Martedì 1 Settembre 2015 - Anno XIII
Etna e Mar Ionio, binomio affascinante

Etna e Mar Ionio, binomio affascinante

A ridosso del blu dello Ionio svetta la montagna di fuoco, definita da Pindaro “colonna del cielo”. Legata al mito ellenico della “dimora”, ospitava nelle sue viscere la fucina di Efesto che con l’aiuto dei Ciclopi forgiava le armi per il divino Zeus

Si inizia con lo scrutare il mare
Si inizia con lo scrutare il mare

Uno degli ultimi paradisi della natura è da queste parti.
Protagonisti assoluti, il grande blu del mare e una terra brunita e lavica, frutto di evoluzioni morfologiche e vulcaniche; nel perfetto amalgama che ne consegue, rappresentano un indescrivibile “unicum”.
Il grande vulcano visto dal mare suscita emozioni inebrianti. Le imbarcazioni a vela dai legni odorosi di salmastro, docili ai venti, raccontano i sedimenti, le scoloriture, gli attracchi del mare di Sicilia, della superba costa orientale.  
Logico che tanta generosità naturale favorisca le iniziative che puntano sulla valorizzazione turistico-culturale di beni terrestri e marini; porzioni di terra e di acqua che conservano l’antico fascino dettato dal tempo e dalla storia.

Delfini gioiosi, da osservare e conoscere

Esemplare di delfino
Esemplare di delfino

Gli incontri faccia a faccia con i delfini sono spettacolari.
Stupisce osservarne le incredibili evoluzioni a distanza ravvicinata. Non a caso questi teneri mammiferi, amatissimi sin dall’antichità e presenti sulle decorazioni parietali e fittili, diedero origine alle leggende delle sirene incantatrici.
In perpetuo movimento sopra e sotto il mare di Sicilia, il delfino gioca con le onde, sfida il cielo o giace come una creatura soddisfatta sul mare in bonaccia. 
Per conoscerli da vicino nel loro ambiente, si può navigare con una delle imbarcazioni della Whale & Dolphin Watching, guidati dai cetologi e da uno skipper della “Ketos”, ente culturale e scientifico di Catania che ha come obiettivo la tutela e la salvaguardia del mare oltre che lo studio della Cetofauna presente in queste acque. 
Durante la traversata, per dirla con J.Conrad, “gli abissi del cielo e del mare si uniscono in una irraggiungibile barriera”.

Sulla rotta dei cetacei

Primi scatti fotografici
Primi scatti fotografici

Diventa ritemprante per lo spirito condividere il piacere e le suggestioni delle vastità marine, cullati dal respiro leggero delle onde e accarezzati dalle brezze.  Solcando le acque antistanti il Golfo di Catania, quando si avvistano i delfini è una festa.
Creature giocherellone per natura, sono davvero a portata di mano in questo tratto, tanto da non dover più peregrinare verso i lontani santuari esotici.
Con richiami quasi argentini, sibili lanciati altissimi, salti, scherzi e tuffi, calamitano l’attenzione di chi li osserva, conquistando per l’amorevole cura con la quale  seguono i propri “cuccioli”. Navigare lungo le loro rotte, per studiarli e poter raccontare il loro mondo, è appassionante.
Lo scenario marino si anima di Stenelle striate (Stenella coeruleoalba), di Delfini comuni, di Tursiopi (Tursiope truncatus), di Grampi (Grampus griseus), di Balenottere comuni, di Globicefali, di Zifi, specie di delfinidi che solcano queste acque.
Nel corso delle uscite in mare i cetologi, oltre a spiegare i comportamenti e i suoni emessi dai delfini, introducono l’escursionista sulla realtà della pesca nel golfo Etneo, dove pare si instauri una certa complicità tra delfini e pescatori.
Questi ultimi svelano tecniche e segreti della pesca, non mancando di rimarcare una certa sintonia tra uomini e cetacei.
Documentata dai ricercatori della Ketos, insieme allo staff della Whale &Dolphin, la visita al continente blu avviene a bordo di imbarcazioni Lagoon 410.
Qui i cetacei non sono considerati un prodotto di consumo, ma di pura osservazione. Jacques Cousteau intravide in questi abitanti marini un livello di sensibilità elevato, molto complesso e insieme stimolante, degno di essere studiato e decifrato.

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