Lunedì 6 Luglio 2015 - Anno XIII
DVP, ovvero: Dizionario delle Verità Pallonare (del Belpaese)

DVP, ovvero: Dizionario delle Verità Pallonare (del Belpaese)

Oggi “facciamo sport”. Da seduti, davanti a Sky Sport, oppure ascoltando i tanti programmi con gli “esperti” beceramente urlanti, o ancora leggendo sui giornali, specializzati e non, le innumerevoli fregnacce gossipare che (ahinoi) vantano “odiens” da primato


“C” come Campi da gioco

A Amaurì: giocherà nel Brasile o (adesso che la sua signora è diventata italiana) nell’Italia?

BBalle: quelle che contano su Moratti (che ogni anno avrebbe finito i soldi per l’Inter). Ogni anno la fabbrichetta del petrolio-benzina dà buoni dividendi e ogni anno lui compra.

CCampi da gioco (nel senso di terreno, erba) – Fanno schifo, sembrano campi di patate; con relativo, ovvio, svilimento del gioco (far giocare un campione tra buche e zolle semoventi è come far recitare un grande attore su un palcoscenico dalle assi sconnesse e scricchiolanti). Ma nessuno fa un plissè. E intanto ci prendono per il sedere dicendoci che “non c’è niente da fare” (financo nei deserti di Arabia, se solo vogliono, fanno crescere prati e foreste svizzere).

DDonne: strano, quelle dei Futballori sono belle gnocche mentre quelle dei CoCo precari, no. Ci sarà un perché? (Chi si è posto questa domanda è stato subito internato in un manicomio). E – Emerson: E come Epifani, che pensa ai pensionati; lui (Emerson) pensa invece alla sua pensione, anzi se la sta già godendo saltellando ogni tanto (ma solo per sgranchirsi le ossa) sul prato di San Siro. F – Filone (pensatore antico): “Se dici quello che vuoi (o pensi, ndr) senti quello che non vuoi”.


“G” come Galliani

GGalliani: sarà che chi scrive è interista, ma quel musino tirato quando il Milan perde …

HAcca: chi non ci capisce un Acca (nella fattispecie di Calcio e a loro volta i Pallonari che ovviamente non capiscono niente di tutto il resto che non sono calci), ma viene (ugualmente) intervistato solo perché è “Famoso”. Questa è la realtà, Baby; eppertanto alla Parietti viene chiesto cosa ne pensa del 4-2-4, a Materazzi invocano un suo giudizio sulla Levi Montalcini, mentre a Ronaldinho o ad Adriano (invece di chieder loro in quale ‘Disco’ di Milano si cucca più facilmente) si chiedono prolusioni accademiche sulla trasmigrazione delle anime e sul ciclo mestruale della gallina. Mah.

IInterviste (a fine partita) – Ma perché le fanno, ‘ste interviste (obbligando pure i pallonari, per contratto, a rispondere: almeno, come nei tribunali, gli si conceda “la facoltà di non rispondere”, no?). Perché ‘ste interviste altro non sono che aria fritta, parole al vento, puñetas banali e scontate, la solita menata. Oppure …. oppure uno “dice quello che pensa”. Questa dovrebbe essere la motivazione, la vera ragione di un’intervista, sennò, come nel gioco dell’Oca, torni-dici le cose banali e scontate e sai che noia, che – prevista – rottura di balle! Si rinvia il lettore alle lettere F (Filone) e M (Mourinho). Morale: finita la partita (come diceva Boskov a proposito dei rigori “quando arbitro fischia”) le tivù tirino giù la ‘clèr’ o passino a un’altra partita, giocata, invece dei soliti blabla (ma è proprio su queste puñetas che campa il Balòn; eppertanto, come nel Gioco dell’Oca, si torna daccapo)…

L Lippi (allenatore della Nazionale): ci dica una volta per tutte se farà giocare Amaurì o no, ponga per favore fine a questo indegno (vedi T) Tormentone, non rompendo ulteriormente le (vedi P) Palle a chi il Calcio lo vuol vedere (e non leggere o sentire).


“M” come Mourinho

MMourinho: dice (o almeno sembra dire) quello che pensa (per cui vedi F). NNessuno: negli stadi non ci va più nessuno (o quasi, e datosi che in Italia non si contano i portoghesi – quelli che entrano a sbafo – è assai probabile che quella poca gente che si vede negli stadi – quello di Bari, è sempre deserto, si dia un occhio – sia ancor meno di quella che potrebbe entrare gratis). Ma nessuno si chiede il perché (si tenta di “affittare” per due ore di partita a 40 o 60 o 100 euro una superficie di cemento o un sedile capace di ospitare un culo, dopodiché, non avendolo venduto a quel prezzo e nulla costando quella superficie da culo, non si tenta – visto il costo zero per le società calcistiche – almeno di venderla a costi inferiori).

O Onesto: come Moggi (parafrasando quanto accadde anni fa a Parma, laddove a una scritta murale dichiarante “Valpreda innocente” mano ignota aggiunse “Tamara Baroni vergine e Giacomo Mancini onesto”).

PPalle, nel senso di “che Palle ‘sta storia” di Amaurì, gioca no o gioca sì (con la Nazionale).

QQuè Cojones! (direbbe uno spagnolo che leggesse la vicenda Amaurì-Lippi- Nazionale). R – Rai: i suoi cronisti calcistici sono meno bravi di quelli di Sky perché (come accade nel parastato) “vanno avanti” per anzianità (mentre quelli di Sky “vanno avanti” per merito).

RRai: i suoi cronisti calcistici sono meno bravi di quelli di Sky perché (come accade nel parastato) “vanno avanti” per anzianità (mentre quelli di Sky “vanno avanti” per merito).

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