Lunedì 3 Agosto 2015 - Anno XIII
Patagonia e Terra del Fuoco

Patagonia e Terra del Fuoco

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di Alfonso V. Anania e Antonella Carri
Collana I Viaggi, editore A.Vallardi
pag 400, € 22,00
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Patagonia e Terra del Fuoco
di Alfonso V. Anania e Antonella Carri
Collana I Viaggi, editore A.Vallardi
pag 400, € 22,00

Col nome Patagonia viene indicata quella vasta regione del continente
americano che, tra l’oceano Atlantico a est e l’oceano Pacifico a
ovest, si estende a sud del 39° parallelo fino allo stretto di
Magellano. Oltre lo stretto si trova la grande isola della Tierra del
Fuego. La Patagonia continentale appartiene per circa tre quarti
all’Argentina e per un quarto al Cile.
Parlare
di Patagonia e Tierra del Fuego per molti, ancora oggi, è sinonimo di
avventura irrealizzabile e temeraria ai confini del mondo.
In
effetti il paesaggio e la natura di questa regione pur essendo trai più
suggestivi del pianeta sono cambiati di poco da quando i primi
navigatori attraccarono sulle coste più australi del “Nuovo Mondo”.
Charles
Darwin nel corso del suo viaggio a bordo della Geagle, visitò e
descrisse questi luoghi in Viaggio di un naturalista intorno al mondo:
“…spazi immensi, dove crescono solo arbusti spinosi e ispidi pascoli
colonizzano altipiani battuti da venti potenti; coste interminabili
sulle quali approdano perla riproduzione pinguini, otarie ed elefanti
di mare, e acque in cui si ritira a partorire la balena franca
australe; montagne coperte di nevi e ghiacciai che spingono i loro
fronti fino al mare o avanzano nelle acque di laghi immensi, immersi
nel cuore della cordigliera e circondati da intoccati boschi millenari.
….Richiamando le immagine del passato, scopro che le pianure della
Patagonia si ripresentano con insistenza ai mie occhi; eppure quelle
pianure sono considerate da tutti squallide e inutili.
Sembra che
tutto sia rimasto immutato. Solo l’indio è definitivamente scomparso
dall’inizio del secolo scorso, per lasciare il posto alle pecore dei
colonizzatori europei.
L’origine degli abitanti di queste terre
traspare dalle vetrine dei negozi, dalle ricette dei ristoranti, dallo
stile architettonico delle case e dall’aspetto fisico della gente.
Facile distinguere l’inglese dall’italiano o dal gallego. In un
miscuglio di culture, convivono tradizioni e costumi che il tempo non è
riuscito completamente ad amalgamare.
Fuori dai centri abitati c’è
lo spazio infinito della terra e del cielo. La solitudine del rancho si
può solo immaginare tra il verde di alberi, faticosamente piantati a
interrompere la piatta monotonia dei campi, con a lato la torre della
preziosa pompa eolica. Questa è l’immagine stessa della frontiera, con
i suoi aspetti romantici e avventurosi, ma soprattutto con la
tradizione di ospitalità e generosità di chi vive semplicemente e ha il
senso della vera solidarietà.
Questa guida, giunta alla terza
edizione, è l’unica in Italia dedicata alla terra definita della “fine
del mondo”. Vi sono descritti i principali luoghi e si trovano le
segnalazioni aggiornate di alloggi, ristoranti, mercati e feste locali.
Ma anche consigli pratici sul trekking e percorsi automobilistici nei
territori selvaggi e informazioni su storia, natura, popolazioni.

(Pi.Ricc.)

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