Sabato 29 Agosto 2015 - Anno XIII
Praga dalle mille magie

Praga dalle mille magie

La capitale Ceca è ormai meta fissa del turismo di massa. Ma, a ben guardarla, conserva intatto il suo fascino alternativo ed esoterico. Tutto sta ad aver voglia di scoprirli, questi angoli nascosti che trasudano storia e fantastiche visioni

La piazza del centro storico (Foto: Czech Tourism)
La piazza del centro storico (Foto: Czech Tourism)

La visita di Praga è diventata, al giorno d’oggi, quasi un dovere per molti turisti – di casa nostra e non solo – pronti a passeggiare in un posto alla moda: per esempio a farsi fotografare sotto la torre dell’orologio nella piazza Staroměstská o a darsi spinte su spinte per transitare sul ponte Carlo nelle ore di punta, quando i capannelli di gente che si fermano a guardare i musicisti jazz bloccano il traffico pedonale incuriosito.
La visita è piacevole, spensierata e in tempo di mercatini natalizi, la si può effettuare addirittura in giornata, con volo andata e ritorno e visita accompagnata nei luoghi di shopping, più o meno alternativi, compresa nel prezzo. Niente di male, s’intende.
È proprio vero, però, che qualcosa, in questo lasciarsi andare al turismo di massa, la bella città dai mille significati ha perso; quantomeno in fascino, rispetto ai suoi anni trascorsi. Magari politicamente più cupi, questo è vero, durante i quali anche solamente ottenere un visto di ingresso per il Paese era un’impresa.
E il posto di confine di Železná Ruda, vale a dire dove noi questa volta abbiamo varcato la frontiera giungendo dalla Germania, sarà stato sicuramente un luogo poco raccomandabile, in confronto alla ridente cittadina piena di case di piacere (o eros center, come qualcuno oggi li chiamerebbe) che è adesso. Ma, a pensarci davvero bene, più di uno dei mille significati di Praga è rimasto intatto non solo rispetto alla caduta del Muro, ma attraverso i secoli.

Rodolfo II, fra artisti ed alchimisti

Vicolo d'Oro (Foto: Czech Tourism)
Vicolo d’Oro (Foto: Czech Tourism)

In questa visita proviamo a capire quale. Uno in particolare è certamente il suo aspetto magico, misterioso e al tempo stesso coinvolgente, che ha nei miti del Golem e della corte di Rodolfo II le sue manifestazioni storicamente – e turisticamente – più conosciute, nella Malá Strana e nel Vicolo d’Oro i suoi luoghi geografici di riferimento.
È un aspetto che deve necessariamente poggiare su una, anche solo minima, conoscenza storica. Rodolfo II (Vienna 1552, Praga 1612) fu Imperatore del Regno d’Asburgo e visse il suo potere quasi completamente isolato nel castello praghese di Hradcany, circondandosi di studiosi, Keplero su tutti, ma anche di artisti – come il pittore Arcimboldo – e arricchendo la sua corte di capolavori della pittura di Hieronymus Bosch, di Bruegel e di Dürer.

L'orologio astronomico (Foto: Czech Tourism)
L’orologio astronomico (Foto: Czech Tourism)

Ma Rodolfo diede anche sfogo al suo instabile equilibrio psichico – fu costretto infatti a cedere parte del suo regno al fratello Mattia – circondandosi di figure assai strane: maghi, indovini, maneggiatori di alambicchi o presunti tali, che arrivarono fino al punto di fargli credere di essere in grado di trasformare tutto ciò che egli toccava in oro; come un novello re Mida.
Soprattutto da allora e grazie anche al mito di questa corte sfarzosa e un po’ bislacca, Praga assunse le sue definitive spoglie di città misteriosa e fantastica, paragonabile a un “antico folio in pietra, città libro, nei cui libri resta ancora tanto da leggere, da sognare, da capire”, come la descrisse uno studioso italiano che della capitale ceca fu innamorato frequentatore. Città “dove vagano strampalati commandos di alchimisti, di astrologhi, di rabbini, di poeti, di templari acèfali, di angeli e santi barocchi, di arcimboldeschi fantocci, di marionettisti, di conciabrocche, di spazzacamini”.

Comments are closed.