Venerdì 4 Settembre 2015 - Anno XIII
Turismo è qualità del tempo libero (2)

Turismo è qualità del tempo libero (2)

La miglior prova del valore di una civiltà è la qualità del tempo libero (Edman Irvin, scrittore americano, 1947). Dopo aver presentato gli aspetti sociologici ed emozionali del Turismo, cerchiamo di dimostrare che il mondo è di tutti. Basta volerlo


Il Turismo vende sensazioni e sogni incompiuti, è un’industria il cui prodotto non è valutabile, nulla esiste se prima non è dimostrato, se non lo vivo io – direttamente e personalmente – attraverso un’esperienza tutta mia.
Chi scrive … ha “girato il mondo” (anche nel senso letterale della parola, imitando Mr. Phileas Fogg e impiegando, ovviamente, meno degli 80 giorni accordatigli da Verne) per una “collezione” di 135 Paesi e luoghi visitati (che gli sono valsi uno dei primi posti in una classifica ideata da un giornalista tunisino, creatore di un Club Mondiale di Grandi Viaggiatori).

Around the world…

Il Monte Fuji in Giappone
Il Monte Fuji in Giappone

A Santiago del Cile ha compiuto il giro d’onore con la squadra italiana che vinse la Coppa Davis di Tennis, non senza informare sulle tensioni locali generate dal clamoroso scambio del segretario comunista cileno Corvalàn con il dissidente sovietico Bukowski. È stato testimonio di due Colpi di Stato: in Libano e nelle Filippine (ma non se ne accorse: da quelle parti i “golpe” erano – o sono – così frequenti e mal congegnati da finire inosservati). In un circuito di Formula 1, ai piedi del Fuji Yama, era presente nel box della Ferrari e ha descritto le paure di Lauda (pioveva a dirotto) che permisero a Hunt di soffiargli un Mondiale. Tra i pochi giornalisti invitati, ha assistito alla presentazione delle sette meravigliose, plurisecolari Misiones Jesuiticas nel sudovest della Bolivia, scambiando quattro chiacchiere con l’attuale presidente Evo Morales.

… su spiagge malesi e tra i pinguini dell’Antartide

Sulla spiaggia in Malesia
Sulla spiaggia in Malesia

Ha soggiornato con gli Indios Tarahumara a duemila metri di altitudine durante uno stop del treno che conduce dal Pacifico allo stato messicano di Chihuahua, attraverso i precipizi delle Barrancas del Cobre. Ha volato su miniaerei pilotati da imberbi ragazzi australiani, tra nebbiosi picchi nell’interno della Papua Nuova Guinea e sorvolato il Chaco paraguayano con un bombarolo nostrano alla cloche (ma lo seppe dopo); a piedi ha percorso il Camino de Santiago e su una spiaggia della Malesia ha nottetempo osservato il faticoso cammino delle neonate tartarughe verso il mare.
Ha dormito nel mitico, storico hotel Treetops (in cui Elisabetta seppe di essere divenuta regina) costruito su un immenso albero nel cuore del Kenya. Ha visitato un’umile casa abitata da Garibaldi in una piccola cittadina del Nicaragua (fin là, arrivò, il mitico Eroe dei Due Mondi).
Ha compiuto passeggiate tra i pinguini dell’Antartide, goduto invernali saune ghiacciate oltre il Circolo Polare Artico, pedalato goffamente in mountain bike su e giù tra i bricchi della verde Extremadura (e durante una minicorrida tra aficionados ha pure “affrontato” un toro, ancorché assai piccolino ed “embolado”, con le corna rese meno offensive) …

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