Martedì 22 Agosto 2017 - Anno XV
Il saio e la lince – Viaggio sentimentale nelle Umbrie dei miti

Il saio e la lince – Viaggio sentimentale nelle Umbrie dei miti

L’Umbria (Le Umbrie) il libro guida di Mino Lorusso edito da Rusconi Libri, evidenzia le diverse matrici della storia. Un libro per chi ama viaggiare nel tempo con i tanti personaggi legati a quest’angolo di terra

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“Il saio e la lince – Viaggio sentimentale nelle Umbrie dei miti” di Mino Lorusso – Rusconi Libri -pagine 208, € 14,00

Il saio e la lince – Viaggio sentimentale nelle Umbrie dei miti è il libro di Mino Lorusso che già in quel plurale (“Umbrie”) pone una precisa indicazione: non aspettatevi di trovare una sola realtà – paesaggistica, umana, storica, culturale – nel visitare questa regione. Essa – specchio attendibile dell’Italia tutta – esprime una pluralità che è nelle cose e nella sua storia. Dovuta, questa varietà – spiega Lorusso – “alla capacità dell’Umbria di aver saputo coniugare le diverse matrici della storia in un unico corpo sociale. Una ricchezza contenuta in un fazzoletto di terra che è sintesi della sua capacità di essere, allo stesso tempo, eretica e osservante”. Eretica e osservante. Un ossimoro che spiega il titolo del libro: il saio sta a indicare il grande contributo del monachesimo umbro al radicamento e allo sviluppo del cristianesimo in Italia e nel mondo, la lince allude a una storica istituzione, emblema del primato della cultura e della scienza nelle vicende umane.
Il saio e la lince è una lettura non convenzionale della storia dell’Umbria, tale da svelarne la dimensione spirituale e umana. Un libro per chi ama viaggiare nel tempo, alla ricerca del genius loci: quello spirito misterioso che alberga nel paesaggio e nelle pietre che ricamano i borghi”. Umbria come prodotto delle tante sovrapposizioni storiche e sociali che nel corso dei secoli l’hanno modellata, rendendola – così come l’Italia tutta – unica e straordinaria.

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Perugia, sala udienze del Collegio del Cambio

L’Umbria, si sa, è considerata terra di santi, regione ideale per immersioni nella natura, particolarmente rispettata e ricca di spunti pittoreschi. Quasi un luogo comune, l’Umbria, come a volerla dire angolo di balsamico riposo, adatto al raccoglimento e alla degustazione di cibi sani e genuini.
Se l’Italia ha un cuore, esso batte in questa regione, un po’ toscana e un po’ laziale, un tempo interamente etrusca, emblema del cristianesimo più genuino ai nostri giorni. Mino Lorusso, nel suo libro Il saio e la lince ricorda i tanti personaggi legati a quest’angolo d’Italia. Francesco d’Assisi, primo d’ogni altro; Iacopone da Todi, il Perugino, il Pinturicchio. Il saio è quello di S. Francesco (“capace”, scrive l’autore, “di trasformare la povertà in ricchezza e la misericordia in valore universale”); la lince simboleggia la grande idea di Federico Cesi, principe di Acquasparta, fondatore dell’Accademia dei Lincei, “culla della scienza moderna che ha avuto in Galilei il principale protagonista”. Scrive Lorusso: “Per la stessa ragione per la quale comunemente si parla dell’esistenza di diverse Italie, riferendosi all’Umbria occorre fare riferimento alla sua pluralità e molteplicità di elementi identitari. Dunque, Umbrie: le Umbrie, analogamente alle Puglie, alla Calabrie o agli Abruzzi come reminiscenza delle antiche suddivisioni in circoscrizioni.

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