Mercoledì 2 Settembre 2015 - Anno XIII
A zonzo fra Atapuerca e Burgos nei Pequeños Hoteles di “Rusticae”

A zonzo fra Atapuerca e Burgos nei Pequeños Hoteles di “Rusticae”

Terzo itinerario. Laddove lo scrivente e l’amico Sergio,  dopo aver visitato l’ovest dell’Aragona e le desertiche Bardenas Reales nel sudest della Navarra, aver festeggiato San Fermìn negli ultimi giorni della celeberrima Feria di Pamplona ed essersi arrampicati sui Pirenei a fotografare l’inizio del Camino a Roncisvalle (sempre beninteso pernottando nei […]

Terzo itinerario. Laddove lo scrivente e l’amico Sergio,  dopo aver visitato l’ovest dell’Aragona e le desertiche Bardenas Reales nel sudest della Navarra, aver festeggiato San Fermìn negli ultimi giorni della celeberrima Feria di Pamplona ed essersi arrampicati sui Pirenei a fotografare l’inizio del Camino a Roncisvalle (sempre beninteso pernottando nei Pequeños Hoteles con Encanto di Rusticae), sono proseguiti per il Paìs Vasco (bella la frastagliata costa della Vizcaya, si medita a Guernica, ormai non solo Guggenheim a Bilbao) ed entrano nella Castilla y Leòn…

Castilla y Leòn, Burgos
Castilla y Leòn, Burgos

Mentre sconfinano nella Castilla y Leòn lo scrivano e Sergio commentano due piacevoli esperienze godute a Pamplona e a Bilbao. Ma non si riferiscono alle attrazioni turistiche, tipo la “pamplonica” Plaza de Toros e il bilbaino museo Guggenheim. Più semplicemente, i due viaggiatori (abituati agli oscuri parcheggi sotterranei milanesi, percorsi durante lunghi safari alla caccia di un posto auto non scovabile se non girando e cercando dove mai c’è un buco in cui infilare la vettura) ricordano con affetto gli “aparcamientos” pubblici da poco frequentati.
Ma perché tanta passione? Elementare, Watson: i posti liberi erano
segnati da una luce verde e quelli occupati da una luce rossa, provvido
accorgimento permettente la sistemazione dell’auto senza quei problemi
che nei parking milanesi (oltre ai disagi di cui sopra) costano (oltre
a indegne tariffe orarie) ritardi agli appuntamenti e brutte figure per
gli afrori accumulati alla ricerca di un posto.

Parcheggiare il “coche”? No problem!

Qui giunti ecco corrugarsi la fronte del lettore, incerto sull’interesse (e quindi dubbioso sulle capacità professionali dell’estensore di queste righe) che può mai suscitare una notizia sull’illuminazione di un paio di parcheggi ispanici. Meglio quindi commentargli tempestivamente che anche un confortevole parcheggio dell’auto può servire (d’accordo, sia pur minimamente) a definire e valutare quel bene chiamato “qualità della vita”, che da qualche parte esiste mentre da qualche altra parte è scarso assai e comunque sta andando sempre più in vacca (e chi l’ha voluta capire l’ha capita).

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