Mercoledì 29 Luglio 2015 - Anno XIII
Universo Sandokan

Universo Sandokan

Dai celeberrimi romanzi di Salgari, un mondo oggi reale che in Italia era già conosciuto attraverso le fantastiche descrizioni dello scrittore veronese. Ma i riscontri con la realtà non sono pochi

La copertina di uno dei noti romanzi di Salgari
La copertina di uno dei noti romanzi di Salgari

“Al di fuori l’uragano e qua io! Qual è il più tremendo?”
E’ così che si presenta Sandokan, nel primo degli undici libri del ciclo sui “Pirati della Malesia”. Tra i tanti personaggi creati da Emilio Salgari, il principe spodestato dal trono dei suoi avi dal diabolico James Brooke, divenuto poi feroce pirata, è certamente l’eroe più amato.
Per un intero secolo e per molte migliaia di ragazzi, Sandokan è stato un simbolo. Ha rappresentato la forza e il coraggio, la capacità di opporsi all’ingiustizia per far trionfare la libertà. Dal suo inespugnabile rifugio nella piccola isola di Mompracem, Sandokan infestava con i suoi “tigrotti” le acque del Borneo.
E intorno a questo personaggio, Salgari ha creato tutto un mondo dove protagonisti sono pirati e tagliatori di teste, principi, raja bianchi e delicate fanciulle inglesi. E’ quindi anche a causa sua che in occidente il Borneo è da sempre considerato la terra degli uomini d’avventura, di bucanieri senza scrupoli e di selvaggi feroci.

Salgari, un sedentario

Emilio Salgari
Emilio Salgari

In realtà Emilio Salgari il Borneo non l’aveva mai visto. Nato a Verona nel 1862 da una famiglia di modesti commercianti, non si era mai allontanato dall’Italia (la sua unica esperienza come “uomo di mare” si era risolta in un viaggio sul mercantile “Italia Una” che per tre mesi aveva navigato nell’Adriatico). Ma con la sua smisurata fantasia e con un attento lavoro di documentazione, Salgari ha saputo miscelare abilmente avvenimenti storici e brillanti invenzioni letterarie. Alla fine, quelle avventure che aveva soltanto immaginato, sono divenute parte integrante della sua vita. Persino la sua morte sanguinosa, una sorta di suicidio rituale con un pugnale simile a quello usato dai protagonisti dei suoi romanzi, è stato l’ultimo tributo a quel mondo immaginario che lui stesso aveva creato e alimentato.

Nei luoghi delle “fantasie” raccontate


Ancora oggi, soprattutto per chi da ragazzo si è nutrito della lettura dei romanzi di Salgari, un viaggio nel Borneo può diventare un’immersione in quell’universo primordiale creato dallo scrittore. D’altra parte, lo sforzo d’immaginazione richiesto al turista che cammina nella giungla o naviga tra le isole dei piccoli arcipelaghi della Malesia orientale, non è certo eccessivo: il Borneo, infatti, è tuttora una delle aree meno contaminate dell’intero sud est asiatico e specie nelle zone più interne ed isolate, non è cambiato granché rispetto ai tempi in cui i pirati infestavano le sue coste.
Se dunque non esiste nella realtà una vera Mompracem (ma sono decine le piccole isole che potrebbero fare da sfondo alle avventure immaginate da Salgari) sono molti i luoghi da visitare in un viaggio immaginario sulle tracce di Sandokan.

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