Venerdì 3 Luglio 2015 - Anno XIII
Garibaldi in Brasile e Uruguay

Garibaldi in Brasile e Uruguay

Festa dell’unità d’Italia. Quale migliore pretesto per ricordare agli abitanti dello Stivale – in questi giorni tutti “presi” dalle “gesta” del Colonnello libico – altri tipi di gesta, queste sì passate alla Storia. Come dire: Prove tecniche dell’Unità d’Italia

Giuseppe Garibaldi
Giuseppe Garibaldi

Tra tante polemiche se festeggiare o no l’unità d’Italia (eppoi se fare il “ponte” o no) si è dimenticato di spiegare (o quantomeno se ne è parlato poco) come maturò l’unità e chi partecipò alla sua realizzazione. Unica eccezione, tra i rari personaggi ricordati (in effetti gli attuali Savoia, ‘Fili’ in testa, poco invogliano a tirar fuori dal cassetto i loro antenati) Lui, il Peppino Garibaldi.

Un personaggio, come tutti quelli importanti, amato e vituperato, al punto che recentemente alcuni giovinotti padani o ultras della Serenissima ne hanno bruciato l’effigie all’uscita da una balèra. Sempre a proposito delle vicende garibaldine (e di riflesso della storia risorgimentale) non è stato dovutamente evidenziato che il Nizzardo sconfisse Borboni e Austriaci dopo essersi ‘fatto le ossa’, leggasi che ‘imparò a guerreggiare’ (e che ossa! sennò mica l’avrebbero chiamato l’Eroe dei Due Mondi!) nel sud America. Più esattamente in Brasile e Uruguay. E mentre del Brasile tutti ormai sappiamo tutto (Ronaldinho, Cesare Battisti, Tanga, Carnaval, Caipirinha e a Milano c’è pure chi indica col dito la casa che abitò Kakà), dell’Uruguay qualcosa ci sfugge. Meglio dedicargli due righe.

Un confine (oggi) duty-free

Anita e Giuseppe
Anita e Giuseppe “Josè” Garibaldi

Le vicende vissute da Garibaldi nel sud America hanno dell’incredibile. Si tratta di una epopea durata sette anni nell’Uruguay e preceduta da un quinquennio in Brasile: fatti d’arme e passioni, coraggio e romantiche gesta, fra le quali la tenera e coinvolgente ‘love story’ con Anita.

Giuseppe Garibaldi, e come i locali sappiano bravamente affrontare sfacchinanti trasferte in pullman, sono stati i prevalenti argomenti venuti alla mente durante le 27 ore di un mio recente viaggio no stop tra Florianopolis e Montevideo (a Chuy, cittadina di confine e immenso Duty Free dall’istituzione di una zona franca, trasbordo dal più sciccoso autobus ‘brasileiro’ su un più spartano vettore ‘uruguayo’).

Peppino: Capitano di terra, di fiume e di mare

Una barca sulla Praia do Trapiche
Una barca sulla Praia do Trapiche

Pensieri giustificati, quelli dedicati all’Eroe dei due mondi, perché proprio in questa area del sud America, lungo l’itinerario che sto percorrendo, il condottiero dei Mille compì imprese leggendarie. Vicende tanto importanti e valorose da potersi affermare che, grazie alle esperienze acquisite in queste ‘terras gaùchas’, tra la Sicilia e le Alpi Garibaldi organizzò spedizioni e vinse scontri che culminarono nell’unità d’Italia.

Un valoroso non solo in due mondi, il Nizzardo, ma anche multiforme, perché le sue vittorie si compirono per terra (tra scontri campali e arditi colpi di mano da Commando) e per mare (fu corsaro di fronte alle coste dell’Atlantico, ufficiale della marina uruguaiana sul Rio de la Plata e nei fiumi che lo generano). Infine, come se non fossero bastate le sue sole gesta, nella vicenda vissuta tra Brasile e Uruguay da questo Libertador di stampo sudamericano, casualmente nato a Nizza, si inserisce il non meno eroico mito di Anita.

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