Venerdì 28 Agosto 2015 - Anno XIII
Montevideo, affacciata sul “fiume-mare”

Montevideo, affacciata sul “fiume-mare”

Quasi “schiacciato” tra gli estesissimi Brasile e Argentina, il piccolo Uruguay è la sua bella capitale Montevideo, orgogliosa delle proprie radici europee, dello stile di vita e della cultura che l’animano, in perenne competizione con l’immensa Baires, di là dal fiume

Montevideo spiaggia

Montevideo, città balneare con lunghe spiagge di sabbia chiara

L’enorme estuario del Rio de la Plata, a Montevideo si confonde con il mare. L’arrivo al mattino presto con uno dei numerosissimi battelli che lo attraversano, collegando in tre ore la capitale uruguayana con la vicina Buenos Aires, è un’esperienza sorprendente. La portata d’acqua è gigantesca, l’orizzonte è piatto e increspato da placide onde. Non fosse per il colore decisamente tendente al marrone, si stenta a credere che l’acqua che ci trasporta è un fiume e che al di là di esso si estenda l’Argentina. Una rapida verifica, un assaggio fresco e mattutino: il Rio pare salato! Si, perché in realtà il suo bacino è un estuario formato dai fiumi Uruguay e Paranà, una rientranza di dimensioni sbalorditive nella parte orientale dell’America Latina, lunga duecentonovanta chilometri e larga fino a duecentoventi, nell’abbraccio con l’Atlantico. Montevideo si colloca non lontano dal definitivo sbocco oceanico dell’enorme fiume che gli uruguayani si divertono a chiamare “Mar”. Non hanno torto. La città è decisamente balneare, con numerose e lunghe spiagge di sabbia chiara, come Pocitos, Malvin o Punta Gorda, affollate di bagnanti e di club nelle lunghe estati calde.

Felice isola europea

Montevideo Rio de la Plata

Montevideo un’altra immagine del grande “fiume-mare” Rio de la Plata

Un colpo d’occhio alla cartina rivela alcune coordinate importanti per capire la città. Montevideo è capitale di un paese che è il secondo più piccolo dell’America Latina, con una superficie che è poco più della metà di quella italiana. Un fazzoletto di terra incastonato in mezzo a giganti quali l’Argentina e il Brasile. La capitale uruguayana, con il suo milione e più di persone, pare a questa latitudine una modesta cittadina. Le dimensioni contenute, secondo i parametri sudamericani, la rendono spiccatamente europea, relativamente pulita, sicura, facile da girare e da capire, con il suo centro storico ricco e interessante, la via dei commerci, il mare, pardon, il “Rio” con numerose spiagge balneari. Statistiche alla mano, qui c’è la miglior qualità di vita di tutto il Sud America, il più alto grado di scolarizzazione, la maggior sicurezza. Anche se non esente da problemi di ordine politico-finanziario, ancora memore di una pesante dittatura negli anni Settanta, seguita da numerosi dissesti causati da un’inflazione galoppante e da politiche instabili da parte dei vari governi, Montevideo rappresenta per certi versi un’isola felice nel cuore di un’area densa di contraddizioni, di povertà, di dipendenza economico-culturale.

Montevideo Figlia del Rio della Plata

Montevideo piazza Indipendenza

Plaza de Indipendencia, la piazza centrale della città

Per farsi un’idea d’insieme della città si può salire al Monte Cerro, percorrendo una stretta strada periferica che costeggia quartieri piuttosto fatiscenti che ricordano, anche se in scala molto ridotta, le tristi condizioni di indigenza di molte metropoli sudamericane. Dal culmine del monte, alto solamente centotrentadue metri, si dominano i diversi quartieri di Montevideo, le campagne piatte e poco popolate che la circondano, il porto sul Rio che si confonde col mare, per la mancanza dell’altra sponda, troppo lontana per essere vista ad occhio nudo. Dal Cerro si staglia con nettezza la linea tracciata dall’Avenida 18 de Julio, arteria principale della città, animata da un incessante viavai di lavoratori e studenti, molti negozi, uffici e ristoranti. La via culmina nella piazza centrale, Plaza de Indipendencia, con la statua di José Gervasio Artigas, importante fautore dell’indipendenza uruguayana.

Nella città vecchia, le architetture del passato

Montevideo

Montevideo, architetture coloniali nella città vecchia

Dietro la piazza si apre il cuore di Montevideo, la Ciudad Vieja, affacciata anch’essa sul Rio. Risalente al Sette-Ottocento, dopo decadi di degrado e relativo abbandono, la parte più antica della città si sta trasformando nel centro della “movida” notturna, affollata com’è di bar e nightclub aperti fino a tarda notte, nei quali è possibile ascoltare buona musica bevendo una “Patricia”, l’ottima birra locale. Passeggiando per le vie di questa zona ora pulsante di vita, si rimane colpiti dagli edifici risalenti all’epoca coloniale e ai primi anni dell’indipendenza: strutture di pregio ricche di creatività barocca e “Art Deco” e di ornamenti ricercati, alcuni dei quali tuttavia in stato di semi-abbandono. Nonostante gli sforzi fatti negli ultimi anni per migliorare il mantenimento delle strutture, la ricchezza architettonica urbana si scontra con una certa decadenza ancora da correggere, che conferisce un indiscutibile fascino all’intera area. Tra i luoghi da visitare, il “Teatro Solis”, inaugurato nel 1856 e il museo dedicato a Joaquin Torres Garcia, pittore uruguayano, autore del famoso quadro “America Invertida” del 1943, che rivendica la posizione di rilevanza dell’identità sudamericana.

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