Giovedì 2 Luglio 2015 - Anno XIII
Una BIT un po’ troppo “Bittona”, salvata da un “rombo” marchigiano

Una BIT un po’ troppo “Bittona”, salvata da un “rombo” marchigiano

La Bit nella nuova sede di Rho Rubando il ben noto slogan di quel “baloss” del Carlo Marx (ma perché “baloss”? beh, chi non volesse limitarsi alla lettura del “Capitale” – alla cui ultima pagina non è comunque mai arrivato nessuno, come peraltro accade con l’”Ulysse” di Joyce e la […]

La Bit nella nuova sede di Rho
La Bit nella nuova sede di Rho

Rubando il ben noto slogan di quel “baloss” del Carlo Marx (ma perché “baloss”? beh, chi non volesse limitarsi alla lettura del “Capitale” – alla cui ultima pagina non è comunque mai arrivato nessuno, come peraltro accade con l’”Ulysse” di Joyce e la “Recherche” di Proust – e si informasse più a fondo sulla sua vita privata, scoprirebbe che era “un gran fijo de nà mignotta”, vivente a sbafo della sua signora e ingravidante a gogò femmine sia capitaliste che proletarie) quelli della Fiera di Milano hanno proclamato un “Aficionados al Turismo, Unitevi!” non senza aggiungervi un più interessato “e venite alla Bit, Borsa Internazionale del Turismo per la prima volta nella sede di Milano-Rho”.
Il trasferimento di tutto l’ambaradam fieristico-turistico dalla vecchia Fiera Campionaria da quasi un secolo ubicata nell’ormai (quasi) centro di Milano, alla nuova sede di Rho (la cui “H” è una delle tre cose più inutili al mondo, insieme alle balle del Papa e alle garanzie governative di severità negli stadi del Belpaese, tant’è che solo due settimane dopo il Morto, gli Ultras sono già tornati a menarsi) ha costituito la grossa novità, l’ “appeal” di questa edizione della Bit 2007. 

Da Milano a Rho, a cavallo del Metrò


Ecco pertanto l’inviato di Gossip in viaggio per Rho (Metrò diretto, Linea Rossa) ma ahilui già in perdita di un euro. Era stato infatti pubblicizzato dalla locale Azienda Trasporti che il trasferimento sotterraneo nell’hinterland fieristico milanese costava 2 euro, sicché lo scrivano si era dotato dello speciale biglietto di quell’importo.
Ma giunto a Rho, scopre che nessuno (né alla stazione d’arrivo né tanto meno sul treno) aveva proceduto a controlli, eppertanto anche con un normale biglietto da 1 euro si sarebbe arrivati indenni fino agli stand della Bit).
“Italici Misteri” non dissimili dal “perché” la sera precedente questo “Scandalo dell’Euro” perpetrato ai danni dello scrivano, costui (entrando in San Siro con i biglietti degli Aficionados Valencianos per vedere Inter-Valencia) alla Porta 11, nonostante la presentazione di integerrimi non meno che validi documenti, viene respinto e maltrattato come si conviene a chi non ritiene così scandalosi i Dico-Pacs, mentre poco dopo, alla Porta 13, mercè un semplice quanto rapido “Buenas Tardes” viene fatto passare (quasi) con gli onori militari e senza che gli sia richiesto uno straccio di documento.

Avventure fieristiche


Ma veniamo alla neoBit, nella sua nuova sede invero bellissima (e poi dicono che il qui presente parla e scrive sempre male sulle nostrane cose) e pure faraonica.
E qui sta (forse) il problema, oltre alle scarse o precarie segnalazioni, estremamente necessarie per la presenza di un casino di salite e declivi superabili soltanto mediante scale, scalini, tapis roulants, ascensori, zompi e montacarichi, in una sorta di “Gioco dell’Oca Dislivellato” che se solo sbagliavi una scala mobile dovevi tornare alla stazione del Metrò e ricominciare il percorso tutto daccapo.
Da ciò si evince che (forse) la neoBit è pure risultata un filino dispersiva, anche perché (oltre ai già citati enormi spazi vieppiù resi difficili dai saliscendi tipo il percorso della Tre Valli Varesine) si è probabilmente registrata una minor presenza di espositori (tanti grossi spazi vuoti in alcuni stand, con moquette vergine non calpestata da nessuno, fanno pensare ad altrettante superfici non occupate da stand non affittati). E sulla possibile minor partecipazione di standisti (e pure di pubblico, per i medesimi motivi che seguono) rispetto al passato, basta ricorrere a un minimo di logica.

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