Asiatiques (405 Promenade des Anglais, tel. 0493186206) , delle tre, l'ultima nata: secondo l'architetto giapponese Kenzo Tange che l'ha progettato simile a un cigno nel lago artificiale del Parc Floral, radioso giardino botanico ai margini occidentali della citt. Dall'acqua emergono un corpo centrale cilindrico e quattro padiglioni cubici per contenere quattro delle principali civilt del lontano Oriente: cambogiana, cinese, indiana e giapponese. All'interno del secondo museo asiatico di Francia dopo il Guimet di Parigi, sculture, ceramiche, gioielli, tessuti, bronzi e mobili dall'antichit ai nostri giorni. La domenica si pu anche partecipare, previa prenotazione, alla cerimonia del t che si svolge alle 15 e alle 16 nell'apposito padiglione. Ubicazione d'eccezione per il Muse Matisse (164 avenue des Arnes de Cimiez, tel. 0033493810808), allestito in una villa di gusto genovese del XVII secolo all'interno del pluricentenario oliveto di Cimiez. Disegni, incisioni, sculture, bronzi, studi per arazzi e opere di ogni periodo dell'artista che si stabil in citt nel 1917 e non la moll pi fino alla morte. Sempre sulla collina di Cimiez, il Muse Message Biblique Marc Chagall (avenue du Docteur Mnard angolo Boulevard de Cimiez, tel. 0033493538720) la pi importante collezione permanente di opere di Chagall nato per la volont dell'artista di riunire in un solo luogo i suoi pi importanti lavori sul tema della Bibbia. I diciassette capolavori del Messaggio Biblico, i lavori preparatori sulla Genesi e l'Esodo, le sanguigne tele del Cantico dei Cantici sono il risultato di mezzo secolo di riflessione spirituale e del personalissimo approfondimento della Bibbia di cui Chagall si occup per tutta la vita. Le vetrate dell'Auditorium dedicate alla Creazione, il mosaico che evoca il profeta Elia, un arazzo e alcune sculture completano il museo. Godibile, pur se visitatissimo, anche per le dimensioni ridotte.
(C) RIPRODUZIONE RISERVATA
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