Domenica 30 Agosto 2015 - Anno XIII
Il Parco Naturale dell'Etna

Il Parco Naturale dell'Etna

Una montagna speciale, ricca di miti e di incredibili bellezze naturali, valorizzata dall’uomo. A contatto con la natura sul più grande vulcano d’Europa

La Valle del Bove
La Valle del Bove

Sul ciglio di quella grande conca interna che è la Valle del Bove, l’uomo è davvero nullità. Alle spalle, una landa lunare nera e tormentata fatta di rocce laviche irregolari, alcune più scure di altre perché più recenti; di fronte, questa grandiosa depressione, ideale serbatoio di raccolta della lava quando “a muntagna”, come i siciliani chiamano l’Etna (con rispetto, timore e confidenza), decide di sfogarsi e di vomitare magma incandescente: un’enorme piscina ribollente.

Da sempre, nei racconti della storia

Colata lavica nell'eruzione del 1993
Colata lavica nell’eruzione del 1993

L’Etna, con i suoi quasi tremilaquattrocento metri di altitudine, è il gigante dei vulcani europei e uno dei più imponenti vulcani attivi della terra. Da secoli lo spettacolo unico dell’Etna in eruzione avvince e spaventa l’uomo. Omero, Diodoro Siculo, Tucidide, Virgilio, hanno redatto cronache fantastiche, ricche di pathos, di leggenda.
Tutti coloro che sono giunti, attraverso i secoli e gli ebenti, in questa terra favorita dalla natura, hanno identificato l’isola con la sua imponente montagna. Sicani, Siculi, Fenici, Greci, Romani (la Sicilia era il granaio dell’impero), Bizantini, Arabi, Normanni, Aragonesi e altri popoli ancora hanno conosciuto, avvicinato, temuto il vulcano, simbolo della mitica Trinacria.

In cima alla “muntagna”

L'Etna visto da Taornina
L’Etna visto da Taornina

A quota tremila e oltre, con una strana sensazione di calda precarietà sotto le suole, si abbraccia con lo sguardo il mondo. E’ un giorno fortunato, per l’Etna-watching: a ovest la catena montana delle Madonie; a nord i monti Nebrodi e le isole Eolie, sospese nella nebbia azzurrina del Tirreno. A nord-est i Peloritani con la punta di Messina e la costa calabra.
Gli occhi seguono il contorno dell’isola maggiore: Taormina, Acireale, giù, fino a Catania con l’azzurro intenso dello Jonio, mare nel quale “a muntagna” si infila in presa diretta, con prepotenza. Riducendo il raggio visivo, si spazia su un panorama verdissimo, tutt’attorno al vulcano, per scendere, oltre il capoluogo, nella piana del Simeto chiusa, a sud, dai monti Iblei. Questo scenario davvero unico, davvero incomparabile, racchiude uno dei parchi più interessanti d’Italia.

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