Domenica 5 Luglio 2015 - Anno XIII
Mobilità sostenibile per le Perle delle Alpi

Mobilità sostenibile per le Perle delle Alpi

Diciassette località di montagna, in Francia, Austria, Svizzera, Italia, Germania, continuano il progetto comunitario per turismo e trasporti a basso tasso d’inquinamento

Chamois d'estate
Chamois d’estate

Diciassette borghi e località di montagna si impegnano a promuovere un turismo sostenibile ed ecologico: sono le “alpine pearls”, le Perle alpine, che hanno costituito l’associazione omonima e partiranno a breve con iniziative comuni. Italia, Francia, Svizzera e Germania hanno scelto di proseguire il percorso avviato con il progetto interregionale, finanziato in parte da fondi comunitari e in parte dalle regioni dei singoli paesi e chiuso ufficialmente il 21 agosto. Il piano ha definito i criteri in base ai quali una località può definirsi “perla alpina” e ha delineato gli obiettivi. Ora si tratta di continuare, per diciassette comuni che attraversano l’intero arco alpino da Est a Ovest: Bad Reichenhall e Berchtesgaden, tedesche; Werfenweng, austriaca; la francese Les Gets e le svizzere Arosa e Interlaken. Per l’Italia, in Veneto partecipano al progetto Pieve di Cadore e Feltre; Ratschings,  Villnoss, Tiers, Steinegg, Welschnofen e Deutschnofen per la provincia di Bolzano; Sauris e Forni di Sopra per il Friuli Venezia Giulia e Chamois per la Valle d’Aosta. 

Ennio Pastoret
Ennio Pastoret

“L’obiettivo dell’associazione è disegnare un’offerta turistica ecocompatibile e coordinata”, ha detto Ennio Pastoret, assessore regionale a Turismo, Sport, Commercio e Trasporti per la Valle d’Aosta, “in particolar modo per la qualità ambientale delle destinazioni”. Le perle alpine si impegnano a facilitare “modalità di accesso tramite mezzi pubblici e qualsiasi altra formula diversa dall’automobile”, continua Pastoret. In Valle d’Aosta l’esempio principe è Chamois: piccolo borgo a 1800 metri d’altitudine, raggiungibile solo con la funivia. Valerio Dell’Amico, assessore al Turismo del comune di Chamois, spiega: “Siamo l’unico comune in Italia che non ha strade percorribili dalle auto: una scelta che i cittadini di Chamois fecero negli anni Cinquanta e che si è  rivelata vincente. Come Perla alpina, Chamois lavorerà a rispettare i criteri per una mobilità dolce, che privilegia navette pubbliche, biciclette, cavalli”.

Chamois d'inverno
Chamois d’inverno

L’associazione prevede di creare un marchio di certificazione ecologica che ispiri i progetti futuri di tutela ambientale e conta di avviare attività di marketing e promozione turistica condivise, per tutti i comuni “perle”. Per Ennio Pastoret “il progetto si è rivelato un efficace strumento di sensibilizzazione a favore dei sistemi di trasporto pubblico nei centri alpini, che devono essere preservati dall’invasione dei flussi di traffico a vantaggio della vivibilità e di una migliore qualità della vita. Perle Alpine può diventare una valida occasione di confronto per avviare utili riflessioni tra i rappresentanti delle regioni e delle comunità locali con l’obbietivo di sviluppare scelte strategiche condivise e basso impatto ambientale, per valorizzare ulteriormente siti ambientali di grande interesse naturalistico e turistico”.

Per informazioni: http://www.alpine-pearls.com

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