Venerdì 3 Luglio 2015 - Anno XIII
Brindisi, un porto per l’Oriente

Brindisi, un porto per l’Oriente

Dove l’Adriatico si stringe, quasi a toccare l’Albania delle moderne “invasioni”, sorge l’antica città dei Messapi, da sempre luogo d’approdo e di partenza verso le terre orientali

Il monumento al Marinaio d'Italia
Il monumento al Marinaio d’Italia

Il suo bene più prezioso è il porto. La leggenda la vuole fondata da Brunto, figlio di Ercole, da cui deriverebbe il nome, ma verosimilmente la sua etimologia è Messapica.
I romani ne fecero il loro principale scalo commerciale e militare con l’Oriente, collegandola alla capitale con la via Appia il cui termine è ancor oggi indicato da due colonne romane su un promontorio che, con una elegante scalinata, alla cui sinistra una lapide ricorda la casa ove morì Virgilio, digrada verso il mare.
Crescita e declino furono sempre legati al porto. Nell’anno 1071 vi giunsero i Normanni e la città divenne la “Porta d’Oriente” grazie all’importanza conferitale dai Crociati che da queste spiagge salpavano verso la Terra Santa. Ancora in auge sotto Svevi, Angioini e Aragonesi, cadde nell’oblio durante la dominazione spagnola, risorgendo agli antichi fasti dopo l’unificazione della penisola, quando gli Inglesi riconobbero i suoi centottanta ettari di acqua, divisi in tre bacini, come i più sicuri del basso Adriatico e nel 1870 vi fecero approdare i piroscafi della “Valigia delle Indie”.

Tra le antiche vestigia

La colonna romana
La colonna romana

I due bracci di mare del Seno di Ponente e di Levante cingono la penisola sul cui promontorio si è sviluppata la città vecchia.
Dalla sommità la vista spazia sul porto interno e su quello medio. abbracciando il Monumento al Marinaio d’Italia, il Canale Pigonati e l’isola di Sant’Andrea, oggi unita alla terraferma, dove Alfonso d’Aragona nel 1445 edificò il Castello Alfonsino a guardia e difesa dello scalo.
All’estrema sinistra del Seno di Ponente si erge il castello Svevo costruito da Federico II e ampliato dagli Angioini, sede del comando della Marina Militare. Dall’alto appare evidente la forma a “testa di cervo” del porto, che è anche lo stemma cittadino.
Poco distante vi è Piazza Duomo sulla quale si affacciano il fronte della settecentesca chiesa matrice, il palazzo del Seminario, la Loggia Balsamo, un capolavoro del XIV secolo, il Portico dei Cavalieri Templari, che in quest’area avevano la commenda e l’ospedale oggi adibito a museo
archeologico.
Strette viuzze portano al normanno Tempio di San Giovanni al Sepolcro con la navata circolare, alla gotica Chiesa di San Paolo con altari barocchi e a quella di San Benedetto, fondata nel 1080 dal normanno Conte Goffredo.

Un gioiello romanico

Chiesa di Santa Maria
Chiesa di Santa Maria

A circa tre chilometri dal centro, nei pressi dell’aeroporto, sorge la chiesa di Santa Maria di Borgo Casale, eretta verso la fine del XIII secolo da Filippo d’Angiò, principe di Taranto. L’attuale costruzione è in stile romano-gotico, la facciata è semplice e nel contempo elegante mentre l’interno è a croce latina, ricco di affreschi tra i quali spicca il trecentesco Giudizio Universale di Rinaldo da Taranto.
In questa chiesa venne celebrato il processo ai Cavalieri Templari di Puglia e Calabria, l’unico conclusosi senza condanne a morte.

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