Martedì 4 Agosto 2015 - Anno XIII
La "Corona" di Madrid

La "Corona" di Madrid

Non solo la splendida capitale spagnola tra le mete del viaggiatore. Nelle immediate vicinanze, nella corona appunto di centri grandi e piccoli che circondano Madrid, si incontrano località ricche di storia e di arte


Anche nel turismo Ubi maior minor cessat. Si citi ad esempio Madrid. Il viaggiatore che soggiorna nella capitale spagnola raramente ne esce per esplorare le località che la coronano, salvo compiere una visita alla splendida Toledo (che comunque non appartiene alla provincia di Madrid – divenuta Comunidad all’istituzione delle Autonomias postfranchiste – ed è capitale di una delle cinque province e dell’ntera Comunidad della Castilla-La Mancha, un tempo Nueva Castilla).
Gli alibi per evitare una sia pur breve fuga dalla capitale spagnola sono in effetti validi: con tutto quel ben di dio da vivere e godere tra musei, paseos, movida, tapas y bodegas, chi riesce a ritagliarsi altro tempo per una escursione “fuori porta”?
Un doveroso tentativo per saperne di più va invece affrontato, perchè Alcalà de Henares, San Lorenzo del Escorial, Aranjuez, Chinchòn, Manzanares el Real, e altre località minori, meritano davvero una visita. Soprattutto da un punto di vista storico e folkloristico. Perchè Madrid, sia pure affascinante capitale di un ex impero che dettò la storia del mondo, recita il ruolo di parvenu tra le nobili città spagnole, priva com’è (nacque villaggio musulmano nel IX secolo e divenne capitale nel 1561, quasi cinquant’anni dopo l’unificazione della Spagna) del lignaggio della cultura romana, visigota, araba. Ne è prova l’università Complutense, trasferita a Madrid nel 1831 ma fondata ad Alcalà de Henares (la Complutum romana) nel 1498 dal cardinale Cisneros, in pieno fulgore rinascimentale.

Girotondo nella meseta


Beninteso, le località circondanti Madrid non propongono soltanto sbadiglianti visite, noiosi monumenti e banale folklore. Anzi. Grazie a una variata morfologia della meseta – l’altopiano mediamente di 700 metri d’altitudine, occupato dalle due Comunidades della Spagna centrale, la storica Castilla y Leòn, a nord di Madrid, e la donchisciottesca, già citata Castilla/La Mancha, a sud – i panorami e le bellezze naturali non mancano. In meno di un’ora d’auto si spazia dalle pinete della Sierra de Guadarrama ai campi di zafferano (e mulini a vento) di Consuegra, dall’accecante distesa manchega alle colline di vite e ulivo lungo la strada per Valencia.
Tra un colpo di vita notturno e l’ammirazione per uno dei tanti Goya e Tiziano del Prado, un salto in auto nei dintorni di Madrid non stona, anzi. ritempra chi ha dribblato la folla della Gran Via e sopportato il traffico dell’interminabile Paseo della Castellana. Le distanze nella Comunidad sono davvero ragionevoli (si completa una bella gita anche in mezza giornata), le strade sono ottime (in uscita ed entrata le M, 30 e 40 funzionano davvero) e le proposte, quanto a interesse e divertimento, non mancano.

Madrid, Escorial, Valle de los Caidos


Delle escursioni nei dintorni della capitale è la meno frivola, ma doverosa: chi la compie sarà pertanto perdonato se, percorsi i circa 50 kilometri di ritorno dall’Escorial sulla sempre trafficata autopista A6, giunto a Madrid si concederà qualche veniale peccato riparatore nella movida notturna.
In effetti non invitano certamente all’allegria le severe mura volute dal bigotto – ma con imperiale licenza d’adulterio – Filippo II e tanto meno fanno sorridere i 150 metri della granitica croce -alla congiunzione della Vecchia con la Nuova Castiglia- voluta da Franco a sovrastare una basilica, scavata nella montagna, accogliente la tomba del Caudillo e di molti caduti di ambo le parti della Guerra Civil. Ma all’Escorial l’arte, ancorchè un po’ funerea, abbonda tra Monasterio, Panteòn e Biblioteca e pertanto non va assolutamente persa. Mentre nella Valle de Los Caidos – a una dozzina di chilometri da San Lorenzo dell’Escorial – l’imponenza della costruzione e il disegno storico di chi la volle, fanno meditare e comunque meritano una visita.
Di fronte alle scarne opportunità di shopping (lo sport preferito dal turista in trasferta, massime quello italiano: dicono che sia una reazione alla paura di morire) il visitatore può consolarsi con un almuerzo (seconda colazione) al non costoso ristorante del Golf Club dell’Escorial. E chi è aficionado a los toros ha l’opportunità di visitare, a poca distanza dall’imponente monastero disegnato da Juan de Herrera, una delle poche ganaderias (allevamento) di tori nella Comunidad di Madrid (quella di Baltazar Ibàn). Se poi si passa da quelle parti il 10 agosto, San Lorenzo, dìa de Fiesta, non si perda la corrida nella piccola plaza de toros, immancabilmente piena zeppa, hasta la bandera (gente fino alla sommità delle tribune, dove sventolano le bandiere). Una chicca, poi, per chi ama le tradizioni storiche e l’ecologìa, l’aria pura e il senderismo (andar per sentieri): le Cañadas. Si tratta di itinerari, Caminos della transumanza, con tanto di dormitori, corrales (recinti) e botteghe di tosatura, gestiti e regolamentati dalla Mesta, una sorta di corporazione dei pecorai.
Le vestigia di queste strade maestre delle greggi che disegnarono la geografia della Spagna dal XIII al XIX secolo sono tuttora evidenti; attraverso Collado Villaba, ad esempio, passava la Cañada Real Segoviana (per chi vuole saperne di più, Libreria de la Comunidad, calle Fortuny 43, Madrid).

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