Mercoledì 2 Settembre 2015 - Anno XIII
A zonzo tra Francia e Spagna nei “pequeños” hotel di “Rusticae”

A zonzo tra Francia e Spagna nei “pequeños” hotel di “Rusticae”

Secondo itinerario. Laddove (nella prima parte) si è viaggiato nelle aragonesi Cinco Villas, nelle desertiche Bardenas Reales e ai Sanfermines di Pamplona, per finire ai piedi dei Pirenei dei Paesi Baschi. E’ il 14 luglio, e mentre a Pamplona si concludono i Sanfermines, dall’altra parte dei Pirenei si festeggiano la […]

Secondo itinerario. Laddove (nella prima parte) si è viaggiato nelle aragonesi Cinco Villas, nelle desertiche Bardenas Reales e ai Sanfermines di Pamplona, per finire ai piedi dei Pirenei dei Paesi Baschi.


E’ il 14 luglio, e mentre a Pamplona si concludono i Sanfermines, dall’altra parte dei Pirenei si festeggiano la Liberté, l’Egalité e la Fraternité, di cui alla tentata e quasi riuscita (grazie Wellington per la provvidenziale opposizione in quel di Waterloo) esportazione sui mercati europei da parte del Bonaparte.
E poiché la Francia dista solo cinque chilometri da Vera de Bidasoa, nel cui delizioso hotel Churrut (e brava Rusticae a scovarlo) io e Sergio abbiamo pernottato, eccomi proporre al baldo “coèquipier” di addentrarci nella terra dei Gabachos (termine usato spregiativamente dagli Spagnoli nei confronti dei Franzosi).

Percorsi oltre “frontera”

Greggi e armenti
Greggi e armenti

In un’atmosfera di festa nazionale, commento, si sarebbe giunti a Saint Jean Pied de Port (ultima tappa gallica del Camino de Santiago appunto detto Camino Francès) e di lì saremmo rientrati in Spagna, prima a Roncisvalle (inizio “ufficiale” del Camino ancorché Coelho, nel suo romanzo dedicato alla “Strada Maestra della Cultura Europea” collochi lo start nella sullodata cittadina gallica) e poi nuovamente (solo di passaggio) a Pamplona.
Si parte, ma lungo la strada, di festa nazionale (alla faccia dei tanto citati Bals Musette festeggianti il 14 Luglio nelle strade parigine) se ne vede poca, soprattutto perché, per sciovinista e isteronazionalista che possa essere le terra in cui pascolano, pecore, capre, cavalli e vacas, sembrano non essere interessate alla presa della Bastiglia o averne dimenticato gli immortali valori. Per dirla meno politicamente, di gente in giro se ne vede poca solo perché lo scrivente – ufficiale di rotta – ha fornito pessime indicazioni stradali al pilota Sergio, ritrovatosi a guidare su strade sterrate e tratturi di pelati colli montagnosi a forma di panettone tra perplessi greggi e armenti (per smuovere una “bruta vaca” che ostruiva il tratturo lo scrivente si è dovuto improvvisare torero con esibizione di una perfetta “veronica”).
Guadagnata (finalmente) Roncisvalle (località nota per il noto agguato in cui – ogni tanto è sempre meglio dare una aggiustatine alla Storia – non furono i Moros ad accoppare Rolando bensì furono i Baschi) il povero Sergio entra in Pamplona per la quinta volta (tra Encierro, ricerca dei biglietti dei Toros, sbagli di percorso ecc) in due giorni. Meglio comunque abbondare – consiglia giustamente il detto latino – che risultare deficienti.

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